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mercoledì 26 ottobre 2016

Comunicato su vendita parcheggi stabilimenti balneari

Speravamo fosse solo un brutto sogno ed invece un pizzicotto ha confermato che era tutto vero: la giunta vuole vendere i parcheggi degli stabilimenti balneari privatizzando un bene pubblico che non rappresenta un costo per la collettività, ma un'entrata certa, annuale e remunerativa.
Difficile capire il motivo che può spingere una buona amministrazione a fare un passo del genere, ma tra ipotesi più o meno probabili risulta chiaro che il proseguire su questa strada rappresenterebbe una perdita incalcolabile non solo per i cittadini di Pietrasanta, ma per tutti i soggetti che vogliono continuare a godere liberamente di un bene pubblico come la spiaggia ed il mare.
Non condividendo assolutamente questa scelta invitiamo tutti, dalle associazioni ai gruppi politici, dalle categorie ai comitati ad attivarsi per organizzare una raccolta firme congiunta, senza simboli o bandiere, con l'unico scopo di manifestare la nostra contrarietà alla vendita di un bene pubblico.

Invitiamo tutti i soggetti interessati a contattarci per definire assieme le modalità per la raccolta delle firme ed il coordinamento di eventi collegati.

Uno dei tanti cittadini che è contrario alla privatizzazione dei parcheggi degli stabilimenti balneari.

venerdì 15 luglio 2016

Sulla sentenza della Corte di Giustizia UE

Giusto prima dell'estate il vicesindaco-bagnino Mazzoni e il sindaco-bagnino Mallegni, nel merito di uno dei tanti escamotage che la sua amministrazione aveva escogitato, o copiato da enti terzi, allo scopo di eludere la Direttiva Bolkestein e assicurare ai concessionari balneari la gestione per altri 20 anni, ci definì “Grillini ignoranti che conoscono al massimo il 10% della normativa demaniale marittima" e ci sfidò ad un incontro pubblico.
Fummo tentati all'epoca, lo ammettiamo, di accettare la sfida per poter pubblicizzare le nostre ragioni in materia visto che la stampa ci riserva ben poco spazio mentre abbonda largamente, da anni, in pagine dedicate al "NO alle Aste".
Poi decidemmo di soprassedere, consci che il Demanio non è materia che si può interpretare a piacimento e che comunque, essendo l'Italia uno stato membro dell'UE, è soggetta alla normativa europea prevalente, per cui sarebbe stato inutile accapigliarsi sul niente per fare pubblicità a sindaco e vice-sindaco, sedicenti paladini delle imprese turistiche.
Oggi, Giovedì 14 Luglio 2016, la Quinta Sezione della Corte di Giustizia Europea nelle cause riunite C-458/14 e C-67/15 sentenzia:
1) che l'art 12 , paragrafi 1 e 2 , dlla direttiva 206/123/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio , del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, deve essere interpretato nel senso che osta, a una misura nazionale, come quella di cui ai procedimenti principali, che prevede la proroga automatica delle autorizzazioni demaniali marittime e lacuali in essere per attività turistico-ricreative, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati.
2) Che l'articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale, come quella di cui ai procedimenti principali, che consente una proroga automatica delle concessioni demaniali pubbliche in essere per attività turistico-ricreative, nei limiti in cui tali concessioni presentano un interesse trans-frontaliero certo.

In pratica la Corte dà ragione al 100% ai “Grillini ignoranti” e non poteva essere altrimenti, perché noi chiediamo solo che venga applicato quello che i nostri legislatori avevano già previsto fin dal 1942, con il Codice della Navigazione, e che è sempre stato ignorato, quando non stralciato o emendato.
Quella di oggi è una punizione severissima che punisce una politica miope, pavida e indecisa. Dieci anni di ambiguità a caccia di voti hanno prodotto questo risultato. 
Un risultato che – comunque vada – sarà un insuccesso garantito. 
Sarà un insuccesso perché la non-gestione della vicenda delle concessioni balneari ha creato una fortissima spaccatura fra chi le spiagge le aveva e chi no. Fra chi ne ha goduto e chi non ha potuto farlo. 
L’incertezza di questi lunghi anni, fra il recepimento della Direttiva e oggi, ha comunque penalizzato tutto il settore. Non sapremo mai quante imprese non sono partite, quanti investimenti non sono stati fatti, quante nuove attività sono morte sul nascere e quanta economia sia stata bloccata in attesa di sapere che fare. 
E’ un danno incalcolabile per tutta la collettività. 
Sono anni che si parla di politica del doppio binario, ma il Governo ha preferito temporeggiare e sperare che passasse la nottata. Ma la nottata non poteva passare, perché ci sono delle Direttive da rispettare e la Corte UE lo ha ribadito. Le Direttive non sono il Diavolo, sono state create con l’apporto anche dei politici italiani, non scordiamolo. 
E possono anche essere un’opportunità. Sarebbe anche il caso di capire che i cittadini non sono solo i bagnini, che hanno fatto sentire forte le proprie ragioni, ma anche quelli che bagnini lo vorrebbero diventare ma che in un mercato bloccato non possono entrare. 
Senza mai dimenticare quelli che vorrebbero una fruizione più libera della spiaggia. 
Quindi è il caso di rendersi conto che, adesso, il lavoro da fare è un altro: si deve pensare a come applicare la Direttiva Bolkestein nella maniera più giusta ed equilibrata, per far sì che il turismo balneare non ne risenta e per liberare nuove energie positive. 
Dobbiamo vigilare perché ad essere tutelate siano le micro-imprese familiari, che hanno sempre caratterizzato l’imprenditoria del settore in Italia, evitando la concentrazione di concessioni nelle mani di multi-nazionali o cartelli appositamente creati (dove, fra l’altro, c’è preoccupazione per le possibili infiltrazioni di criminalità organizzata) e dobbiamo avere un occhio di riguardo per quelle attività che favoriscano la sostenibilità ambientale. 
La maniera nella quale saranno scritti i bandi è assolutamente decisiva ed essenziale.
Ci spiace per tutti quei concessionari che hanno sottoscritto l'Atto Formale sottopostogli dal sindaco Mallegni, e di cui tanto vanto si è fatto alle varie riunioni di categoria, dove si è anche lanciato nella proposta di un rappresentante politico unico a Roma, che tuteli gli interessi dei concessionari balneari e che risponda direttamente agli iscritti alle varie sigle sindacali del settore. 
Ha invocato il ritorno al primato della politica e stop ai magistrati che vorrebbero decidere per tutti. 
Chi dovrebbe essere, questo rappresentante unico, ci sembra forse di intravederlo.

Da oggi la proroga al 2020 è nulla, le concessioni in essere sono abusive, ed è bene che il Governo non si inventi altri intrallazzi perché i cittadini non sopporteranno oltre, di sicuro non sono più disposti a pagare onerose procedure di infrazione per tutelare i privilegi di chi è abituato a scriversi le leggi a proprio uso e consumo.

