Non condividendo assolutamente questa scelta invitiamo tutti, dalle associazioni ai gruppi politici, dalle categorie ai comitati ad attivarsi per organizzare una raccolta firme congiunta, senza simboli o bandiere, con l'unico scopo di manifestare la nostra contrarietà alla vendita di un bene pubblico.
mercoledì 26 ottobre 2016
Comunicato su vendita parcheggi stabilimenti balneari
Non condividendo assolutamente questa scelta invitiamo tutti, dalle associazioni ai gruppi politici, dalle categorie ai comitati ad attivarsi per organizzare una raccolta firme congiunta, senza simboli o bandiere, con l'unico scopo di manifestare la nostra contrarietà alla vendita di un bene pubblico.
venerdì 15 luglio 2016
Sulla sentenza della Corte di Giustizia UE
Fummo tentati all'epoca, lo ammettiamo, di accettare la sfida per poter pubblicizzare le nostre ragioni in materia visto che la stampa ci riserva ben poco spazio mentre abbonda largamente, da anni, in pagine dedicate al "NO alle Aste".
Poi decidemmo di soprassedere, consci che il Demanio non è materia che si può interpretare a piacimento e che comunque, essendo l'Italia uno stato membro dell'UE, è soggetta alla normativa europea prevalente, per cui sarebbe stato inutile accapigliarsi sul niente per fare pubblicità a sindaco e vice-sindaco, sedicenti paladini delle imprese turistiche.
Oggi, Giovedì 14 Luglio 2016, la Quinta Sezione della Corte di Giustizia Europea nelle cause riunite C-458/14 e C-67/15 sentenzia:
1) che l'art 12 , paragrafi 1 e 2 , dlla direttiva 206/123/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio , del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, deve essere interpretato nel senso che osta, a una misura nazionale, come quella di cui ai procedimenti principali, che prevede la proroga automatica delle autorizzazioni demaniali marittime e lacuali in essere per attività turistico-ricreative, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati.
2) Che l'articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale, come quella di cui ai procedimenti principali, che consente una proroga automatica delle concessioni demaniali pubbliche in essere per attività turistico-ricreative, nei limiti in cui tali concessioni presentano un interesse trans-frontaliero certo.
In pratica la Corte dà ragione al 100% ai “Grillini ignoranti” e non poteva essere altrimenti, perché noi chiediamo solo che venga applicato quello che i nostri legislatori avevano già previsto fin dal 1942, con il Codice della Navigazione, e che è sempre stato ignorato, quando non stralciato o emendato.
Quella di oggi è una punizione severissima che punisce una politica miope, pavida e indecisa. Dieci anni di ambiguità a caccia di voti hanno prodotto questo risultato.
Un risultato che – comunque vada – sarà un insuccesso garantito.
Sarà un insuccesso perché la non-gestione della vicenda delle concessioni balneari ha creato una fortissima spaccatura fra chi le spiagge le aveva e chi no. Fra chi ne ha goduto e chi non ha potuto farlo.
L’incertezza di questi lunghi anni, fra il recepimento della Direttiva e oggi, ha comunque penalizzato tutto il settore. Non sapremo mai quante imprese non sono partite, quanti investimenti non sono stati fatti, quante nuove attività sono morte sul nascere e quanta economia sia stata bloccata in attesa di sapere che fare.
E’ un danno incalcolabile per tutta la collettività.
Sono anni che si parla di politica del doppio binario, ma il Governo ha preferito temporeggiare e sperare che passasse la nottata. Ma la nottata non poteva passare, perché ci sono delle Direttive da rispettare e la Corte UE lo ha ribadito. Le Direttive non sono il Diavolo, sono state create con l’apporto anche dei politici italiani, non scordiamolo.
E possono anche essere un’opportunità. Sarebbe anche il caso di capire che i cittadini non sono solo i bagnini, che hanno fatto sentire forte le proprie ragioni, ma anche quelli che bagnini lo vorrebbero diventare ma che in un mercato bloccato non possono entrare.
Senza mai dimenticare quelli che vorrebbero una fruizione più libera della spiaggia.
