mercoledì 4 marzo 2015

Ancora sul caso tallio a Pietrasanta

Apprendiamo oggi con preoccupazione, ma non stupore, che qualcuno già sapeva nel 2013 della presenza del tallio nelle acque di Valdicastello. 

La notizia ci preoccupa perché conferma la nostra ipotesi, già presentata pubblicamente ai diversi incontri sul tema avvenuti negli scorsi mesi, che questa vicenda poteva e DOVEVA essere prevenuta. Ci preoccupa anche perché sottolinea la scarsa attenzione al tema ambientale delle diverse amministrazioni che si sono succedute negli anni. Abbiamo ascoltato promesse e proclami, ma la verità sullo stato di salute della nostra città l'abbiamo appresa in questi anni dalla cronaca giornalistica e dalle carte processuali. 

Non ci stupiamo invece perché già nel 2009 la spia d'allarme su un bene fondamentale come l'acqua si era accesa sul torrente Baccatoio, ma il rimpallo di competenze e responsabilità evidenziato più volte dai nostri enti locali ha fatto perdere l'occasione. Peccato, che come spesso accade, per la mancanza di responsabilità e professionalità della pubblica amministrazione ci rimettano i cittadini che pagano tasse salate affinché esperti (o presunti tali) svolgano il proprio lavoro. 

Ci auguriamo che la verità emerga e che i responsabili di questa brutta pagina di storia di Pietrasanta vengano identificati e sollevati dai rispettivi incarichi. Siamo stanchi delle parole vuote di una classe politica che in questa vicenda ha perso credibilità, ma soprattutto il contatto con i veri bisogni dei cittadini e delle attività produttive che in un momento di crisi hanno subito una ulteriore contrazione degli introiti a causa della mancata presenza di turisti, spaventati dalla notizia, e disagi enormi nelle normali attività quotidiane. 

Eravamo ancora in attesa dei documenti richiesti all'assessore Viti (e promessi in incontro ufficiale) ed Arpat, ma a quanto risulta sono stati sequestrati dalla Questura.
Evidentemente ottenere informazioni che lo riguardano non è poi così facile per il cittadino, beata sventolata trasparenza e disponibilità... 

Movimento 5 stelle Pietrasanta 

Il Movimento chiede la chiusura di Cava Fornace

Il MoVimento 5 Stelle Pietrasanta si unisce al MoVimento 5 Stelle Montignoso nella richiesta di chiusura di Cava Fornace a seguito dello stop dell'antimafia di soli pochi giorni fa, con relativa revoca dell'appalto della discarica. 

Dopo che la prefettura di Massa ha adottato una "informativa antimafia interdittiva" nei confronti della ditta che gestisce il sito riteniamo che non ci siano le condizioni minime di garanzia affinché la discarica continui la sua attività. 

Richiediamo inoltre spiegazioni in merito alla contaminazione da tricloroetano, già appurata da Arpat nel 2013 e che fino ad ora non è stata esaurientemente motivata dal gestore. 

Oltre a queste mancanze apprendiamo da fonti di stampa che la documentazione presentata nell'anno 2014 dal gestore, la società Progetto Ambiente Apuane spa, risulta incompleta nelle parti che riguardano la provenienza dei rifiuti e questo aspetto desta viva preoccupazione, anche in considerazione delle spesso oscure movimentazioni che riguardano i rifiuti inerti e pericolosi. 

Ricordiamo a tutti che l'enorme discarica confina con la trafficatissima via Aurelia e incombe sul Lago di Porta, una delle poche oasi protette di tutto il territorio. Il rischio di un disastro ambientale è tutt'altro che trascurabile. 

Chiediamo quindi con decisione che i comuni di Montignoso e Pietrasanta, assieme alle Province di Lucca e Massa chiudano temporaneamente la discarica, sollevando il gestore dalla sua gestione, e si facciano carico di verificare i profili di legalità e sicurezza nella gestione della stessa anche negli anni precedenti. 