M5S Pietrasanta

sabato 9 gennaio 2016

No alla bolkestein sì alla pecunia?

Apprendiamo che una multinazionale americana in questi giorni ha acquistato la concessione dello stabilimento balneare Blue Beach di Marina di Pietrasanta e che la trattativa sia stata fulminea. Verrebbe da pensare che i due soci, Mr Penrod e il carrarino Vanelli o sono pazzi o sono dei geni, come d'altra parte lo deve essere la sigra Barilla che tre anni fa a Forte dei Marmi pagò 3,5 mln per la concessione del bagno Piemonte, rase al suolo tutto e ricostruì di sana pianta lo stabilimento.

Pazzi perchè sul comparto incombe la direttiva servizi 123 dell'UE, detta Bolkestein, che già dal 2006 ricorda, inascoltata, che l'Italia si adegui alla normativa europea in materia di libertà di stabilimento delle imprese sul territorio comunitario ed al principio di libera concorrenza e prevede che le concessioni vadano all'asta e non rinnovate automaticamente sempre agli stessi, come in qualsiasi altro paese civile. O forse genio perchè evidentemente sa cose che noi non sappiamo.

Quindi, il 24 novembre, abbiamo visto molti comuni della costa toscana deliberare in fretta e furia la sdemanializzazione della fascia costiera facendo una ricognizione del demanio marittimo ed individuando un nuovo dividente demaniale che comprenda anche gli stabilimenti balneari con le rispettive strutture e in qualche caso anche 10 metri di spiaggia come a Forte dei Marmi con la DG 303 del 26/11/2015

Il motivo , come si evince dal testo di Pietrasanta con la DG 256/2015, votata in assenza di sindaco e vicesindaco forse per scongiurare il palese conflitto di interessi, sarebbe "evitare certi appetiti speculativi" senza però farne nome e cognome. Per noi è solo l'ennesimo tentativo per privatizzare definitivamente la spiaggia.

Sempre sulla stampa si legge invece che Mallegni si feliciti della vendita del Blue Beach e anzi ne rivendichi in qualche modo la paternità "grazie alla serietà e alla fiducia che la sua amministrazione infonde negli investitori". Delle due una, o ci si preoccupa per gli appetiti speculativi o ci si rallegra, non c'è via di mezzo, o forse qualche multinazionale è meno multinazionale delle altre? 

Ma dove stà la coerenza di questa amministrazione ? Viene quasi da pensare che la vera preoccupazione non sia quella di perpetuare il famoso "genius loci" e la "tipicità balneare versiliese" ma solo ed esclusivamente quella di permettere ai soliti noti di continuare a detenere in ostaggio una concessione pubblica, come da 100 anni a questa parte contro tutto e tutti, in attesa del prossimo Mr Penrod o Sigra Barilla di turno sperando di far cassa.

Non contento il nostro primo cittadino il 16 Dicembre , sempre astenendosi assieme al vicesindaco dalla votazione, emana un altra delibera di giunta la 284/2015 con cui interpretando , secondo noi, la normativa e giurisprudenza nazionale e comunitaria "ad categoriam" decide che con 590 € e due marche da bollo da 16 € si possa rinnovare la concessione non più per 6, ma addirittura per 20 anni, una media di 30€ l'anno quanto due pizze e due birre, tanto per capire il valore che si dà al alcune cose.

Allegata alla domanda per il rinnovo della concessione ventennale si dovrà presentare un riepilogo degli investimenti effettuati o in alternativa un piano finanziario di investimenti con cui in base a specifici coefficenti verrà assegnata la durata esatta della concessione. Potrebbe infatti bastare investire nei prossimi anni poco meno del doppio del volume di affari della media degli ultimi due anni.

Un esempio: Chi ha dichiarato 50.000 € e dichiarerà di volerne investire 99.000 (una berlina di lusso) continuerà ad affittare l'ombra fino al 2035 sempre che nel frattempo qualche legge favorevole da Roma non faciliti ancora di più il rinnovo delle concessioni.

Tutta questa attività interpretativa, priva di qualsivoglia logica giuridica e molto simile ad un'arrampicata sugli specchi, in palese contrasto con la direttiva servizi e totalmente incurante del fatto che nel mese di febbraio la Corte di Giustizia dovrà pronunciarsi sulla legittimità della proroga al 2020 già azzardata dai precedenti governi, evidenzia ancora una volta la ridicola posizione di Forza Italia e PD, che si riscoprono europeisti solo quando c'è da applicare nuove gabelle ai cittadini ma si oppongono alle regole del mercato interno quando toccano gli interessi di amici e parenti. 

Il MoVimento si batte da sempre per i beni comuni, che si chiamano così perché sono di tutti e devono poter essere goduti da tutti e non venduti o svenduti a privati che ovviamente devono speculare per guadagnare e vivere. 
Secondo noi non basta alimentare lo spauracchio dell'investitore estero per operare in questo modo, perché una privatizzazione è sempre una privatizzazione e un prolungamento per anni di una concessione assegnata decenni fa è comunque socialmente iniqua.

I cittadini, ancora una volta, ringraziano.