Quindi è il caso di rendersi conto che, adesso, il lavoro da fare è un altro: si deve pensare a come applicare la Direttiva Bolkestein nella maniera più giusta ed equilibrata, per far sì che il turismo balneare non ne risenta e per liberare nuove energie positive.
Dobbiamo vigilare perché ad essere tutelate siano le micro-imprese familiari, che hanno sempre caratterizzato l’imprenditoria del settore in Italia, evitando la concentrazione di concessioni nelle mani di multi-nazionali o cartelli appositamente creati (dove, fra l’altro, c’è preoccupazione per le possibili infiltrazioni di criminalità organizzata) e dobbiamo avere un occhio di riguardo per quelle attività che favoriscano la sostenibilità ambientale.
La maniera nella quale saranno scritti i bandi è assolutamente decisiva ed essenziale.
Ci spiace per tutti quei concessionari che hanno sottoscritto l'Atto Formale sottopostogli dal sindaco Mallegni, e di cui tanto vanto si è fatto alle varie riunioni di categoria, dove si è anche lanciato nella proposta di un rappresentante politico unico a Roma, che tuteli gli interessi dei concessionari balneari e che risponda direttamente agli iscritti alle varie sigle sindacali del settore.
Ha invocato il ritorno al primato della politica e stop ai magistrati che vorrebbero decidere per tutti.
Chi dovrebbe essere, questo rappresentante unico, ci sembra forse di intravederlo.
Da oggi la proroga al 2020 è nulla, le concessioni in essere sono abusive, ed è bene che il Governo non si inventi altri intrallazzi perché i cittadini non sopporteranno oltre, di sicuro non sono più disposti a pagare onerose procedure di infrazione per tutelare i privilegi di chi è abituato a scriversi le leggi a proprio uso e consumo.
M5S Pietrasanta
sabato 9 gennaio 2016
No alla bolkestein sì alla pecunia?
Apprendiamo che una multinazionale americana in questi giorni ha acquistato la concessione dello stabilimento balneare Blue Beach di Marina di Pietrasanta e che la trattativa sia stata fulminea. Verrebbe da pensare che i due soci, Mr Penrod e il carrarino Vanelli o sono pazzi o sono dei geni, come d'altra parte lo deve essere la sigra Barilla che tre anni fa a Forte dei Marmi pagò 3,5 mln per la concessione del bagno Piemonte, rase al suolo tutto e ricostruì di sana pianta lo stabilimento.
Pazzi perchè sul comparto incombe la direttiva servizi 123 dell'UE, detta Bolkestein, che già dal 2006 ricorda, inascoltata, che l'Italia si adegui alla normativa europea in materia di libertà di stabilimento delle imprese sul territorio comunitario ed al principio di libera concorrenza e prevede che le concessioni vadano all'asta e non rinnovate automaticamente sempre agli stessi, come in qualsiasi altro paese civile. O forse genio perchè evidentemente sa cose che noi non sappiamo.
Quindi, il 24 novembre, abbiamo visto molti comuni della costa toscana deliberare in fretta e furia la sdemanializzazione della fascia costiera facendo una ricognizione del demanio marittimo ed individuando un nuovo dividente demaniale che comprenda anche gli stabilimenti balneari con le rispettive strutture e in qualche caso anche 10 metri di spiaggia come a Forte dei Marmi con la DG 303 del 26/11/2015
Il motivo , come si evince dal testo di Pietrasanta con la DG 256/2015, votata in assenza di sindaco e vicesindaco forse per scongiurare il palese conflitto di interessi, sarebbe "evitare certi appetiti speculativi" senza però farne nome e cognome. Per noi è solo l'ennesimo tentativo per privatizzare definitivamente la spiaggia.
Sempre sulla stampa si legge invece che Mallegni si feliciti della vendita del Blue Beach e anzi ne rivendichi in qualche modo la paternità "grazie alla serietà e alla fiducia che la sua amministrazione infonde negli investitori". Delle due una, o ci si preoccupa per gli appetiti speculativi o ci si rallegra, non c'è via di mezzo, o forse qualche multinazionale è meno multinazionale delle altre?