M5S Pietrasanta

lunedì 9 febbraio 2015

LA MAFIA, TANTO LONTANA, TANTO VICINA

La mafia fa comodo. Qualcuno ci fa affari. (Giancarlo De Cataldo)
Come la recente vicenda di #mafiacapitale ci ha insegnato il principale problema, con la mafia, è che qualcuno la combatte (pochi) e molti la usano, direttamente o indirettamente.
Il fenomeno mafioso, che ci pare così lontano dalla realtà Versiliese, è però più vicino di quanto si pensa e negli ultimi due anni ci ha regalato un triste risveglio alla realtà. Diversi sono stati i sequestri, dall'ex Fappani a gennaio 2013 per infiltrazioni da parte del clan di camorra dei 'Contini' (fonte), a diversi immobili e conti correnti per un valore di 6 milioni di euro al clan Saetta (fonte) fino ad arrivare, nel mese di dicembre 2012, ad un'indagine della magistratura di Firenze sul riciclaggio di denaro dietro l'acquisto di immobili per un valore di 38 milioni di euro (fonte).
Molti saranno stupiti nel leggere queste notizie sconvolgenti, ma forse neanche troppo. Sì perché è impensabile credere davvero che in una terra con così tanti interessi economici nessuno stesse tramando, nell'ombra dei riflettori mediatici, per impadronirsi di un mercato così fiorente. Mi riferisco a tutti coloro che negli anni hanno accettato, festeggiando, che capitali russi di dubbia provenienza e ancora meno chiara destinazione inondassero il nostro territorio e creassero profonde diseguaglianze sociali. Eppure anche la Regione Toscana, in un rapporto del 2012 già evidenziavano la nostra grave situazione (link)

“Sempre attuali le segnalazioni da parte degli organi di p.g. operanti nella zona costiera, e segnatamente in Versilia, per cospicui investimenti immobiliari da parte di soggetti di nazionalita russa; operazioni economiche che potrebbero riferirsi ad attivita di riciclaggio o di reimpiego di somme di provenienza illecita di rilevantissimo importo. Da qui l’ipotesi da piu parti ventilata di una progressiva proiezione in Italia della cosiddetta “mafia russa” rimanendo pero le indagini in questa materia sensibilmente condizionate dalle difficolta dei supporti probatori necessari alla individuazione delle risorse finanziarie impiegate. “

Gli errori sono stati molteplici, da quelli politici a quelli etici e morali di molti che hanno visto l'arrivo di questi capitali come la grande occasione di arricchimento, invece di guardare con timore all'invasione di un cancro che si sta espandendo a macchia d'olio sul nostro bellissimo territorio e mangia intere città. Il fenomeno mafioso si sostituisce nel tempo allo stato sociale, impoverendo, per questo dobbiamo comprendere che con la mafia non ci guadagna nessuno.

«La microcriminalità non esiste più — dice Salvatore Calleri, presidente della fondazione Caponnetto — Il gioco d’azzardo, le scommesse, la contraffazione della merce, il riciclaggio, sono gestiti da gruppi fortemente organizzati».
«Le mafie in Toscana sono tante e diverse — spiega — Camorra, ‘ndrangheta,
Cosa Nostra, controllano il gioco d’azzardo e delle scommesse, l’abusivismo commerciale, lo smaltimento dei rifiuti, il traffico di stupefacenti e di armi, il riciclaggio di denaro sporco in attività imprenditoriali».

E' ora che i Versiliesi si riprendano la loro terra e la loro dignità. E' giunta l'ora di denunciare, denunciare la corruzione, la contraffazione, il riciclaggio, le ingiustizie sociali, gli appalti truccati, i bandi di gara disegnati come vestiti per persone conosciute alla politica, l'evasione fiscale. Dobbiamo capire che ogni volta che un qualunque soggetto si inserisce illegalmente o immoralmente nella fitta rete di leggi e norme del sistema il danno lo subisce tutta la collettività e le conseguenze, anche se non immediate, sono devastanti. #mafiacapitale è solo la punta dell'iceberg di un sistema che anni di malapolitica e malaffare ci hanno fatto credere normale, ma che di normale non hanno niente. La lotta non è più tra sinistra e destra, ormai mere parole vuote di un reale principio politico, ma tra onesti e disonesti, tra chi si schiera dalla parte del bene comune e chi decide di lavorare nell'ombra per meri scopi personali. Ognuno di voi dovrà scegliere da che parte stare, ma dovrete per forza prendere una posizione, perché anche il silenzio è una presa di posizione “la mafia uccide, il silenzio pure”.

A tutti voi buona lotta!