venerdì 4 dicembre 2015

Il Dividente Demaniale di Pietrasanta




Il 24 novembre 2015 la giunta Mallegni ha approvato con voto unanime una deliberazione che prevede lo spostamento del “dividente demaniale” in maniera tale da sottrarre al demanio marittimo la porzione di spiaggia su cui insistono i manufatti (leggi “stabilimenti balneari”) e conseguentemente sottrarre allo spauracchio della Bolkestein, e alle regole del mercato interno, il comparto del cosiddetto turismo balneare tipico. La Regione Toscana, in applicazione del D. L. 78 del 19 giugno 2015, ai sensi dell’Art. 7 comma 9-septiesdecies della L. 125/2015, che attua il precedente Decreto 78/2015, aveva richiesto ai comuni costieri una mera “RICOGNIZIONE” delle aree del demanio marittimo ai fini di una corretta perimetrazione del “dividente demaniale”. L’occasione era ghiotta e i nostri eroi non se la sono fatta sfuggire: al punto 3) della deliberazione della giunta pietrasantina si legge infatti un’ampollosa enunciazione delle ragioni che vorrebbero sottrarre alla direttiva Bolkestein la fascia di demanio marittimo su cui insistono i fabbricati per trasferirla al demanio comunale, gabbando in scioltezza la direttiva che tenta di riportare nell’ambito della concorrenza anche questo importante settore dell’economia nazionale, che fino ad oggi è stato sottratto alle leggi del libero mercato a colpi di proroghe illegittime. Si parla di sottrarre le coste italiane a potenziali "appetiti speculativi", certo non a quelli di chi ne gode invariabilmente da molti decenni.
Contemporaneamente tutti gli altri comuni costieri, da Piombino a Viareggio, a Montignoso (Deliberazione di giunta 223 del 27/11/2015) hanno deliberato in giunta la stessa incredibile richiesta, probabilmente orchestrata dall’alto. 
Niente di strano: si tratta dell’attuazione del famigerato Testo Unico Del Dotto, che l’attuale sindaco di Camaiore ha elaborato in anni di studi giurisprudenziali di concerto con esperti del settore sotto l’egida della Senatrice Granaiola, che già nel 2013 aveva tentato la via della sdemanializzazione con una cordata di onorevoli e senatori del PD e di Forza Italia, naufragata tristemente dopo l'intervento del vice ministro Fassina.
Stranamente Mallegni e Mazzoni, i due balneari della giunta, non erano presenti alla votazione di giunta, quindi i soliti grillini malfidati non potrebbero nemmeno invocare il conflitto di interesse. 
La ragione alla base di questa richiesta sarebbe, secondo i nostri alacri amministratori, la “perdita della demanialità” di detta fascia del demanio marittimo: quindi la “demanialità” viene meno semplicemente per il fatto che sull’arenile sono stati costruiti alcuni fabbricati. Il giochino è semplice, chi prende in concessione un arenile e ci costruisce sopra lo vede trasformare da demanio marittimo a demanio comunale, e quindi si vede liberato dall’incubo della Bolkestein. Se un soggetto costruisce su un terreno privato il manufatto, per accessione, viene acquisito dal proprietario del terreno; se invece un soggetto costruisce sul demaio marittimo, che appartiene a tutti i cittadini, non solo conserva la proprietà del manufatto ma, grazie alle amministrazioni PD e Forza Italia della Toscana, riesce a sottrarsi alle leggi della libera concorrenza nel mercato interno fino a diventare proprietario dell’intera area. 
Il MoVimento 5 Stelle si oppone fermamente a questa ennesima porcata finalizzata a privatizzare la spiaggia, che appartiene a tutti i cittadini, e auspica che la giunta Mallegni dedichi le stesse energie anche alle problematiche delle altre categorie economiche di Pietrasanta, non solo a quelle che interessano personalmente ai membri della giunta.
Fonti: deliberazione di giunta n. 256 del 24/11/2015

martedì 4 agosto 2015

Ed ora pure l'irregolarità, QUESTA STORIA è UNA VERGOGNA!

Dopo il punto segnalato nel Consiglio Comunale dello scorso 29 luglio, che potete leggere con spiegazione correlata a questo indirizzo, è emersa una polemica che riteniamo ingiustificata sulle nostre posizioni in merito.

Come già specificato in questo altro post, l'unico interesse che ci spinge è quello del ritorno all'onestà, equità e trasparenza. Secondo noi sulla vicenda TARI/TARES c'è stata pochissima informazione ed ancor meno chiarezza.

Questa mattina (alla conferenza dei capigruppo) stavamo parlando della modifica, approvata in Giunta, al regolamento TARI 2015 ed il responsabile presentava questo documento in cui si specificava l'aumento della tariffa per i balneari fino a 1,76€/mq. Tralasciando il fatto che era stato dichiarato un aumento di 8.13% mentre l'aumento riferito al valore iniziale di 1,61€/mq sarebbe di 9,31% (ma non c'erano i saldi invariati per l'aumento dell'8.13%, MAH!!!!) i dati da prendere in considerazione rimanevano i coefficienti, che non sono stati mostrati in conferenza di capigruppo.

Il punto è però cruciale, perché se ci si addentra un pochino nell'argomento si scopre che, come già segnalato, esistono dei coefficienti ministeriali indicati per ogni categoria di utenze non domestiche (TARES 2013, TARI 2014, TARI 2015*). Questi coefficienti definiscono un minimo ed un massimo all'interno del quale il Comune si può muovere in autonomia per la definizione della singola tariffa, e di conseguenza anche il rapporto tra le tariffe.
Le maglie si aprono ulteriormente per la concessione delle famose deroghe (che nel nostro paese sono la norma) che prevedono la possibilità per il Comune di scostarsi ulteriormente da questi indicatori minimi e massimi, con dei paletti però. Il primo riguarda la documentazione che deve essere redatta per motivare tale deroga e sulla quale, di fronte alla mia precisa domanda al responsabile dell'ufficio Tributi questa mattina in capigruppo mi è stato risposto che non è necessario un documento specifico per categoria, ma "generale" per il servizio TARI.
Già questo punto ci lascia abbastanza perplessi in quanto una tale interpretazione lascia la porta aperta a favoritismi di sorta per qualsiasi categoria, in quanto se quello che deve tornare è solo il conto finale, basta spalmare il mancato introito di una voce sulle altre per bilanciare l'ammanco, ma questo non rispetta il principio comunitario del "chi inquina paga"(riferimento), ma andiamo avanti...

A questo punto però si tocca il punto dolente, perché il responsabile mi ricorda che l'importante è comunque stare entro il 50% meno o più dei limiti minimi o massimi fissati, ed io faccio notare al responsabile, ed agli altri presenti alla conferenza dei capigruppo, che in realtà nella tabella allegato 4 del regolamento TARES 2013, TARI 2014 e TARI 2015* il coefficiente applicato per la tariffa è 0,20 su un minimo di 0,45, inferiore quindi al 50% del minimo (riferimento). A questo punto cala il silenzio. Io sostengo quindi che "per volontà politica di privilegiare una categoria si è andati contro una legge dello stato italiano" (DPR n. 158/99). Di fronte all'imbarazzo generale ed i silenzi assordanti ho richiesto ulteriori spiegazioni che non mi sono state fornite. Il responsabile ha dichiarato di dover verificare ulteriormente la normativa ed ha lasciato la sala. Dopo qualche minuto di imbarazzo si è ripreso l'ordine dei lavori.

Al termine della capigruppo sono tornato dal responsabile per chiedere la tabella allegata al piano finanziario per la TARI 2015, con le revisioni della giunta, ma non mi è stata fornita perché "si doveva ancora preparare". Dopo uno scambio di opinioni sull'applicazione delle riduzioni ed altri aspetti della normativa in merito volevo una risposta diretta ad una domanda che deve porsi un cittadino libero ed onesto che entra nelle istituzioni e si trova davanti ad una situazione come questa: "E' volontà politica quella di scegliere un coefficiente inferiore al minimo di legge per avvantaggiare una categoria, oltretutto senza una documentazione tecnica allegata?". La risposta non è arrivata.

Mi spingo un attimo oltre, ma solo matematicamente, perché il documento richiesto e che avrei dovuto ricevere in giornata non è arrivato. Il testo portato alla capigruppo di stamani reca la tariffa di 0,56€/mq per la parte fissa. Ad un calcolo matematico approssimativo il rapporto tra tale valore e lo 0,51€/mq dello scorso anno rappresenterebbe un aumento non sufficiente per raggiungere il 50% del minimo ministeriale di 0,225 (0,219), cioè il documento approvato in Giunta avrebbe la irregolarità dei precedenti documenti, tutto questo sarebbe semplicemente vergognoso!

