sabato 1 novembre 2014

Comunicato campo ROM

È recentemente apparsa sulla stampa locale la proposta dell’associazione Berretti Bianchi
di istituire un unico campo Rom per tutta la Versilia in un’area compresa tra Pietrasanta e
Camaiore e con costi a carico di tutti comuni della Versilia.
La proposta pare francamente inaccettabile: in una situazione, come quella attuale, di
grave emergenza abitativa che colpisce molti cittadini italiani e stranieri residenti sul nostro
territorio, non si vede davvero la ragione per cui ad una comunità debba essere assegnata
un’area dove poter risiedere gratuitamente e senza alcun obbligo nei confronti dell’ente
ospitante.
Un simile privilegio non si giustifica neppure sulla base della vigente legislazione regionale
che, se da una parte prevede la possibilità (non l’obbligo) di prevedere aree attrezzate da
destinare ai ROM, dall’altro demanda al Comune la determinazione delle «condizioni per
l’ammissione e per la permanenza nell’area» (Cfr. art. 7 (a), L.R. 2/2000).
Qualora, dunque, la giunta Lombardi intenda destinare un'area del territorio comunale
all'insediamento della comunità ROM, Il Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica
ritiene doveroso imporre il rispetto di una serie di regole, in nome della civile convivenza
con tutti i residenti e la parità di trattamento nelle politiche abitative.
In primo luogo, pare del tutto inopportuno destinare un’unica grande area alla permanenza
di tutti i Rom stanziati in Versilia: ciò, infatti, significherebbe creare un vero e proprio ghetto
e una zona di illegalità diffusa con grave pregiudizio per le famiglie che vivono nei quartieri
limitrofi.
Ciò che deve essere chiaro, ad ogni modo, è che tali aree non possono essere
graziosamente e gratuitamente concesse alla comunità Rom, ma debbono essere
necessariamente utilizzate nel rispetto di una serie di regole di civile convivenza.
In particolare:
1. Le aree dovranno essere suddivise in un numero predeterminato di piazzole;
2. Ciascuna piazzola sarà assegnata ad una famiglia, sulla base di contratti di locazione
con durata da concordare e che prevedano il pagamento di un canone adeguato;
3. L’area destinata agli insediamenti ROM e ciascuna singola piazzola deve essere gestita
e mantenuta con cura e diligenza, nel rispetto delle più basilari norme igieniche e di salute
pubblica;4. Il contratto sarà risolto di diritto nell’ipotesi in cui: (a) il locatore o un componente della
sua famiglia siano sottoposti a procedimento penale; (b) non venga corrisposto il canone
di locazione; (c) le aree assegnate non siano gestite nel rispetto delle vigenti norme
igieniche e di salute pubblica;
5. La piazzola dovrà essere a disposizione non esclusivamente della comunità Rom ma di
qualsiasi etnia ne faccia richiesta, ivi compresi cittadini italiani bisognosi del servizio;
I costi per una simile operazione dovranno essere attinti dai fondi regionali
specificatamente costituiti nonché dai proventi dei canoni di locazione, senza costi
aggiuntivi per le comunità locali.
In definitiva, se le comunità Rom intende stabilirsi in Versilia, non può pretendere di farlo
invocando diritti di cui nessuno (né italiani né tantomeno stranieri) è titolare senza la
disponibilità ad assumersi corrispondenti obblighi.
Riteniamo che una convivenza tra comunità differenti, ognuna portatrice di culture e stili di
vita propri, non possa passare né attraverso logiche di assimilazione dell’uno sull’altro né
attraverso la costruzione di ghetti, ma debba necessariamente fondarsi sul rispetto
reciproco, da una parte, delle singole tradizioni e specificità culturali, e dall’altra, delle
norme civili e penali che regolano l’ordinamento del paese ospitante, in una logica di
esercizio di diritti e contestuale assunzione di obblighi.
Ogni politica migratoria che non rispetti questi assunti fondamentali è destinata a creare
sradicamento, sacche di illegalità diffusa e frustrazione, alimentando anti-storici istinti
xenofobi, buoni forse più a “grattare la pancia” ad un elettorato stanco ed esasperato che
a risolvere effettivamente i problemi.

Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica.

lunedì 27 ottobre 2014

Dopo il tallio, l’amianto

È notizia appresa oggi sugli organi di stampa che una porzione dell’acquedotto in Versilia
è stato a suo tempo costruito in amianto-cemento.
Gaia e ASL hanno commentato la “scoperta” spiegando che l’amianto – cemento era
molto utilizzato negli anni 60, che solo successivamente (negli anni ’90) ne è stata
scoperta la nocività e da allora né è stato vietato l’utilizzo per la costruzione di tubature.
Nonostante questo, non c’è la necessità di provvedere alla sostituzione di tali tubature
perché non vi sono prove della dannosità dell’amianto ingerito tramite l’acqua.
Le spiegazioni di GAIA e ASL lasciano francamente interdetti. Delle due l’una: o l’amianto
– cemento è stato ritenuto talmente pericoloso da vietarne l’uso per le condutture
idrauliche, ma allora quelle scoperte in Versilia debbono essere necessariamente e
tempestivamente sostituite, oppure il materiale in questione non è pericoloso, ma allora
non si vede per quale ragione è stato disposto il divieto di utilizzarlo per le condutture
idriche.
Ancora una volta, le spiegazioni di GAIA non convincono.
Il Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica, da sempre attento ai temi dell’ambiente e
della salute pubblica, ritiene che le recenti scoperte fatte sulla qualità dell’acqua in Versilia
e sui materiali utilizzati per la costruzione delle condutture necessitino di essere
adeguatamente chiarite da organismi terzi e imparziali. Il Movimento 5 Stelle Versilia
Storica, quindi, invita il Comune di Pietrasanta ad attivare una commissione di inchiesta,
composta da tecnici qualificati ed imparziali, che svolga una due diligence ambientale sulla
qualità dell’acqua in Versilia e sulla concentrazione di sostanze nocive, valutando altresì le
conseguenze derivanti dall’uso di tale acqua in ambito domestico e agricolo.
Diversamente da quanto sostiene GAIA e ASL, infatti , l'ingestione d'amianto ( ad esempio
attraverso l'acqua potabile contaminata ) può provocare un cancro gastro-intestinale e
almeno uno studio ha evidenziato un rischio maggiore derivante da concentrazioni
anormalmente elevate di amianto ingerite attraverso l'acqua potabile.
Amici di Beppe Grillo Versilia Storica

giovedì 23 ottobre 2014

Questionario sul grado di soddisfazione del cittadino

Salve a tutti,
continua la campagna di raccolta informazioni del Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica. Si ripropone il questionario di valutazione del grado di soddisfazione del cittadino che ha riscosso un ottimo successo ai banchetti.

Il file può essere scaricato da qui e può essere inviato al nostro indirizzo di posta elettronica pietrasantacinquestelle@gmail.com.

Attendiamo le vostre segnalazioni.


sabato 18 ottobre 2014

Assemblea Pubblica del Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica

Ciao a tutti,
Assemblea Pubblica del Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica al Mandala di Vittoria Apuana, martedì 14 ottobre, ore 20:45. 

Per iscrizione: http://www.meetup.com/Movimento-5-stelle-Versilia-Storica/events/214023772/

Vi aspettiamo numerosi.

Amici di Beppe Grillo Versilia Storica

lunedì 13 ottobre 2014

Assemblea Pubblica del Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica

Ciao a tutti,
Assemblea Pubblica del Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica al Mandala di Vittoria Apuana, martedì 14 ottobre, ore 20:45. 

Per iscrizione: http://www.meetup.com/Movimento-5-stelle-Versilia-Storica/events/213096992/

Vi aspettiamo numerosi.

