- Visto le informazioni discordanti, il Comune di Pietrasanta percepisce le royalties che la ditta deve versare ai comuni? Se sì, quanto percepisce e se i pagamenti sono stati sempre regolari dal 2007 ad oggi;
- Viste le dichiarazioni sulla volontà di eseguire controlli e monitorare l'attività della discarica, se si conosce la quota raggiunta dai conferimenti, in particolare lato Pietrasanta;
- Se esiste una convenzione o altro atto tra la ditta ed il Comune di Pietrasanta in merito alla percentuale di conferimento di scarti della lavorazione del lapideo (70%) così come previsto dalla deliberazione di giunta 194 del 20 settembre 2010;
- Se esiste una fideiussione a garanzia dei potenziali danni ecologici provocati dalla discarica, se è stata rinnovata ed a quanto ammonta;
- Se c'è l'intenzione di chiedere la chiusura (anche a titolo temporaneo) dell'impianto in maniera cautelativa viste le diverse segnalazioni di ARPAT, l'assenza di una VIA completa sulla discarica e le segnalazioni del comitato in merito a potenziali superamenti del vincolo 70/30 sopra citato.
mercoledì 8 febbraio 2017
Su Cava Fornace
venerdì 6 maggio 2016
Cava e trasparenza
Apprendiamo da fonti di stampa che in data 15 maggio prossimo ci sarà una giornata di apertura della Cava Fornace/Cava Viti per permettere a tutti i cittadini di visitare il sito. Questa iniziativa è stata presentata dalla nostra amministrazione come un dovuto atto di trasparenza nei confronti dei cittadini residenti in zone limitrofe che si sono lamentati per i cattivi odori ed altri disagi.
Viene da chiedersi però se l'amministrazione ha intenzione di informare i cittadini del fatto che, nell'ambito dell'ultima ispezione AIA 2015 Arpat ha concordato di verificare la presenza di amianto aerodisperso all'interno del sito, trovando una concentrazione (seppur bassa) di amianto in aria sul piazzale di scarico"indice di rilascio di fibre, che potrebbe essere attribuibile alla movimentazione dei big-bags e dei bancali" e vicino agli uffici "presumibilmente da ricondurre ad una sospensione delle fibre per mezzo dell'acqua di lavaggio delle ruote dei camion".
Otre a questo però vogliamo sottolineare che il percorso di trasparenza per la discarica non si deve fermare ad un sopralluogo, visto che le domande ancora senza risposta sono diverse:
- Con delibera n° 194 del 2010 la Giunta comunale indicava "Rilevata la fragilità del sito di discarica dovuta alla natura carsica delle rocce del fondo ed alla prossimità con un’area naturale protetta classificata come SIR e ZPS" si inviavano alla provincia atti di indirizzo in merito ai materiali da inviare in discarica, con particolare riferimento a "a. al fine di mantenere la vocazione storica dell’impianto a discarica per marmettola sia garantita una netta prevalenza dei conferimenti degli scarti di lavorazione del lapideo rispetto alle altre tipologie di materiali, cioè che almeno il 70% in peso dei rifiuti conferiti riguardi la marmettola o materiali inerti" e per altri materiali si rimandava a successivi incontri tra gli enti.
La vocazione storica della discarica, ovvero lo stoccaggio dei materiali della lavorazione del lapideo, è rispettata? E la percentuale di conferimento del 70%?
- Secondo un articolo del Tirreno, data 8 agosto 2013, è stato aggiornato l'accordo per le royalties che la discarica deve versare ai comuni "Da oggi, dunque, le royalties saranno proporzionate e quantificate in base ai reali conferimenti, ma c'è di più: nella nuova convenzione si legge anche che il corrispettivo delle royalties sarà suddiviso tra i comuni di Montignoso e Pietrasanta non più in base alla provenienza dei rifiuti, ma a seconda della dislocazione territoriale della discarica, dunque il 70% sempre e comunque a Montignoso e il 30% a Pietrasanta."
Considerato che al momento lo stoccaggio delle materie avviene "lato Pietrasanta", corrisponde al vero che il vice-sindaco Mazzoni all'incontro alla pruniccia abbia dichiarato che Pietrasanta non percepisce tale indennizzo? Se sì, come mai?
- Ricordiamo che risulta ancora vigente, dopo la sentenza del TAR Toscana del dicembre scorso, l'interdittiva antimafia rilasciata dalla prefettura di Massa Carrara nei confronti di Programma ambiente (società che gestisce la discarica di ex cava Fornace a Montignoso) rappresenta un segnale di pericolo che è stato ignorato da molti amministratori locali. Il Movimento ha chiesto più volte la sua chiusura, anche per altre criticità emerse in fase di Inchiesta Pubblica ed operatività della discarica.
Cosa intende fare la nostra amministrazione in merito a queste criticità? Considerando che la competenza è ora passata alla Regione, sindaco e vice-sindaco si attiveranno per difendere nei luoghi adatti la sicurezza del nostro territorio e dei nostri cittadini? Oppure basta un open-day senza avvisare i cittadini che se la situazione non è cambiata è meglio entrare con la mascherina?
Movimento 5 Stelle Pietrasanta
mercoledì 4 marzo 2015
Il Movimento chiede la chiusura di Cava Fornace
Dopo che la prefettura di Massa ha adottato una "informativa antimafia interdittiva" nei confronti della ditta che gestisce il sito riteniamo che non ci siano le condizioni minime di garanzia affinché la discarica continui la sua attività.
Richiediamo inoltre spiegazioni in merito alla contaminazione da tricloroetano, già appurata da Arpat nel 2013 e che fino ad ora non è stata esaurientemente motivata dal gestore.
Oltre a queste mancanze apprendiamo da fonti di stampa che la documentazione presentata nell'anno 2014 dal gestore, la società Progetto Ambiente Apuane spa, risulta incompleta nelle parti che riguardano la provenienza dei rifiuti e questo aspetto desta viva preoccupazione, anche in considerazione delle spesso oscure movimentazioni che riguardano i rifiuti inerti e pericolosi.
Ricordiamo a tutti che l'enorme discarica confina con la trafficatissima via Aurelia e incombe sul Lago di Porta, una delle poche oasi protette di tutto il territorio. Il rischio di un disastro ambientale è tutt'altro che trascurabile.
Chiediamo quindi con decisione che i comuni di Montignoso e Pietrasanta, assieme alle Province di Lucca e Massa chiudano temporaneamente la discarica, sollevando il gestore dalla sua gestione, e si facciano carico di verificare i profili di legalità e sicurezza nella gestione della stessa anche negli anni precedenti.
M5S Pietrasanta