Il Movimento 5 Stelle Pietrasanta agirà, in ogni modo, per ripristinare uno stato di eguaglianza fiscale e sociale della nostra collettività, chiedendo spiegazioni a chi di dovere per queste scelte irragionevoli che dovrebbero essere spiegate ai cittadini che devono fare sacrifici per pagare gli aumenti tariffari.

L'onestà tornerà di moda!!!

*Quello approvato nel Consiglio Comunale dello scorso 29 luglio, ma che è tornato in giunta e dovrà tornare al prossimo Consiglio Comunale, o forse chissà di nuovo in Giunta!!

***Aggiornamento Post Consiglio Comunale del 10 agosto. Così come da noi premesso e previsto, l'amministrazione è stata costretta a tornare per la terza volta in giunta per rivalutare la tariffa per la voce degli stabilimenti balneari, essendo la componente parte fissa Kc inferiore al minimo di legge consentito.
La motivazione, messa nero su bianco è stata "errore di arrotondamento ovvero di digitazione", dopo il precedente errore, sempre nero su bianco "di arrotondamento ovvero di digitazione", come si può vedere dal documento votato che potete trovare qui. ***

sabato 1 agosto 2015

A seguito delle polemiche, diciamo quello che va detto....

A seguito delle polemiche nate dalle nostre osservazioni in Consiglio Comunale in merito al Piano Finanziario TARI 2015, si devono fare alcune doverose precisazioni:
- Il Piano approvato in CC prevede, per la riga Stabilimenti Balneari, la tariffa di 1,61 €/mq, identica a quella del Piano approvato nel 2014. A seguito della nostra osservazione, e solo dopo aver appreso da fonti di stampa che c’era stato un errore tecnico di trascrizione della voce degli Stabilimenti Balneari, ci si è accorti di questa anomalia che ha costretto la giunta a deliberare una modifica al piano che dovrà ripassare dal CC. Particolare il fatto che l’unica voce che pare essere stata mal trascritta sia quella dei balneari, ma visto che i saldi sembrano invariati sarà stato sicuramente un lapsus;
- La nuova tariffa, che prevede un aumento che risulta (sempre da fonti di stampa) di 8,13% rappresenterebbe l’aumento maggiore ad una categoria che ha goduto, e gode tutt’ora, di agevolazioni diversificate rispetto alle altre attività stagionali. La dimostrazione di questo sta nel fatto che all’art. 21, comma 1, lettera b, la riduzione del 30% per attività svolta durante l’anno per meno di 183 giorni è applicata ai soli stabilimenti balneari, e non alle altre categorie;
- Se si osserva l’allegato con le tabelle dei coefficienti ministeriali, tra le 31 voci l’UNICA categoria con un valore scelto inferiore al minimo sia per la parte fissa, sia per la parte variabile, che definisce di fatto (nonostante l’aumento) è proprio quella dei balneari. Questa affermazione è valida per il 2013, 2014 e 2015.
Il combinato disposto di questi numeri, presenti e deliberati in documenti ufficiali del Comune di Pietrasanta, e delle vantaggiose tariffe per le concessioni balneari che gli stabilimenti pagano ogni anno evidenziano che sono la, o senza dubbio tra le, categorie più agevolate del nostro territorio.
Se nessuno prima di noi lo aveva messo nero su bianco ci dispiace, ma questo è il segreto di pulcinella che tutti conoscono, ma che pochi sottolineano per motivi principalmente elettorali.
Sostenere poi che si meritano uno sconto per l’operazione defibrillatori e la pulizia del lavarone (su cui esprimiamo da sempre tutti i nostri dubbi) è abbastanza irragionevole visto che nel primo caso è un principio di precauzione ed una giusta ricompensa ad una collettività che “concede” un bene comune come la spiaggia, che è di tutti, ad una categoria che offre un servizio a pagamento (non certamente economico) alla collettività stessa e nel secondo caso una naturale conseguenza del fatto che se su quel bene si vantano diritti poi si deve anche pulire (perché se ad un cittadino viene garantita una concessione su una proprietà verde pubblica poi non è che le spese di pulizia le deve sostenere il comune).
Allo stato dei fatti possiamo dunque concludere che "va tutto bene ciò che finisce bene" in quanto questa piccola "svista" avrebbe comportato un mancato incasso a danno del bilancio comunale pari all'8,13% del mancato aumento della tariffa sul totale degli incassi TARI provenienti dagli stabilimenti balneari. Preme comunque sottolineare che, malgrado il "ritocchino", a Pietrasanta una biblioteca sconta una tariffa più elevata rispetto ad uno stabilimento balneare cosa che non succede, ad esempio, nel comune di Camaiore dove la tariffa per una biblioteca è pari ad €1,9876 mentre quella applicata agli stabilimenti balneari è pari ad €2,2008.

Nel merito della proposta sulla raccolta differenziata puntuale pesata i balneari sfondano una porta aperta e troveranno, in noi, un alleato. In consiglio abbiamo già evidenziato la necessità di passare a tale metodologia per stabilire le tariffe ed applicare il principio del 'chi inquina paga' della normativa comunitaria, il cui fine è quello di assicurare la copertura globale dei costi di gestione e smaltimento dei rifiuti, obiettivo questo esplicitato dal DPR n. 158/1999 da cui sono estratti i valori delle tariffe ministeriali di cui sopra.
Ci fa specie che l'associazione balneari minimizzi e riduca il tutto ad un nostro eventuale "dissidio con qualche bagnino" come riportato dal presidente Verona, categoria che invece abbiamo sempre difeso come veri operai del turismo balneare e non certamente come alcuni , non pochi, soggetti che si ritengono proprietari della concessione, praticano prezzi esosi, subaffittano la concessione e recintano lo stabilimento con cancelli ed inferriate dando un immagine negativa dell'ospitalità versiliese.
Il movimento combatte per ristabilire equità sociale e fiscale su tutto il territorio ed è da sempre contro i privilegi, di qualsiasi tipo e per qualsiasi soggetto. L’analisi di cui sopra non è derivante da opinioni, ma da documenti ufficiali, con buona pace di chi usa la polemica per deviare l’attenzione dai punti accertati.

A riveder le stelle!


giovedì 30 luglio 2015

Sul CC del 29 luglio e considerazioni

Questa mattina si è svolto il secondo consiglio comunale della terza amministrazione Mallegni.

Vogliamo, in maniera più che mai trasparente, informare i cittadini sui nostri voti in Consiglio Comunale e le motivazioni che ci hanno spinto a prendere queste decisioni (ricordiamo che la registrazione audio integrale del CC è disponibile sul sito ufficiale del comune).