Ma dove stà la coerenza di questa amministrazione ? Viene quasi da pensare che la vera preoccupazione non sia quella di perpetuare il famoso "genius loci" e la "tipicità balneare versiliese" ma solo ed esclusivamente quella di permettere ai soliti noti di continuare a detenere in ostaggio una concessione pubblica, come da 100 anni a questa parte contro tutto e tutti, in attesa del prossimo Mr Penrod o Sigra Barilla di turno sperando di far cassa.
Non contento il nostro primo cittadino il 16 Dicembre , sempre astenendosi assieme al vicesindaco dalla votazione, emana un altra delibera di giunta la 284/2015 con cui interpretando , secondo noi, la normativa e giurisprudenza nazionale e comunitaria "ad categoriam" decide che con 590 € e due marche da bollo da 16 € si possa rinnovare la concessione non più per 6, ma addirittura per 20 anni, una media di 30€ l'anno quanto due pizze e due birre, tanto per capire il valore che si dà al alcune cose.
Allegata alla domanda per il rinnovo della concessione ventennale si dovrà presentare un riepilogo degli investimenti effettuati o in alternativa un piano finanziario di investimenti con cui in base a specifici coefficenti verrà assegnata la durata esatta della concessione. Potrebbe infatti bastare investire nei prossimi anni poco meno del doppio del volume di affari della media degli ultimi due anni.
Un esempio: Chi ha dichiarato 50.000 € e dichiarerà di volerne investire 99.000 (una berlina di lusso) continuerà ad affittare l'ombra fino al 2035 sempre che nel frattempo qualche legge favorevole da Roma non faciliti ancora di più il rinnovo delle concessioni.
Tutta questa attività interpretativa, priva di qualsivoglia logica giuridica e molto simile ad un'arrampicata sugli specchi, in palese contrasto con la direttiva servizi e totalmente incurante del fatto che nel mese di febbraio la Corte di Giustizia dovrà pronunciarsi sulla legittimità della proroga al 2020 già azzardata dai precedenti governi, evidenzia ancora una volta la ridicola posizione di Forza Italia e PD, che si riscoprono europeisti solo quando c'è da applicare nuove gabelle ai cittadini ma si oppongono alle regole del mercato interno quando toccano gli interessi di amici e parenti.
Il MoVimento si batte da sempre per i beni comuni, che si chiamano così perché sono di tutti e devono poter essere goduti da tutti e non venduti o svenduti a privati che ovviamente devono speculare per guadagnare e vivere.
Secondo noi non basta alimentare lo spauracchio dell'investitore estero per operare in questo modo, perché una privatizzazione è sempre una privatizzazione e un prolungamento per anni di una concessione assegnata decenni fa è comunque socialmente iniqua.
I cittadini, ancora una volta, ringraziano.
venerdì 4 dicembre 2015
Il Dividente Demaniale di Pietrasanta
martedì 4 agosto 2015
Ed ora pure l'irregolarità, QUESTA STORIA è UNA VERGOGNA!
Le maglie si aprono ulteriormente per la concessione delle famose deroghe (che nel nostro paese sono la norma) che prevedono la possibilità per il Comune di scostarsi ulteriormente da questi indicatori minimi e massimi, con dei paletti però. Il primo riguarda la documentazione che deve essere redatta per motivare tale deroga e sulla quale, di fronte alla mia precisa domanda al responsabile dell'ufficio Tributi questa mattina in capigruppo mi è stato risposto che non è necessario un documento specifico per categoria, ma "generale" per il servizio TARI.
Al termine della capigruppo sono tornato dal responsabile per chiedere la tabella allegata al piano finanziario per la TARI 2015, con le revisioni della giunta, ma non mi è stata fornita perché "si doveva ancora preparare". Dopo uno scambio di opinioni sull'applicazione delle riduzioni ed altri aspetti della normativa in merito volevo una risposta diretta ad una domanda che deve porsi un cittadino libero ed onesto che entra nelle istituzioni e si trova davanti ad una situazione come questa: "E' volontà politica quella di scegliere un coefficiente inferiore al minimo di legge per avvantaggiare una categoria, oltretutto senza una documentazione tecnica allegata?". La risposta non è arrivata.