Amici di Beppe Grillo Versilia Storica

mercoledì 8 ottobre 2014

“P.I.T. Stop” per Rossi e la Giunta Regionale

Ancora una volta la politica dei partiti mostra tutta la sua debolezza quando si affrontano temi che mettono in discussione le piccole e grandi oligarchie toscane. Non più tardi di 10 mesi fa aveva visto la luce un documento con elementi di coerenza e novità in materia di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico: sembrava redatto da professionisti competenti e capaci di delineare con chiarezza tutte quelle criticità ambientali proprie della Toscana, sulle quali il MoVimento 5 Stelle si batte da anni e delle quali ha fatto la propria bandiera: la salvaguardia delle coste e delle montagne, la revisione del comparto estrattivo, la tutela delle risorse idrogeologiche, la politica cemento zero applicata a quei luoghi di una bellezza irripetibile come i nostri arenili. Invece gli stessi sindaci della Versilia, riuniti in conclave la scorsa primavera in un consiglio comunale congiunto tenutosi a Cardoso, hanno votato un documento unitario per chiedere (e in breve tempo ottenere) una revisione delle regole stringenti in materia estrattiva nei confini del Parco delle Apuane per non scontentare gli sponsores di partito: unici voti contrari pervenuti dai tre consiglieri comunali del M5S di Viareggio. Mentre la stampa ci informa che una holding saudita ha acquistato i diritti per sventrare e portare all’estero le Alpi Apuane, arrivando a penetrare i consigli d’amministrazione di aziende che operano in alta Versilia, apprendiamo dal primo cittadino di Seravezza che basterebbe poter destinare il 50% dell’estratto (ma anche meno) alla filiera locale per rivitalizzare il settore del lapideo. Quindi la collettività dovrebbe tollerare la distruzione del proprio sistema idrogeologico pur di poter lavorare (in piccola parte) il marmo delle proprie montagne, con buona pace del piano paesaggistico e magari anche ringraziando gli eroici sindaci che si sono battuti per farci godere di un tale privilegio. Sul fronte demaniale marittimo la situazione non è migliore: pochi giorni fa l’amministrazione di Forte dei Marmi, nella persona dell’assessore Molino, ha definito “assolutamente inaccettabile” il Piano di Indirizzo Territoriale già adottato laddove definisce il sistema sabbioso “fortemente compromesso dalla presenza ininterrotta di insediamenti balneari che ostacolano la vista del mare e la fruizione pubblica”. Il PIT, secondo l’assessore, va rettificato in questa sua descrizione, i manufatti umani costituirebbero un elemento antropico che invece valorizza e migliora la costa: come sarebbe stata spoglia e insignificante la Versilia così come è stata creata da Madre Natura, se non avessimo avuto la fortuna di poter ammirare cotante opere dell’ingegno umano. E sempre di elementi antropici caratteristici si dovrebbe parlare quando abbiamo la fortuna di ammirare i costoni delle montagne fatti brillare con cariche esplosive o gli immensi ravaneti abbandonati. Il povero P.I.T., seppur in fase di adozione, viene quindi attaccato duramente dal PD di tutta la Versilia perché non tiene conto delle specificità dell’economia e del territorio, e soprattutto non tiene conto di chi ha pagato le campagne elettorali dei vari sindaci del comprensorio. 
Il MoVimento 5 Stelle della Versilia Storica si oppone con forza a queste acrobazie semantiche che vorrebbero nascondere lo scempio del territorio dietro locuzioni eleganti e assolutorie di un’economia di rapina che da decenni saccheggia il Bene Comune, auspicando che l’assessore Anna Marson porti avanti il suo lavoro senza cedere alle pressioni del partito e agli interessi di chi lo finanzia.

martedì 30 settembre 2014

NO AL PARTITO 5 STELLE, Sì AL MOVIMENTO 5 STELLE

In un momento storico in cui ALCUNI soggetti cercando di usare il Movimento 5 Stelle come un trampolino di lancio per una carriera politica che è da sempre redditizia e vantaggiosa per interessi privati si deve tornare spesso a ricordare, ma anche spiegare ai nuovi, che non si abdicano i principi e non si mette in discussione onestà, trasparenza e la necessità di tagli al costo della politica.