Potete prendere visione dell'ODG cliccando qui


  • Comunicazioni del Presidente

Sono state principalmente usate dal Sindaco Mallegni per spiegare come le scelte imposte da alcuni dei documenti all'ODG siano frutto di scelte della precedente amministrazione e non della sua. Verranno quindi approvati e poi si inizierà il lavoro di modifica con le impostazioni politiche della nuova amministrazione.


  • Piano per le alienazioni e valorizzazione del patrimonio comunale 

Il Movimento è, in linea di principio, contro l'alienazione di beni comuni per ripianare un debito fatto per mala-amministrazione e gestione del patrimonio pubblico. Nel caso specifico degli elementi al vaglio del presente CC, dal valore complessivo di 2 milioni, il Movimento fa presente che la maggior parte di questi lotti o appartamenti sono già stati oggetto di precedente tentativo di vendita, ma nessuno li ha acquistati. Iscrivere quindi a bilancio somme, che per l'intero bilancio di previsione arrivano a 7 milioni di euro, rappresenta "una scommessa" su somme fittizie che difficilmente (anche alla luce del delicato momento economico) il comune avrà veramente a disposizione.
Il Movimento vota quindi Contro.


  • Regolamento per l'applicazione della tariffa sui rifiuti (TARI)

Il Movimento vota contro, utilizzando la dichiarazione di voto del successivo punto per dare una motivazione "aggregata".


  • Piano Finanziario e determinazione delle tariffe della tariffa della tassa sui rifiuti (TARI)

Il Movimento, dopo aver studiato attentamente i documenti, ha notato che all'articolo 21, comma 1, nota b si definisce una riduzione di tariffa per "stabilimenti balneari in cui l'attività è svolta per un periodo non superiore a sei mesi continuativi nel corso dello stesso anno solare, riduzione del 30%".
Nonostante la riduzione sia lecita, anche in considerazione delle sentenze in merito, riteniamo che stabilire una riduzione per una sola categoria che svolge attività annuale inferiore ai 183 giorni nell'anno solare definisca un profilo di iniquità fiscale nei confronti di tutte le altre categorie, appartenenti a questo insieme, che sono presenti sul nostro territorio. Questa riduzione ci risulta presente dal 2013, in ambito TARES.

Oltre a questo bisogna considerare che, nel relativo piano finanziario per la determinazione delle tariffe si stabilisce un aumento medio (così definito sia in conferenza capigruppo che in CC, ma vedere il confronto tariffe sotto per maggiori delucidazioni) di circa 8% spalmato sui 31 codici ministeriali delle utenze non domestiche, più le utenze domestiche.
In realtà, confrontando le tariffe totali (cioè quota fissa + quota variabile) delle suddette 31 voci emerge che i balneari, categoria evidentemente privilegiata, non hanno subito alcun aumento di tariffa TARI tra il 2014 ed il 2015 (1,61 con QF 0,51 e QV 1,10 nel 2014 ed 1,61 con QF 0,50 e QV 1,11 nel 2015).

Come è possibile vedere dalle tabelle delle tariffe dal 2013 al 2014 c'è stata una sensibile diminuzione di alcune tariffe, che poi sono ri-aumentate nel 2015 per tutte le voci (comprese le utenze domestiche), ma non per i balneari.

Considerando inoltre le tabelle ministeriali che indicano un minimale ed un massimale di applicazione per il calcolo delle tariffe per le 31 voci delle utenze non domestiche emerge che i balneari sono l'unica categoria a cui è applicato un valore inferiore al minimo (0,20 scelto su min 0,45 e max 0,57 per parte fissa e 2,75 su min 4,11 e max 6,18 per parte variabile), uguali a quelli del 2014, definendo di fatto la tariffa totale di 1,61 per entrambi gli anni.

Facendo un rapido conto sui confronti tariffe sono emersi i dati disponibili in questo documento

Per una abitazione di 50mq, con 2 persone, si spenderà circa 7,89% in più, una di 150mq con 4 persone il 6,72% in più, un bagno di 2mila mq attivo meno di 6 mesi l'anno lo 0% in più.

Durante la dichiarazione di voto si è fatto presente questa vergognosa ed ingiustificata agevolazione di una categoria rispetto alle altre. La prima risposta è stata che anche i balneari hanno subito gli aumenti della tariffa, ma dai documenti si evince il contrario. Attendendo di essere smentiti con documenti e dati, non con frasi a difesa di una categoria che evidentemente ha qualche santo in paradiso abbiamo votato contro e richiesto che sia modificato al più presto il regolamento ed il piano ampliando la riduzione tariffaria a tutte le attività che dichiarano una operatività annua inferiore ai 183 giorni e l'adeguamento delle tariffe per eliminare le iniquità fiscali evidenziate sopra.


  • Rinvio al 2016 dell'adozione dei principi applicati della contabilità economico - patrimoniale e del bilancio consolidato.

Per quanto riguarda questo punto, ed il punto 8, per problematiche tecniche non abbiamo ricevuto la documentazione e quindi non abbiamo potuto studiare la questione a fondo. Il nostro voto è stato contrario in quanto, conoscendo la materia a grandi linee, crediamo ci possano essere linee guida migliori per la gestione del patrimonio e delle finanze dell'amministrazione.
Per chi fosse interessato è possibile prendere visione di una spiegazione tecnica qui.


  • Bilancio previsione 2015 - relazione previsionale programmatica - bilancio pluriennale 2015-2017 - allegati - esame - approvazione.
Per quanto riguarda questo punto, come già emerso durante la discussione giornaliera, abbiamo deciso di votare contro per 3 punti importanti, che sono anche presenti sul documento della corte dei conti e dei revisori, riguardanti proprio il bilancio preventivo 2015. Si fa riferimento al valore dei beni che il comune vuole alienare, credendo irrealistiche le previsioni di vendita di 7milioni di beni, così come l'iscrizione a bilancio di una somma, per oneri di urbanizzazione, di circa 3 milioni di euro quando nel 2014, a fronte di una previsione di 2,4 milioni, sono stati incassati 689mila euro. La somma prevista per gli oneri di urbanizzazione aumentano nel 2016 a 3,175milioni di euro. La considerazione politica è ovviamente che, a meno che si voglia cementificare anche la Versiliana e che la crisi del mercato immobiliare non scompaia domani mattina, queste voci rappresentano una cattiva interpretazione del momento storico che vive il nostro paese e ritenute "pericolose" dalla stessa corte. Dal medesimo documento si legge della preoccupazione si apprende di un "abuso dell'anticipazione di cassa" che come si può vedere dai dati SIOPE al 30/06 (se aggiornati e consistenti) si aggira intorno ai 63 milioni a fronte di una restituzione di 49 milioni. Questo denota una difficoltà nella gestione di cassa e si sottolinea la perplessità di questo operato per i riflessi negativi sul bilancio per i costi connessi ad esposizione bancaria. Esiste inoltre una delibera, n° 88 del 2015, che ha determinato l'importo massimo limite di anticipazione di cassa in 16 milioni, inferiore alla differenza di 24 milioni dei dati SIOPE sopra citati.
In considerazione di queste osservazioni, il Movimento vota contro.