***Aggiornamento Post Consiglio Comunale del 10 agosto. Così come da noi premesso e previsto, l'amministrazione è stata costretta a tornare per la terza volta in giunta per rivalutare la tariffa per la voce degli stabilimenti balneari, essendo la componente parte fissa Kc inferiore al minimo di legge consentito.
La motivazione, messa nero su bianco è stata "errore di arrotondamento ovvero di digitazione", dopo il precedente errore, sempre nero su bianco "di arrotondamento ovvero di digitazione", come si può vedere dal documento votato che potete trovare qui. ***
sabato 1 agosto 2015
A seguito delle polemiche, diciamo quello che va detto....
- Il Piano approvato in CC prevede, per la riga Stabilimenti Balneari, la tariffa di 1,61 €/mq, identica a quella del Piano approvato nel 2014. A seguito della nostra osservazione, e solo dopo aver appreso da fonti di stampa che c’era stato un errore tecnico di trascrizione della voce degli Stabilimenti Balneari, ci si è accorti di questa anomalia che ha costretto la giunta a deliberare una modifica al piano che dovrà ripassare dal CC. Particolare il fatto che l’unica voce che pare essere stata mal trascritta sia quella dei balneari, ma visto che i saldi sembrano invariati sarà stato sicuramente un lapsus;
- La nuova tariffa, che prevede un aumento che risulta (sempre da fonti di stampa) di 8,13% rappresenterebbe l’aumento maggiore ad una categoria che ha goduto, e gode tutt’ora, di agevolazioni diversificate rispetto alle altre attività stagionali. La dimostrazione di questo sta nel fatto che all’art. 21, comma 1, lettera b, la riduzione del 30% per attività svolta durante l’anno per meno di 183 giorni è applicata ai soli stabilimenti balneari, e non alle altre categorie;
- Se si osserva l’allegato con le tabelle dei coefficienti ministeriali, tra le 31 voci l’UNICA categoria con un valore scelto inferiore al minimo sia per la parte fissa, sia per la parte variabile, che definisce di fatto (nonostante l’aumento) è proprio quella dei balneari. Questa affermazione è valida per il 2013, 2014 e 2015.
Il combinato disposto di questi numeri, presenti e deliberati in documenti ufficiali del Comune di Pietrasanta, e delle vantaggiose tariffe per le concessioni balneari che gli stabilimenti pagano ogni anno evidenziano che sono la, o senza dubbio tra le, categorie più agevolate del nostro territorio.
Se nessuno prima di noi lo aveva messo nero su bianco ci dispiace, ma questo è il segreto di pulcinella che tutti conoscono, ma che pochi sottolineano per motivi principalmente elettorali.
Sostenere poi che si meritano uno sconto per l’operazione defibrillatori e la pulizia del lavarone (su cui esprimiamo da sempre tutti i nostri dubbi) è abbastanza irragionevole visto che nel primo caso è un principio di precauzione ed una giusta ricompensa ad una collettività che “concede” un bene comune come la spiaggia, che è di tutti, ad una categoria che offre un servizio a pagamento (non certamente economico) alla collettività stessa e nel secondo caso una naturale conseguenza del fatto che se su quel bene si vantano diritti poi si deve anche pulire (perché se ad un cittadino viene garantita una concessione su una proprietà verde pubblica poi non è che le spese di pulizia le deve sostenere il comune).
Allo stato dei fatti possiamo dunque concludere che "va tutto bene ciò che finisce bene" in quanto questa piccola "svista" avrebbe comportato un mancato incasso a danno del bilancio comunale pari all'8,13% del mancato aumento della tariffa sul totale degli incassi TARI provenienti dagli stabilimenti balneari. Preme comunque sottolineare che, malgrado il "ritocchino", a Pietrasanta una biblioteca sconta una tariffa più elevata rispetto ad uno stabilimento balneare cosa che non succede, ad esempio, nel comune di Camaiore dove la tariffa per una biblioteca è pari ad €1,9876 mentre quella applicata agli stabilimenti balneari è pari ad €2,2008.
