mercoledì 8 ottobre 2014

“P.I.T. Stop” per Rossi e la Giunta Regionale

Ancora una volta la politica dei partiti mostra tutta la sua debolezza quando si affrontano temi che mettono in discussione le piccole e grandi oligarchie toscane. Non più tardi di 10 mesi fa aveva visto la luce un documento con elementi di coerenza e novità in materia di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico: sembrava redatto da professionisti competenti e capaci di delineare con chiarezza tutte quelle criticità ambientali proprie della Toscana, sulle quali il MoVimento 5 Stelle si batte da anni e delle quali ha fatto la propria bandiera: la salvaguardia delle coste e delle montagne, la revisione del comparto estrattivo, la tutela delle risorse idrogeologiche, la politica cemento zero applicata a quei luoghi di una bellezza irripetibile come i nostri arenili. Invece gli stessi sindaci della Versilia, riuniti in conclave la scorsa primavera in un consiglio comunale congiunto tenutosi a Cardoso, hanno votato un documento unitario per chiedere (e in breve tempo ottenere) una revisione delle regole stringenti in materia estrattiva nei confini del Parco delle Apuane per non scontentare gli sponsores di partito: unici voti contrari pervenuti dai tre consiglieri comunali del M5S di Viareggio. Mentre la stampa ci informa che una holding saudita ha acquistato i diritti per sventrare e portare all’estero le Alpi Apuane, arrivando a penetrare i consigli d’amministrazione di aziende che operano in alta Versilia, apprendiamo dal primo cittadino di Seravezza che basterebbe poter destinare il 50% dell’estratto (ma anche meno) alla filiera locale per rivitalizzare il settore del lapideo. Quindi la collettività dovrebbe tollerare la distruzione del proprio sistema idrogeologico pur di poter lavorare (in piccola parte) il marmo delle proprie montagne, con buona pace del piano paesaggistico e magari anche ringraziando gli eroici sindaci che si sono battuti per farci godere di un tale privilegio. Sul fronte demaniale marittimo la situazione non è migliore: pochi giorni fa l’amministrazione di Forte dei Marmi, nella persona dell’assessore Molino, ha definito “assolutamente inaccettabile” il Piano di Indirizzo Territoriale già adottato laddove definisce il sistema sabbioso “fortemente compromesso dalla presenza ininterrotta di insediamenti balneari che ostacolano la vista del mare e la fruizione pubblica”. Il PIT, secondo l’assessore, va rettificato in questa sua descrizione, i manufatti umani costituirebbero un elemento antropico che invece valorizza e migliora la costa: come sarebbe stata spoglia e insignificante la Versilia così come è stata creata da Madre Natura, se non avessimo avuto la fortuna di poter ammirare cotante opere dell’ingegno umano. E sempre di elementi antropici caratteristici si dovrebbe parlare quando abbiamo la fortuna di ammirare i costoni delle montagne fatti brillare con cariche esplosive o gli immensi ravaneti abbandonati. Il povero P.I.T., seppur in fase di adozione, viene quindi attaccato duramente dal PD di tutta la Versilia perché non tiene conto delle specificità dell’economia e del territorio, e soprattutto non tiene conto di chi ha pagato le campagne elettorali dei vari sindaci del comprensorio. 
Il MoVimento 5 Stelle della Versilia Storica si oppone con forza a queste acrobazie semantiche che vorrebbero nascondere lo scempio del territorio dietro locuzioni eleganti e assolutorie di un’economia di rapina che da decenni saccheggia il Bene Comune, auspicando che l’assessore Anna Marson porti avanti il suo lavoro senza cedere alle pressioni del partito e agli interessi di chi lo finanzia.

martedì 30 settembre 2014

NO AL PARTITO 5 STELLE, Sì AL MOVIMENTO 5 STELLE

In un momento storico in cui ALCUNI soggetti cercando di usare il Movimento 5 Stelle come un trampolino di lancio per una carriera politica che è da sempre redditizia e vantaggiosa per interessi privati si deve tornare spesso a ricordare, ma anche spiegare ai nuovi, che non si abdicano i principi e non si mette in discussione onestà, trasparenza e la necessità di tagli al costo della politica.