  • Nomina rappresentanti del consiglio comunale dell'Unione dei Comuni della Versilia.
Era prevista la nomina di due consiglieri di opposizione e due di maggioranza, oltre ovviamente alla presenza del sindaco. L'opposizione ha nominato Forassiepi e Lazzerini.

  • Conferma convenzione tra il Comune di Pietrasanta ed il Comune di Seravezza per la gestione del nido per l'infanzia di Strettoia.
Come sopra spiegato non abbiamo avuto la possibilità di prendere visione del testo e quindi si è preferito astenersi.



lunedì 5 gennaio 2015

Testo Unico Del Dotto

L’Italia è al primo posto in Europa nella classifica dei paesi che hanno subito procedure d’infrazione da parte dell’Unione Europea: ne ha collezionate ben 99. Inoltre vanta il primato anche in materia di multe per trasposizione tardiva di norme europee (ben 36 ad oggi). Eppure l’europeista Partito Democratico non perde occasione per elaborare qualche nuovo escamotage per beffare i teutonici commissari europei esponendo tutti i cittadini al pagamento di multe salatissime, salvo poi leccargli le scarpe quando manda il giullare di turno a Bruxelles per esporre le sempre derise politiche comunitarie elaborate a Roma. 
A riconferma di ciò la Senatrice Manuela Granaiola di Viareggio ha scomodato, in questi giorni, nientemeno che un giurista del calibro del Sindaco di Camaiore per partorire un disegno di legge rivoluzionario, capace di aggirare la scomodissima Direttiva Bolkestein a tutto vantaggio di una categoria mai sufficentemente privilegiata dai precedenti governi sia di destra che di sinistra, grazie a continui rinvii delle aste (a partire dal 2006), ai vari condoni edilizi e fiscali fino alla recentissima norma che prevede il condono dei canoni di concessione non pagati. Il disegno di legge presentato dalla Senatrice Granaiola, denominato Testo Unico Del Dotto, si propone di sottrarre tutta la materia delle concessioni demaniali marittime alla disciplina della Direttiva Servizi con un escamotage quanto mai bizzarro ed esilarante, un uovo di Colombo a cui nessuno aveva mai pensato: basta cambiare la natura giuridica dei rapporti insistenti sul demanio marittimo e il giuoco è fatto. Ma come è possibile non averci pensato prima? E’ passato esattamente un anno dal flash mob che il MoVimeto 5 Stelle di Viareggio, coadiuvato da tutti i gruppi della costa Toscana, ha organizzato proprio davanti all’abitazione della Senatrice con una goliardica mascherata di befani che portavano il carbone ai parlamentari ritenuti più cattivi nel corso del 2013. In quest’anno la situazione non è evidentemente cambiata, anzi è peggiorata. Le 30.000 aziende interessate dalla Direttiva Bolkestein darebbero lavoro a circa 300.000 addetti, circa dieci occupati ad azienda in media, una stima quanto meno fantasiosa senza contare del fatto che parliamo di 5 mesi all’anno. Il giro di affari dichiarato ammonta a circa 2,5 miliardi di Euro, mentre la stima di Agenzia del Demanio ammonta a circa 10 miliardi di Euro. La Senatrice Granaiola non si preoccupa, ovviamente, di studiare come recuperare questo gettito fiscale che da solo costituisce quasi il doppio dell’IMU nazionale sulla prima casa (circa 4 miliardi di Euro), ma piuttosto ritiene essenziale per il bene dei cittadini studiare l’ennesima gabola per beffare i commissari di Bruxelles con un impianto giuridico degno della Commedia dell’Arte. A quanto pare il flash mob del 5 gennaio 2013 non è bastato a veicolare il messaggio che il MoVimento 5 Stelle Versilia Storica sostiene da sempre: la spiaggia appartiene a tutti i cittadini e nessuna operazione lobbistica potrà trasformarla in un bene privato a vantaggio dei soliti soggetti.

sabato 27 dicembre 2014

Il Comune di Camaiore è contro i balneari?


Apprendiamo dalla stampa in questi giorni che l’amministrazione comunale di Camaiore ha approvato l’ampliamento delle spiagge libere comunali arrivando quasi a triplicare la dimensione degli arenili destinati alla libera fruizione da parte di residenti e turisti, passando dai precedenti 1.500 metri quadrati agli oltre 4.000 previsti per la stagione estiva 2015.
Il MoVimento 5 Stelle Versilia Storica plaude a questa iniziativa che vede restituire ai cittadini un proprio diritto da parte dell’amministrazione comunale di centro-sinistra su iniziativa dell’assessore Olga Rita Rovai, in un comune che non ha neppure mai applicato la tassa di soggiorno dimostrando lungimiranza e sensibilità per le categorie che vivono di turismo e producono ricchezza e benessere sul territorio. 
Anche il MoVimento 5 Stelle Pietrasanta, nella presentazione del proprio programma elettorale il 13 dicembre presso la Croce Verde, ha annunciato il proposito di ripristinare tre spiagge libere sull’arenile pietrasantese come era in passato prima che varie amministrazioni, sia di sinistra che di destra, abdicassero ai loro doveri di offrire un servizio gratuito e doveroso alla cittadinanza ed ai molti turisti che vengono a Pietrasanta anche e soprattutto per godere del mare. 
Eppure questa iniziativa di civiltà è stata subito etichettata, da una parte della stampa locale, con titoli roboanti del tipo “I grillini sono contro i balneari”, mentre nessuno si è sognato di usare lo stesso metro nei confronti dell’amministrazione camaiorese. 
I “grillini” sono contro le ingiustizie sociali, contro i conflitti d’interessi tra sindaci e categorie commerciali, contro i favoritismi nei confronti di parenti e amici, e non ci vuole molta fantasia a capire di cosa stiamo parlando. 
Il proposito del MoVimento 5 Stelle Pietrasanta di ripristinare tre spiagge libere anche nel nostro comune non ha finalità punitive o di battaglia ideologica contro una categoria che da sempre produce lavoro e ricchezza nel contesto versiliese, bensì si propone di restituire ai cittadini e ai turisti, che scelgono Pietrasanta come loro meta turistica, un’offerta di servizi moderna e variegata come stanno facendo i comuni limitrofi che dimostrano maggior sensibilità verso questi temi pur essendo amministrati dalla medesima forza politica. 