Il Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica ha condiviso all'unanimità il documento proposto dal Meetup 5 Stelle Livorno:

E’ innegabile.
Il motivo che ha spinto ciascuno di noi a credere nel m5s, a contribuire ognuno secondo le proprie possibilità e anche oltre, a profondere tempo ed energie a studiare, presentare e realizzare progetti per questo movimento è la promessa di una rinnovata e duratura onesta condotta in ogni aspetto del vivere civile.
“L’Onestà tornerà di moda”.
Dall’onestà dipendono, ad esempio, la trasparenza, la coerenza, l’integrità.
Ogni azione compiuta e ogni parola pronunciata le abbiamo ammantate di
questi principi mettendo in gioco, sicuri, la nostra faccia e la nostra reputazione.
Abbiamo creduto di rappresentare l’esempio cui tutti dovevano guardare, ben consapevoli che senza l’esempio le parole sono solo ipocrisia.
Oggi invece siamo costretti ad affrontare un’amara realtà: nel nostro movimento stiamo vivendo nell’ipocrisia.
I principi di trasparenza sono “oscurati” dalla necessità di non giustificare i compromessi e gli accordi politici - interni ed esterni - poco chiari e non condivisi.
La coerenza e l’integrità sono vittime della convenienza “politica” e della non limpida gestione del “potere” da esercitare con la scusa del “bene comune”.
Prima pochi e adesso sempre più attivisti 5 stelle denunciano che qualcosa “non torna”.
Alcuni perché l’hanno vissuta sulla loro pelle. Altri perché, più attenti, si stanno rendendo conto che le scelte politiche che violano i principi fondanti del Movimento vengono - paradossalmente - “giustificate”.
Sempre più, chiunque esprima critiche nei confronti della linea presa dalla presunta “maggioranza” viene prontamente zittito come nelle migliori tradizioni partitiche o di regime.
Chi non accetta questi aut aut e continua la sua critica viene bollato come troll, dissidente, invidioso, distruttivo.
Se continua, a quel punto partono cancellazioni dai Meet Up, delegittimazioni senza fondamento, diffide senza autorità.
Se anche questo non ferma la voce fuori dal coro, si gioca il Jolly: un giorno qualsiasi, senza spiegazione, senza preavviso, chi contesta non riesce più ad accedere al portale del Movimento. Cancellato. Eliminato. Mai esistito.
Solo perché ha espresso una opinione diversa ed ha continuato ad esprimerla, rifiutandosi di chinare il capo alle minacce e alle ritorsioni.
Sempre più si cancella, si isola e si esclude da ogni processo chi dissente o che “potrebbe” essere contrario a una linea non decisa dalla base dopo un confronto tra tutti.
Il messaggio è chiaro.
O ti adegui o sei fuori.
Tertium non datur.
Pochi decidono per tutti e questi pochi non sono stati scelti da nessuno di noi.
Inoltre se a uno di “loro” è permesso cancellare dal movimento chiunque si discosti dalla “linea” decisa significa che non è più la base a comandare e che questo movimento è diventato un partito con la propria Segreteria, con il proprio Comitato di sorveglianza e di “probiviri”, con il proprio Comitato Esecutivo.
Tutto nell’ombra, senza trasparenza, senza chiarezza.
A noi rimane una scelta.
O ci adeguiamo.
O facciamo tornare il Movimento sui binari originari con la quasi certezza di farci cacciare tutti quanti.
C’è sempre una scelta….Chi striscia non cade…