Il Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica ha condiviso all'unanimità il documento proposto dal Meetup 5 Stelle Livorno:

E’ innegabile.
Il motivo che ha spinto ciascuno di noi a credere nel m5s, a contribuire ognuno secondo le proprie possibilità e anche oltre, a profondere tempo ed energie a studiare, presentare e realizzare progetti per questo movimento è la promessa di una rinnovata e duratura onesta condotta in ogni aspetto del vivere civile.
“L’Onestà tornerà di moda”.
Dall’onestà dipendono, ad esempio, la trasparenza, la coerenza, l’integrità.
Ogni azione compiuta e ogni parola pronunciata le abbiamo ammantate di
questi principi mettendo in gioco, sicuri, la nostra faccia e la nostra reputazione.
Abbiamo creduto di rappresentare l’esempio cui tutti dovevano guardare, ben consapevoli che senza l’esempio le parole sono solo ipocrisia.
Oggi invece siamo costretti ad affrontare un’amara realtà: nel nostro movimento stiamo vivendo nell’ipocrisia.
I principi di trasparenza sono “oscurati” dalla necessità di non giustificare i compromessi e gli accordi politici - interni ed esterni - poco chiari e non condivisi.
La coerenza e l’integrità sono vittime della convenienza “politica” e della non limpida gestione del “potere” da esercitare con la scusa del “bene comune”.
Prima pochi e adesso sempre più attivisti 5 stelle denunciano che qualcosa “non torna”.
Alcuni perché l’hanno vissuta sulla loro pelle. Altri perché, più attenti, si stanno rendendo conto che le scelte politiche che violano i principi fondanti del Movimento vengono - paradossalmente - “giustificate”.
Sempre più, chiunque esprima critiche nei confronti della linea presa dalla presunta “maggioranza” viene prontamente zittito come nelle migliori tradizioni partitiche o di regime.
Chi non accetta questi aut aut e continua la sua critica viene bollato come troll, dissidente, invidioso, distruttivo.
Se continua, a quel punto partono cancellazioni dai Meet Up, delegittimazioni senza fondamento, diffide senza autorità.
Se anche questo non ferma la voce fuori dal coro, si gioca il Jolly: un giorno qualsiasi, senza spiegazione, senza preavviso, chi contesta non riesce più ad accedere al portale del Movimento. Cancellato. Eliminato. Mai esistito.
Solo perché ha espresso una opinione diversa ed ha continuato ad esprimerla, rifiutandosi di chinare il capo alle minacce e alle ritorsioni.
Sempre più si cancella, si isola e si esclude da ogni processo chi dissente o che “potrebbe” essere contrario a una linea non decisa dalla base dopo un confronto tra tutti.
Il messaggio è chiaro.
O ti adegui o sei fuori.
Tertium non datur.
Pochi decidono per tutti e questi pochi non sono stati scelti da nessuno di noi.
Inoltre se a uno di “loro” è permesso cancellare dal movimento chiunque si discosti dalla “linea” decisa significa che non è più la base a comandare e che questo movimento è diventato un partito con la propria Segreteria, con il proprio Comitato di sorveglianza e di “probiviri”, con il proprio Comitato Esecutivo.
Tutto nell’ombra, senza trasparenza, senza chiarezza.
A noi rimane una scelta.
O ci adeguiamo.
O facciamo tornare il Movimento sui binari originari con la quasi certezza di farci cacciare tutti quanti.
C’è sempre una scelta….Chi striscia non cade…



I principi prima dei candidati, l'onestà prima della liste...