Nel merito della proposta sulla raccolta differenziata puntuale pesata i balneari sfondano una porta aperta e troveranno, in noi, un alleato. In consiglio abbiamo già evidenziato la necessità di passare a tale metodologia per stabilire le tariffe ed applicare il principio del 'chi inquina paga' della normativa comunitaria, il cui fine è quello di assicurare la copertura globale dei costi di gestione e smaltimento dei rifiuti, obiettivo questo esplicitato dal DPR n. 158/1999 da cui sono estratti i valori delle tariffe ministeriali di cui sopra.
Ci fa specie che l'associazione balneari minimizzi e riduca il tutto ad un nostro eventuale "dissidio con qualche bagnino" come riportato dal presidente Verona, categoria che invece abbiamo sempre difeso come veri operai del turismo balneare e non certamente come alcuni , non pochi, soggetti che si ritengono proprietari della concessione, praticano prezzi esosi, subaffittano la concessione e recintano lo stabilimento con cancelli ed inferriate dando un immagine negativa dell'ospitalità versiliese.
Il movimento combatte per ristabilire equità sociale e fiscale su tutto il territorio ed è da sempre contro i privilegi, di qualsiasi tipo e per qualsiasi soggetto. L’analisi di cui sopra non è derivante da opinioni, ma da documenti ufficiali, con buona pace di chi usa la polemica per deviare l’attenzione dai punti accertati.
A riveder le stelle!
giovedì 30 luglio 2015
Sul CC del 29 luglio e considerazioni
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Comunicazioni
del Presidente
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Piano
per le alienazioni e valorizzazione del patrimonio comunale
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Regolamento
per l'applicazione della tariffa sui rifiuti (TARI)
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Piano
Finanziario e determinazione delle tariffe della tariffa della tassa
sui rifiuti (TARI)
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Rinvio
al 2016 dell'adozione dei principi applicati della contabilità
economico - patrimoniale e del bilancio consolidato.
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Bilancio
previsione 2015 - relazione previsionale programmatica - bilancio
pluriennale 2015-2017 - allegati - esame - approvazione.
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Nomina
rappresentanti del consiglio comunale dell'Unione dei Comuni della
Versilia.
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Conferma
convenzione tra il Comune di Pietrasanta ed il Comune di Seravezza
per la gestione del nido per l'infanzia di Strettoia.
lunedì 5 gennaio 2015
Testo Unico Del Dotto
L’Italia è al primo posto in Europa nella classifica dei paesi che hanno subito procedure d’infrazione da parte dell’Unione Europea: ne ha collezionate ben 99. Inoltre vanta il primato anche in materia di multe per trasposizione tardiva di norme europee (ben 36 ad oggi). Eppure l’europeista Partito Democratico non perde occasione per elaborare qualche nuovo escamotage per beffare i teutonici commissari europei esponendo tutti i cittadini al pagamento di multe salatissime, salvo poi leccargli le scarpe quando manda il giullare di turno a Bruxelles per esporre le sempre derise politiche comunitarie elaborate a Roma.