Breve cronostoria del fenomeno mafioso in Versilia
1991 – La guerra dei clan insanguina la Versilia (link)
2009 - Mafia, le mani in Toscana. Aziende, traffici, appalti: 19 arresti (link)
2011 - Mafia, in Toscana imprenditori legati ai boss (link)
2012 - Usura ed estorsione, arrestato capo clan camorrista (
link)
2012 - Mafia russa e denaro riciclato dietro l’acquisto di 38 immobili (link)
2013 - La camorra sceglie la Versilia per i suoi 'affari'(link) e Gambizzato dal clan Saetta: 4 in cella. Casalesi, 8 arresti (link)
2013 - Mafia, sequestri per 18 milioni di euro a Lucca e in Versilia (link)
2014 - Camorra, perquisito stilista toscano A Viareggio sequestrato l'ex Fappani (link)
2014 - Camorra, smantellato l'impero del clan Contini: 90 arresti, sequestrati beni per 250 milioni (link)
2014 - “La camorra ha messo le radici anche in Versilia” (link)
2014 – Infiltrazioni camorra in Versilia, nuovo arresto (link)
2014 – Ecomafie, assalto alla Toscana (link)
2014 - Mafia: confiscati beni per 45 milioni al re delle slot machine (link)
2014 - Camorra, la guardia di finanza sequestra a un clan in Versilia beni per 6 milioni (link)


Mappa dei Beni confiscati alla mafia (link)

lunedì 2 febbraio 2015

Cosa Succede in Città su Teleriviera, partecipa anche il M5S Pietrasanta

Un attivista del nostro Meetup ha partecipato, lo scorso 28 gennaio, alla trasmissione "Cosa succede in Città" su Teleriviera. 
Il tema della serata era l'acqua e si è parlato di Gaia S.p.a., ma è stata anche l'occasione per fare un aggiornamento sulla situazione tallio a Pietrasanta e fare il punto della situazione dal punto di vista ambientale e sanitario.

Ringraziamo Teleriviera per l'occasione ed invitiamo tutti i nostri simpatizzanti a seguire il mercoledì sera, dalle ore 21:30 alle ore 22:30, questo appuntamento di informazione.

Teleriviera, canale 90, o in direttastreaming su www.teleriviera.it 



giovedì 22 gennaio 2015

Gianluca Ferrara su "Il Fatto Quotidiano": Pepe Mujica e Giorgio Napolitano: il presidente del popolo e il re della casta

Mujica ha donato il 90% del suo stipendio ai più poveri e con la sua donna Clio (Lucia Topolansky) ha continuato a vivere in campagna senza servitù,cosa impensabile in Italia dove la servitù del Quirinale (1720 unità) travalica le mura del palazzo e si materializza in quelle dei maggiori mass media sempre proni a raccontare con patetica reverenza le gesta della coppia presidenziale nostrana.

Puoi continuare a leggere l'articolo qui...