E' molto brutto dover sempre ribadire i principi con cui siamo nati, a maggior ragione in prossimità delle elezioni regionali.
La politica fatta con passione, con spirito di servizio e NON come un mestiere. Stipendio degli eletti portavoce e di qualsiasi altra figura amministrativa commisurato allo stipendio medio di un lavoratore. Nessun privilegio e rifiuto dei rimborsi elettorali perché i partiti non devono essere più i parassiti dei cittadini.
Anche ieri invece ci siamo ritrovati a dover ricordare tutto questo a molti, troppi partecipanti al Meetup Regionale a Grosseto.
Per quanto ci riguarda se le cose non cambiano velocemente il M5S è bene che NON si presenti alle elezioni.

sabato 27 settembre 2014

Comunicato su impianti idroelettrici a Seravezza

Due impianti idroelettrici sul Serra e sul Vezza ?


Lungo i torrenti Serra e Vezza si vorrebbe costruire due impianti per la produzione di energia elettrica installando una griglia di presa e una vasca di decantazione in cemento armato sul greto dei torrenti, andando a captare l'acqua e incanalandola per più di 1 km sul Serra e più di 3 km sul Vezza per attivare le apposite turbine.

La domanda che ci poniamo è: A CHI GIOVA LA COSTRUZIONE DEI DUE IMPIANTI ?

Alla popolazione certamente no perchè la ricaduta positiva sul territorio sarà meno che minima in quanto neanche un kwh di energia prodotta sarà destinato all'uso gratuito per i cittadini, nessun onere di concessione sarà versato dalla società costruttrice allo Stato o al Comune ed inoltre Seravezza nei prossimi 30 anni dovrà sopportare un ulteriore diminuzione della portata di acqua dopo anni di siccità. 

I seravezzini in compenso potranno essere felici, dovranno consolarsi con solo un tubo interrato nell'argine del fiume che servirà a Gaia per la fognatura.

Noi pensiamo che opere come queste dovrebbero essere previste in fiumi con ben più ampia portata dove l'impatto ambientale sarebbe molto meno evidente e dove grazie al maggior afflusso di acqua anche gli investitori avrebbero certamente ritorni economici migliori che potrebbero allargare anche alle popolazioni residenti.

Non ci piace che privati che usufruiscono di incentivi statali e finanziamenti dalla Regione e dalla Comunità Europea speculino su un patrimonio che è di tutti.
Se possiamo ottenere vantaggi dalla natura e dal nostro territorio che ricordiamo è di tutti e di nessuno in particolare i primi a trarne vantaggio devono essere i cittadini e non certamente società private magari quotate in borsa.

L'acqua è la vita, nasce dalle vette delle nostre Apuane già irrimediabilmente ferite e saccheggiate, corre a valle permettendo a tutto l'ecosistema di essere vivo e florido accogliendo turisti che ne decantano la bellezza in tutto il mondo facendo si che il nostro territorio possa svilupparsi in un prossimo futuro grazie ad un economia alternativa alla monocultura del marmo.
Tutto questo necessita di un territorio inviolato e protetto non certamente cementificato e spremuto fino all' ultima stilla.

Il M5S è da sempre a favore della produzione di energia pulita ma solo in un contesto di comprovata sostenibilità ambientale e di positiva ricaduta socio economica sulle popolazioni.
Astenersi speculatori. 

giovedì 28 agosto 2014

Biutiful Italy fino al 1° Ottobre

La recente richiesta del sindaco di Forte dei Marmi, sig. Buratti Umberto, è solo l’ultimo di una lunga serie di segnali di allarme di una Italia che bada più al superfluo che all’essenziale. 
Una proposta come quella di rimandare l’apertura delle scuole per allungare il periodo delle vacanze rappresenta fedelmente alcuni aspetti di una società che mette in secondo piano la cultura, l’educazione, il senso civico e lo sviluppo dell’essere umano al mero scopo di commercializzare prodotti o servizi che rendano le persone sempre più “culturalmente leggere”. 
Ci stiamo impoverendo di valori, conoscenza della nostra storia,geografia, letteratura al solo scopo di assolvere al nostro compito di consumatori.. 