A riconferma di ciò la Senatrice Manuela Granaiola di Viareggio ha scomodato, in questi giorni, nientemeno che un giurista del calibro del Sindaco di Camaiore per partorire un disegno di legge rivoluzionario, capace di aggirare la scomodissima Direttiva Bolkestein a tutto vantaggio di una categoria mai sufficentemente privilegiata dai precedenti governi sia di destra che di sinistra, grazie a continui rinvii delle aste (a partire dal 2006), ai vari condoni edilizi e fiscali fino alla recentissima norma che prevede il condono dei canoni di concessione non pagati. Il disegno di legge presentato dalla Senatrice Granaiola, denominato Testo Unico Del Dotto, si propone di sottrarre tutta la materia delle concessioni demaniali marittime alla disciplina della Direttiva Servizi con un escamotage quanto mai bizzarro ed esilarante, un uovo di Colombo a cui nessuno aveva mai pensato: basta cambiare la natura giuridica dei rapporti insistenti sul demanio marittimo e il giuoco è fatto. Ma come è possibile non averci pensato prima? E’ passato esattamente un anno dal flash mob che il MoVimeto 5 Stelle di Viareggio, coadiuvato da tutti i gruppi della costa Toscana, ha organizzato proprio davanti all’abitazione della Senatrice con una goliardica mascherata di befani che portavano il carbone ai parlamentari ritenuti più cattivi nel corso del 2013. In quest’anno la situazione non è evidentemente cambiata, anzi è peggiorata. Le 30.000 aziende interessate dalla Direttiva Bolkestein darebbero lavoro a circa 300.000 addetti, circa dieci occupati ad azienda in media, una stima quanto meno fantasiosa senza contare del fatto che parliamo di 5 mesi all’anno. Il giro di affari dichiarato ammonta a circa 2,5 miliardi di Euro, mentre la stima di Agenzia del Demanio ammonta a circa 10 miliardi di Euro. La Senatrice Granaiola non si preoccupa, ovviamente, di studiare come recuperare questo gettito fiscale che da solo costituisce quasi il doppio dell’IMU nazionale sulla prima casa (circa 4 miliardi di Euro), ma piuttosto ritiene essenziale per il bene dei cittadini studiare l’ennesima gabola per beffare i commissari di Bruxelles con un impianto giuridico degno della Commedia dell’Arte. A quanto pare il flash mob del 5 gennaio 2013 non è bastato a veicolare il messaggio che il MoVimento 5 Stelle Versilia Storica sostiene da sempre: la spiaggia appartiene a tutti i cittadini e nessuna operazione lobbistica potrà trasformarla in un bene privato a vantaggio dei soliti soggetti.
sabato 27 dicembre 2014
Il Comune di Camaiore è contro i balneari?
mercoledì 8 ottobre 2014
“P.I.T. Stop” per Rossi e la Giunta Regionale
Il MoVimento 5 Stelle della Versilia Storica si oppone con forza a queste acrobazie semantiche che vorrebbero nascondere lo scempio del territorio dietro locuzioni eleganti e assolutorie di un’economia di rapina che da decenni saccheggia il Bene Comune, auspicando che l’assessore Anna Marson porti avanti il suo lavoro senza cedere alle pressioni del partito e agli interessi di chi lo finanzia.
lunedì 30 giugno 2014
Nomina sunt consequentia rerum?
venerdì 20 dicembre 2013
Come il M5S Montignoso rispondeva alle Fole di Sel
martedì 15 ottobre 2013
Il Comunicato sui balneari arriva in Senato
venerdì 4 ottobre 2013
CONTRO LA SVENDITA E LA LOTTIZZAZIONE DELLA SPIAGGIA BENE COMUNE
Da una parte lo stabilimento che verrebbe venduto al concessionario il quale diverrebbe così di fatto proprietario della struttura con cabine, docce e servizi vari e dall’altra la spiaggia che invece andrebbe a gara d’asta, indovinate a chi?
È irregolare ed eticamente riprovevole che lo Stato abdichi ai suoi diritti svendendo porzioni di territorio pregiate e logisticamente non alienabili in quanto unici accessi al mare.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Chi ha investito sapeva benissimo cosa stesse facendo ma non ha tenuto conto delle conseguenze, anche grazie a tutti quegli amministratori che condividevano gli stessi interessi.
La spiaggia è di tutti i cittadini, non solo e non di chi ci ha costruito sopra con il beneplacito del dirigente ASL o del Sindaco di turno in barba alla direttiva regionale che si esprime in merito alla removibilità delle strutture stesse…
Siamo in un sistema di diritto, è bene ricordarlo.
Chi ha ricevuto una concessione sapeva di intitolarsi una concessione e non di firmare un contratto di acquisto. Questo provvedimento NON DEVE passare.
La rinascita dell’Italia passa anche e soprattutto da una giusta ed equa valorizzazione del Bene Comune. Noi vogliamo che TUTTI i cittadini possano avere la possibilità di contribuire alla ricchezza del proprio Paese, non solo pochi privilegiati titolari di rendite di posizione che si tramandano di padre in figlio da sempre.
Il MoVimento 5 Stelle sarà sempre contro ogni tipo di sfruttamento iniquo delle risorse del territorio e per una giusta redistribuzione della ricchezza per tutta la Comunità.