mercoledì 8 ottobre 2014

“P.I.T. Stop” per Rossi e la Giunta Regionale

Ancora una volta la politica dei partiti mostra tutta la sua debolezza quando si affrontano temi che mettono in discussione le piccole e grandi oligarchie toscane. Non più tardi di 10 mesi fa aveva visto la luce un documento con elementi di coerenza e novità in materia di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico: sembrava redatto da professionisti competenti e capaci di delineare con chiarezza tutte quelle criticità ambientali proprie della Toscana, sulle quali il MoVimento 5 Stelle si batte da anni e delle quali ha fatto la propria bandiera: la salvaguardia delle coste e delle montagne, la revisione del comparto estrattivo, la tutela delle risorse idrogeologiche, la politica cemento zero applicata a quei luoghi di una bellezza irripetibile come i nostri arenili. Invece gli stessi sindaci della Versilia, riuniti in conclave la scorsa primavera in un consiglio comunale congiunto tenutosi a Cardoso, hanno votato un documento unitario per chiedere (e in breve tempo ottenere) una revisione delle regole stringenti in materia estrattiva nei confini del Parco delle Apuane per non scontentare gli sponsores di partito: unici voti contrari pervenuti dai tre consiglieri comunali del M5S di Viareggio. Mentre la stampa ci informa che una holding saudita ha acquistato i diritti per sventrare e portare all’estero le Alpi Apuane, arrivando a penetrare i consigli d’amministrazione di aziende che operano in alta Versilia, apprendiamo dal primo cittadino di Seravezza che basterebbe poter destinare il 50% dell’estratto (ma anche meno) alla filiera locale per rivitalizzare il settore del lapideo. Quindi la collettività dovrebbe tollerare la distruzione del proprio sistema idrogeologico pur di poter lavorare (in piccola parte) il marmo delle proprie montagne, con buona pace del piano paesaggistico e magari anche ringraziando gli eroici sindaci che si sono battuti per farci godere di un tale privilegio. Sul fronte demaniale marittimo la situazione non è migliore: pochi giorni fa l’amministrazione di Forte dei Marmi, nella persona dell’assessore Molino, ha definito “assolutamente inaccettabile” il Piano di Indirizzo Territoriale già adottato laddove definisce il sistema sabbioso “fortemente compromesso dalla presenza ininterrotta di insediamenti balneari che ostacolano la vista del mare e la fruizione pubblica”. Il PIT, secondo l’assessore, va rettificato in questa sua descrizione, i manufatti umani costituirebbero un elemento antropico che invece valorizza e migliora la costa: come sarebbe stata spoglia e insignificante la Versilia così come è stata creata da Madre Natura, se non avessimo avuto la fortuna di poter ammirare cotante opere dell’ingegno umano. E sempre di elementi antropici caratteristici si dovrebbe parlare quando abbiamo la fortuna di ammirare i costoni delle montagne fatti brillare con cariche esplosive o gli immensi ravaneti abbandonati. Il povero P.I.T., seppur in fase di adozione, viene quindi attaccato duramente dal PD di tutta la Versilia perché non tiene conto delle specificità dell’economia e del territorio, e soprattutto non tiene conto di chi ha pagato le campagne elettorali dei vari sindaci del comprensorio. 
Il MoVimento 5 Stelle della Versilia Storica si oppone con forza a queste acrobazie semantiche che vorrebbero nascondere lo scempio del territorio dietro locuzioni eleganti e assolutorie di un’economia di rapina che da decenni saccheggia il Bene Comune, auspicando che l’assessore Anna Marson porti avanti il suo lavoro senza cedere alle pressioni del partito e agli interessi di chi lo finanzia.

lunedì 30 giugno 2014

Nomina sunt consequentia rerum?


Dalla stampa locale si apprende che il ripascimento del litorale massese, da anni oggetto di progressiva erosione da parte delle correnti marine nei comuni di Montignoso e Massa, potrebbe giovarsi di un generoso contributo da parte dell’Unione Proprietari Bagni di Forte dei Marmi. Il gesto di liberalità riguarderebbe la sabbia che proviene dalla vagliatura del cosiddetto “lavarone” che periodicamente viene rimosso dalla battigia con mezzi meccanici e successivamente trattato per il recupero delle parti inorganiche, vegetali e successivo smaltimento. Il MoVimento 5 Stelle Versilia Storica ritiene doveroso segnalare ai cittadini che, anche in questa occasione, siamo di fronte ad un’operazione di propaganda che tenta di mistificare la realtà della situazione. La rimozione e vagliatura dei materiali spiaggiati durante le mareggiate viene eseguita a spese della collettività, come è noto. Il crescente aumento della tariffa sui rifiuti sta mettendo in difficoltà non solo i privati ma anche le imprese che devono farsi carico delle conseguenze di una gestione disastrosa che vede la Versilia in cima alla triste classifica delle zone con la più alta tariffa per lo smaltimento dei rifiuti a livello nazionale, spesso anche doppia rispetto a territori con identiche caratteristiche demografiche. Oltre al danno di dover pagare per ripulire le spiagge sulle quali lucrano da decenni i soliti imprenditori privati, i cittadini dovrebbero anche subire la beffa di dover ringraziare i cosiddetti “Proprietari dei Bagni” per la gentile concessione di un bene che appartiene alla collettività? Se il demanio appartiene alla collettività, la quale inoltre paga di tasca propria il trasporto ed il trattamento dei materiali spiaggiati, non si capisce perché la categoria degli imprenditori balneari si senta autorizzata a disporre di ciò che non le appartiene. Il MoVimento 5 Stelle è sempre favorevole alla collaborazione tra amministrazioni volta al ripristino e al miglioramento dell’ambiente litoraneo, ma non riteniamo giusto che questa operazione venga fatta passare per un atto di liberalità mediante un bene il cui costo ricade, come sempre, sui contribuenti.
Anche il nome dell’associazione di categoria desta ragionevoli perplessità: è corretto che i concessionari di un bene pubblico si definiscano “Unione Proprietari Bagni” ? 