Non c’è dubbio che la stagione estiva non abbia portato, e non stia portando, i risultati sperati, anche per colpa di una crisi che attanaglia l’intero paese, ma non sono queste le soluzioni che una buona amministrazione dovrebbe proporre. Nella situazione economica e finanziaria delle famiglie italiane l’equazione che vedrebbe la scuola dei figli come unico deterrente ad una bella vacanza al mare, ha il sapore della provocazione o dell’ingenuità, ma forse anche di molta ottusità.

La crisi del turismo in Versilia, caro Buratti, viene da molto lontano, non è solo colpa della pioggia.
Sono ormai vari anni che i turisti assistono attoniti alla barzelletta della Bandiera Blu, si fa il bagno a giorni alterni come al tempo dell’austerity energetica e intanto numerosi video di scarichi a mare di fognatura nera ci informano che i depuratori sono obsoleti, sottodimensionati, sovraccaricati da allacci abusivi di acque chiare, da potenziare e ad ogni acquazzone vanno in sicurezza aprendo le valvole e sversando il liquame nel nostro mare, tale e quale senza depurarlo.

Il litorale da Marina di Carrara a Viareggio è una ininterrotta fila di cancelli, ville, negozi, discoteche, piscine e ristoranti...dov’è il mare? Il turista si è stufato di essere preso per il collo, quando è in vacanza vuole rilassarsi, vivere la bellezza del nostro territorio in libertà senza mille doveri e nessun diritto, anzi sì uno, quello di pagare magari anticipatamente e spesso senza scontrino.

Buratti prenda le gambine e vada a vedere le migliaia di turisti che ogni estate purtroppo affollano la spiaggia della Lecciona a Viareggio. Diciamo purtroppo perchè è un posto di una bellezza incredibile all’interno del Parco San Rossore e Migliarino che sicuramente soffre l’invasione di tanto turismo. Le spiagge libere dovrebbero essere altrove, lungo tutta la costa, davanti alle città dove tutte le categorie potrebbero beneficiare dell’indotto, ma si sa: la casta dei concessionari balneari non si tocca, d’altra parte anche Buratti ne è un illustre rappresentante.

Ora bisogna raccogliere le rovine di una zona, quella versiliese, che non vede una programmazione ed un’ amministrazione lungimirante da molto tempo e costruire un nuovo modo di fare turismo senza pregiudicare lo sviluppo culturale, perché una cosa non esclude necessariamente l’altra, anzi.

martedì 26 agosto 2014

Apoteosi di Meritocrazia a Livorno

A seguito delle recenti notizie provenienti da Livorno in merito alle nomine di assessori e amministratori unici di società partecipate del Comune ci troviamo costretti a prendere la distanze da un metodo di lavoro molto distante dal nostro.

Da sempre il MoVimento 5 Stelle si batte per la sconfitta del sistema clientelare e delle nomine non basate su meri criteri di merito e competenze.
Con rammarico dobbiamo osservare che il metodo utilizzato ricorda troppo un modo di lavorare della vecchia politica, che tende a premiare più gli amici che i meritevoli, considerando le poche o nulle esperienze nei settori specifici dei recenti nominati dall’amministrazione livornese.
Anche le più recenti nomine ad assessori lasciano un po' l’amaro in bocca delle grandi occasioni perse.

A maggior ragione rifiutiamo questo modo leaderistico di intendere il MoVimento quando da parte del primo cittadino livornese si vorrebbe gestire le dinamiche delle prossime elezioni per il Consiglio Regionale Toscano e presiedere la poltrona della Provincia, come da lui stesso indicato al regionale di Arezzo.

Riteniamo fondamentale far capire al Paese intero che il MoVimento è uno strumento per far tornare la politica con i piedi per terra, far diventare trasparenti i palazzi del potere, limpide e meritocratiche le nomine degli amministratori, sobri, etici e moralmente rispettabili i comportamenti degli eletti portavoce.

Auspichiamo quindi che a Livorno ci sia un cambio di passo deciso per rispettare il metodo che il MoVimento si è dato molto tempo fa, perché il metodo è quello giusto, gli interpreti forse no.