sabato 10 gennaio 2015

L’IMPORTANZA DELLA LOTTA ALLE SLOT MACHINE

Il Movimento 5 Stelle è da sempre un movimento #noslot, ma forse bisogna far comprendere meglio il motivo di questa posizione.
La prima considerazione da fare è che esistono due diversi settori slot: quello legale e quello illegale. Secondo recenti studi ogni anno entrano nelle casse dello stato, legalmente, dagli 8 ai 9 miliardi di euro, mentre il gioco d’azzardo illegale frutta alla criminalità organizzata circa 10 miliardi di euro (fonte).
In una fase di crisi come quella che stiamo vivendo, un momento storico in cui la forbice della disuguaglianza sociale aumenta e lo stato non è più in grado di garantire uno stato di welfare, molti provano a giocare con la fortuna. Peccato però che quello che viene chiamato “gioco d’azzardo” non sia esattamente un gioco, ma una pericolosa abitudine che può creare dipendenza. Stiamo parlando della ludopatia, una malattia ormai riconosciuta, che secondo alcuni costa dai 5 ai 6 miliardi di euro in spese sanitarie (fonte). I dati, da ogni punto di vista sono preoccupanti. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità questa patologia riguarda circa il 3% della popolazione, in Italia pari a circa 1,5 milioni di persone(cit: fonte), mentre il Codacons va più nel dettaglio ed analizza i soggetti che si lasciano prendere la mano da questa vera e propria piaga sociale: colpisce il 50% dei disoccupati ed il 17% dei giovani (fonte).
Come se queste cifre impressionanti non bastassero, dobbiamo però analizzare l’aspetto più preoccupante e compromettente del gioco d’azzardo: non produce ricchezza, ma la trasferisce, creando diseconomie. Quelle attività che non hanno le slot machine difficilmente riescono a resistere sul mercato, ma chi le mette offre il fianco ad un cambiamento di offerta importante. Se prima un bar era riconosciuto come un luogo di aggregazione e consumo di caffè o aperitivi, ora è la meta di chi spera di poter cambiare la propria vita usando i risparmi di una vita o lo stipendio che dovrebbe servire a mantenere una famiglia. Di fatto l’economia di intere città risente di questo fenomeno, perché si preferisce provare a “vincere alla lotteria” invece di spendere per beni e servizi primari, anche se in realtà non si vince mai veramente (fonte, fonte).
Il problema va quindi affrontato non solo con un mero proibizionismo, che forse permetterebbe alle mafie di ampliare il proprio raggio di azione su una torta da circa quasi 100 miliardi di euro (fonte), ma da un punto di vista culturale e sociale. Dobbiamo far capire alle persone che giocare non è la soluzione ai problemi e che anzi, quasi sicuramente, li aumenta. Chi non capisce, o non vuol capire, che economicamente tutto il settore del gioco d’azzardo non sta in piedi è molto probabilmente in malafede. Le dimostrazioni di queste affermazioni stanno anche nelle condanne (fonte) e negli “aiutini di stato”, anche recenti, al mercato (fonte) ed i politici che hanno portato le istanze delle case da gioco in parlamento (fonte1, fonte2).
Le proposte ci sono, ma la politica deve cominciare ad ascoltare, sul serio! Presentiamo qui la proposta dell’associazione Movimento NoSlot – AMNS che potete trovare interamente qui.
>TUTELARE
Ci impegniamo a tutelare la libera crescita dei nostri ragazzi. Affinché il gioco sia nient'altro che gioco e forme anche indirette di “azzardo” non si introducano surrettiziamente nei luoghi – es. ludoteche, centri di aggregazione
- del loro divertimento e della loro formazione.
>SOSTENERE
Ci impegniamo a sostenere i commercianti e i titolari d'impresa – ad es. bar, edicole, benzinai e negozi alimentari – che non intendono trasformare la ragione sociale del loro lavoro in funzione subordinata rispetto al guadagno derivante dal gioco d'azzardo. Proporre sul piano locale una riduzione della pressione fiscale per gli esercizi "virtuosi".
> AVANZARE
Ci impegniamo ad avanzare sui territori proposte concrete per contenere, limitare e arginare il “consumo di suolo” da parte di “sale giochi”, soprattutto in prossimità di luoghi sensibili (ospedali, case di riposo). Fare rete e favorire a tal fine il dibattito, il confronto e l'incontro, organizzando momenti di riflessione e approfondimento.
Fare pressione affinché sui territori – quartieri, comuni, province – le autorità prendano coscienza del problema e, con l'appoggio e la spinta di cittadini e associazioni, pongano in essere quanto di loro competenza per limitare il fenomeno.
> PROMUOVERE
Ci impegniamo a promuovere una "mappatura" periodica dei locali, degli apparecchi e dei dispositivi di gioco sul proprio territorio affinché sia chiaro quanto peso e quale spazio occupano nell'economia del proprio quartiere o del proprio comune.
> ATTIVARSI
Ci impegniamo a sostenere le iniziative legislative locali e nazionali che mirano a regolare e limitare l’azzardo legale e la prevista avanzata del gioco on-line e su cellulare.

Per Pietrasanta e gli altri comuni della Versilia noi auguriamo a tutti un nuovo anno #noslot

mercoledì 7 gennaio 2015

Il Parco Ceduo di zona Bufalina sta scomparendo...

Un'operazione commerciale e di sicurezza stradale di taglio di pini marittimi e di un disboscamento a tempo chiamato piano di gestione del bosco, che però in passato era molto più lento e meno invasivo. La mancanza di trasparenza della gestione del parco pur privato anche se controllato dal pubblico, ha avuto un forte impatto emozionale sui cittadini che si sono sentiti privati e spogliati di un bene comune.Il ripiantumamento di pini e il nuovo bosco di latifoglie (ceduo, "io taglio") produrrà i suoi effetti visivi fra non meno di 20 anni, ma ha segnato speriamo, un nuovo corso del Parco Migliarino nella gestione della comunicazione e della trasparenza delle attività del parco stesso sia nella gestione boschiva, agricola che animale....e speriamo di vedere tanti dromedari oltre ad un parco avventura....sentire per credere cosa dice il direttore del Parco dott. Gennai!