Forse avevano ragione i latini quando sostenevano che “nomina sunt consequentia rerum”.





venerdì 20 dicembre 2013

Come il M5S Montignoso rispondeva alle Fole di Sel

Il Movimento 5 stelle di Montignoso risponde volentieri a quanto affermato sulla stampa locale da sel ,tramite i suoi parlamentari, Martina Nardi Giovanni Paglia e Giuseppe Piras , in merito al fatto che il MoVimento abbia proposto un condono sui canoni di concessione dovuti dai balneari.
Come spesso abbiamo riscontrato sel e la Martina Nardi dicono cose non vere, in quanto l’emendamento presentato da alcuni eletti del m5s ,non prevede nessuna sanatoria o sconto sui canoni dovuti dai balneari.
E’ solo una proroga di 9 mesi dei canoni dovuti e riguarda solo una parte delle imprese balneari, quelle che già hanno ricevuto la richiesta di pagamento con l’aumento .
La motivazione sta nel fatto che alcune aziende hanno ricevuto celermente la richiesta di pagamento mentre la maggior parte ancora no e questo è iniquo, a questo lik trovate il comunicato che spiega meglio di cosa si tratta
Quindi cara Martina Nardi , come chiarito dai firmatari di quel emendamento :
“Nessuno vuole sanatorie o cementificazioni. Vogliamo scoperchiare un verminaio che testimonia l’inefficienza del nostro Stato e la connivenza dei partiti. Vogliamo entrare nel merito, riordinare la materia e arrivare, magari, auna legge quadro che metta ciascuno di fronte alle proprie responsabilità. Lo scopo è avere un sistema di canoni finalmente equo e progressivo, come impone l’articolo 53 della Costituzione. “,
Il Movimento 5 stelle è pronto e disponibile a trovare una politica condivisa che vada verso una vera riapropriazione dei beni comuni.
Meglio farebbe la Nardi a ripensare ad uno dei suoi primi provvedimenti firmati arrivata a Roma, poi di corsa ritirato dopo le contestazioni che si sono alzate anche dalla sua base, che prevedeva per i sindaci eletti in parlamento di mantenere il doppio incarico.
Oppure a fare chiarezza sui tanti eletti di sel che occupano abusivamente un posto in parlamento tra i quali ci risulta ci sia anche Giovanni Pagliahttp://www.beppegrillo.it/2013/12/150_abusivi_in_parlamento_fuorigliabusivi.html
O a chiedere scusa del suo comportamento ,quando da vicesindaco di Massa non ha mosso un dito per realizzare una convenzione per l’uso del forno crematorio da parte dei cittadini di Montignoso, assecondando così i voleri di Buffoni e dandogli una scusa in più per la realizzazione di tale opera ,con l’appoggio chiaramente anche della Petracci assessore all’urbanistica di sel.
A Montignoso il MoVimento 5 Stelle continua a proporre all’amministrazione ,di cui fa parte anche sel ,che ci si riprenda dal demanio la gestione delle spiagge in modo di poterle gestire o direttamente o di poterle affidare con bandi pubblici.
In questo modo avremmo entrate strutturali utilissime e continue nel tempo per le casse comunali, ormai al collasso, il nostro comune che contan appena 10500 abitanti ha oltre 20 milioni di euro di debito ed è esposto con mutui per oltre 30 anni , grazie sopratutto alla gestione di questa vecchia politica di cui sel è parte integrante.
Sia da sel ,che da rifondazione, schieramento dal quale la Nardi proviene, in giunta con Gabrielli ,tantomeno dai renziani ,dei quali incominciamo a dubitare dell’esistenza nonostante il successo ottenuto nel nostro comune alle primarie, non giungono segnali in merito, tutti appiattiti sulle politiche del partito unico pd – pdl che certo non vanno a favore dei beni comuni e dell’interesse pubblico.
La sinistra Montignosina, preferisce realizzare impianti a biomasse e forni crematori, continuare a mantenersi con le royalty mai pagate della discarica di ex cava fornace , e con la sanatoria per le rta invece che sequestrarle come fatto dal comune di Massa .
Punterà agli oneri di urbanizzazione, a scapito del consumo di suolo, con il nuovo piano strutturale immaginiamo oepre inutili quali ad esempio una seconda darsena ,come se la prima data in gestione ci pagasse regolarmente quanto previsto o funzionasse minimamente.

martedì 15 ottobre 2013

Il Comunicato sui balneari arriva in Senato

Dopo la condivisione degli altri gruppi della Toscana il nostro comunicato sulla possibile svendita delle spiagge arriva al Senato, con l'intervento della nostra Sara Paglini


Grazie a tutti della condivisione e dell'impegno profuso per realizzare un reale esempio di democrazia partecipativa.

venerdì 4 ottobre 2013

CONTRO LA SVENDITA E LA LOTTIZZAZIONE DELLA SPIAGGIA BENE COMUNE

Siamo nettamente contrari ad ogni forma di regolamentazione delle concessioni demaniali balneari che preveda la divisione della spiaggia  individuando due realtà distinte.
Da una parte lo stabilimento che verrebbe venduto al concessionario il quale diverrebbe così di fatto proprietario della struttura con cabine, docce e servizi vari e dall’altra la spiaggia che invece andrebbe a gara d’asta, indovinate a chi?
È irregolare ed eticamente riprovevole che lo Stato abdichi ai suoi diritti svendendo porzioni di territorio pregiate e logisticamente non alienabili in quanto unici accessi al mare.
L’art. 9 della nostra Costituzione recita:
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Il governo Letta, in questi giorni, sta studiando un provvedimento per non scontentare la categoria che ha investito nel settore degli stabilimenti balneari.
Chi ha investito sapeva benissimo cosa stesse facendo ma non ha tenuto conto delle conseguenze, anche grazie a tutti quegli amministratori che condividevano gli stessi interessi.
La spiaggia è di tutti i cittadini, non solo  e non di chi ci ha costruito sopra con il beneplacito del dirigente ASL o del Sindaco di turno in barba alla direttiva regionale che si esprime in merito alla removibilità delle strutture stesse…
Ci fa vergognare che si faccia carta straccia delle regole a proprio uso e consumo, per ultimo la Regione Toscana che poche settimane fà ha modificato il concetto di facile rimozione cambiandolo da 48 ore a 90 giorni, praticamente certificando che tutti gli stabilimenti sono di facile rimozione, anche quelli con piscine, discoteche e appartamenti..
Siamo in un sistema di diritto, è bene ricordarlo.
Chi ha ricevuto una concessione sapeva di intitolarsi una concessione e non di firmare un contratto di acquisto. Questo provvedimento NON DEVE passare.
Esiste, ed esisteva un regolamento prevalente, quello del Codice della Navigazione che disciplina la materia e quello dovrebbe essere rispettato.
La rinascita dell’Italia passa anche e soprattutto da una  giusta ed equa valorizzazione del Bene Comune. Noi vogliamo che TUTTI i cittadini possano avere la possibilità di contribuire alla ricchezza del proprio Paese, non solo pochi privilegiati titolari di rendite di posizione che si tramandano di padre in figlio da sempre.
Il MoVimento 5 Stelle sarà sempre contro ogni tipo di sfruttamento iniquo delle risorse del territorio e per una giusta redistribuzione della ricchezza per tutta la Comunità.
Gruppi MoVimento 5 Stelle e meetup dei comuni di: Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema, Castelfranco Di Sotto, Livorno, Montignoso, Viareggio, Carrara, Ponsacco, Lucca, Capannori, Mediavalle e Garfagnana, Siena, Pisa, Grosseto, Lari-Casciana Terme, Rosignano Marittimo, Tavarnelle Val di Pesa, Empoli, Campi Bisenzio, Signa, Firenze,Massarosa, Camaiore, Prato.