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venerdì 10 aprile 2015

Dopo l'approvazione del PIT

“Fare turismo…è perseguire un turismo non massificato, di tipo esperienziale…Chi vuole riaprire le coste alla cementificazione…finirà per danneggiare lo stesso turismo balneare, che va in cerca di paesaggio, di spiagge, di pinete e di sole, non di qualche pezzo di periferia urbana in riva al mare. 
Non solo le Apuane, uniche al mondo, ma lo stesso marmo apuano, meriterebbe di essere a tutti gli effetti considerato come una risorsa preziosa, e valorizzato di conseguenza restituendo alle comunità locali gran parte del valore aggiunto che va invece ad arricchire singoli individui, distruggendo per sempre le montagne". 

Queste sonosolo alcune delle parole che l'assessore Marson ha citato a margine della votazione al PiT e che avremmo voluto scandire noi in Consiglio Regionale Toscana

Un piano concertato con il Ministero dei Beni Culturali e Ambiente che andava nella direzione di uno sviluppo lungimirante e sostenibile del nostro territorio è stato martoriato dagli interessi privati di speculatori e saccheggiatori del patrimonio pubblico.
Persone che si trincerano dietro il ricatto occupazionale solo ed esclusivamente per perseguire il profitto personale, spesso dirottato all'estero magari su quelle stesse navi che ogni giorno esportano pezzi di montagna viva delle nostre Apuane per costruire moschee per gli arabi , piastrellare ville dei nuovi ricchi d'oltreoceano o sbiancare i denti con dentifrici alla polvere di marmo.

Una Regione Toscana dove l'Ufficio paesaggio era stato smantellato prima dell'inizio della nuova legislatura e con tanta fatica rimesso in piedi.

Abbiamo già denunciato l'inutilità dei vari Protocolli di Intesa siglati dal Comune di Seravezza, pseudo regolamenti che tutto fanno tranne che far osservare quello che vi è riportato derogando allegramente ogni qualvolta l'impresa lapidea chiama.

Si arriva persino a definire le cave come un Bene Ambientale...ma non ci stupiamo se a farlo sono gli stessi che si ostinano ad utilizzare la fuorviante terminologia giuridica che definisce la pratica di estrazione del marmo come "coltivazione dell'agro marmifero"."
Tutto è mistificato a vantaggio di chi saccheggia il patrimonio ambientale rendendo indietro alla Comunità quasi niente. Un attacco concentrico che proviene dalla costa e arriva fino alle montagne. Il cemento e la razzia come unica risorsa concepibile.

Tutte le forze politiche unite per tutelare interessi di pochi , sempre gli stessi.

mercoledì 8 ottobre 2014

“P.I.T. Stop” per Rossi e la Giunta Regionale

Ancora una volta la politica dei partiti mostra tutta la sua debolezza quando si affrontano temi che mettono in discussione le piccole e grandi oligarchie toscane. Non più tardi di 10 mesi fa aveva visto la luce un documento con elementi di coerenza e novità in materia di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico: sembrava redatto da professionisti competenti e capaci di delineare con chiarezza tutte quelle criticità ambientali proprie della Toscana, sulle quali il MoVimento 5 Stelle si batte da anni e delle quali ha fatto la propria bandiera: la salvaguardia delle coste e delle montagne, la revisione del comparto estrattivo, la tutela delle risorse idrogeologiche, la politica cemento zero applicata a quei luoghi di una bellezza irripetibile come i nostri arenili. Invece gli stessi sindaci della Versilia, riuniti in conclave la scorsa primavera in un consiglio comunale congiunto tenutosi a Cardoso, hanno votato un documento unitario per chiedere (e in breve tempo ottenere) una revisione delle regole stringenti in materia estrattiva nei confini del Parco delle Apuane per non scontentare gli sponsores di partito: unici voti contrari pervenuti dai tre consiglieri comunali del M5S di Viareggio. Mentre la stampa ci informa che una holding saudita ha acquistato i diritti per sventrare e portare all’estero le Alpi Apuane, arrivando a penetrare i consigli d’amministrazione di aziende che operano in alta Versilia, apprendiamo dal primo cittadino di Seravezza che basterebbe poter destinare il 50% dell’estratto (ma anche meno) alla filiera locale per rivitalizzare il settore del lapideo. Quindi la collettività dovrebbe tollerare la distruzione del proprio sistema idrogeologico pur di poter lavorare (in piccola parte) il marmo delle proprie montagne, con buona pace del piano paesaggistico e magari anche ringraziando gli eroici sindaci che si sono battuti per farci godere di un tale privilegio. Sul fronte demaniale marittimo la situazione non è migliore: pochi giorni fa l’amministrazione di Forte dei Marmi, nella persona dell’assessore Molino, ha definito “assolutamente inaccettabile” il Piano di Indirizzo Territoriale già adottato laddove definisce il sistema sabbioso “fortemente compromesso dalla presenza ininterrotta di insediamenti balneari che ostacolano la vista del mare e la fruizione pubblica”. Il PIT, secondo l’assessore, va rettificato in questa sua descrizione, i manufatti umani costituirebbero un elemento antropico che invece valorizza e migliora la costa: come sarebbe stata spoglia e insignificante la Versilia così come è stata creata da Madre Natura, se non avessimo avuto la fortuna di poter ammirare cotante opere dell’ingegno umano. E sempre di elementi antropici caratteristici si dovrebbe parlare quando abbiamo la fortuna di ammirare i costoni delle montagne fatti brillare con cariche esplosive o gli immensi ravaneti abbandonati. Il povero P.I.T., seppur in fase di adozione, viene quindi attaccato duramente dal PD di tutta la Versilia perché non tiene conto delle specificità dell’economia e del territorio, e soprattutto non tiene conto di chi ha pagato le campagne elettorali dei vari sindaci del comprensorio. 
Il MoVimento 5 Stelle della Versilia Storica si oppone con forza a queste acrobazie semantiche che vorrebbero nascondere lo scempio del territorio dietro locuzioni eleganti e assolutorie di un’economia di rapina che da decenni saccheggia il Bene Comune, auspicando che l’assessore Anna Marson porti avanti il suo lavoro senza cedere alle pressioni del partito e agli interessi di chi lo finanzia.

lunedì 30 giugno 2014

Diciamo NO a questo PIT



Il 1 luglio 2014 alle ore 14,30 presso la sede del Consiglio Regionale, in via Cavour 2 a Firenze, il Meetup Versilia Storica parteciperà con una propria delegazione alla manifestazione promossa dalle forze ambientaliste che da anni e con impegno lottano per fermare la distruzione delle Apuane. Martedì infatti i consiglieri regionali discuteranno se approvare o meno l’adozione del Piano paesaggistico deliberato dalla Giunta il 17 gennaio scorso e di cui la Commissione Ambiente ha stravolto l’impianto originario recependo i numerosi emendamenti a favore delle cave. Le norme di salvaguardia, con l’indicazione della cessazione progressiva dell’attività estrattiva nell’area tutelata del parco regionale delle Apuane, sono scomparse e addirittura si possono riaprire cave dismesse da decenni. Sappiamo bene come queste attività, oltre a devastare il paesaggio, stiano mettendo a rischio le sorgenti d’acqua, bene primario ed irrinunciabile di cui sono ricche le nostre montagne. Per questo ed altri motivi il M5S è da sempre schierato con una posizione chiara a salvaguardia dell’ambiente e per lo sviluppo di attività alternative all’escavazione che garantiscano il lavoro e la salute delle generazioni future.