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mercoledì 7 ottobre 2015

Per Gaia il M5S ha un piano R(ESET)

Leggiamo sulla stampa la proposta da parte del Presidente Lattanzi di un Piano D per assicurare investimenti e tenere in ordine i conti di Gaia. 
Stranamente siamo d’accordo con parte delle analisi del Presidente sui motivi per cui Gaia è in questa situazione vergognosa; crediamo, infatti, che la politica abbia la maggior parte di responsabilità, condivise con un management inadeguato scelto dalla stessa politica con criteri opachi e rispondenti a logiche clientelari. 
Certo è che nella fase di nascita di Gaia, come di tutte le altre partecipate, si sono sistemati gli “amici”, che hanno fatto carriere strepitose, assunto personale in posizioni impiegatizie a discapito della capacità di intervento; tutti costi fissi che da allora ci stiamo portando dietro. 
Leggiamo che Lattanzi vuole assumere altri 5 figure “con ruoli manageriali”… e con quelli che ci sono che ci fa? Vogliamo provare a fare finalmente una seria verifica e valutazione interna? Che l’azienda sia stata mal condotta è di tutta evidenza, quello che è mancato in tutti questi anni è un provvedimento esemplare da parte dei Soci – i Comuni, rappresentati dai Sindaci – che evidenziasse il problema e lo risolvesse e invece i nostri amministratori si sono limitati ad aumentare le tariffe: troppo facile. 
Lattanzi relativamente ad una eventuale privatizzazione, fa riferimento ad una ben accetta “mentalità manageriale e di ottimizzazione delle risorse che il pubblico non riesce a mettere in campo” affermazione molto grave ed irresponsabile: se non è contento di come lavorano gli attuali dirigenti, pagati tutti profumatamente, prenda provvedimenti oppure lasci il posto a chi se la sente di farlo.
 Non è la forma sociale che fa la differenza ma la formazione del personale, in particolare dei dirigenti e dei quadri aziendali. Ora basta, RESET.
 Invece di aumentare enormemente lo stock del debito e ribaltarlo pari pari sulle spalle dei cittadini, facendoci guadagnare solo le banche (ma guarda caso, sempre loro) si attivi Lattanzi per ottenere i finanziamenti per gli investimenti attraverso gli strumenti previsti dalla Regione Toscana come ricordato a tutti nella sentenza di fine settembre 2014 della Corte dei Conti (n.166/2014/VSG) dove si legge: “Va infine considerato che la vigente normativa regionale coinvolge la responsabilità della Regione non solo nella nomina del direttore generale dell’Autorità idrica, ma anche a fini di sostegno finanziario delle società di gestione del servizio idrico integrato; sostegno a sua volta funzionale alla realizzazione di investimenti infrastrutturali (art. 25, co. 2, della l.r. n. 69/2011)”. 
Grave anche l’ultima affermazione di Lattanzi “Ebbene: se io fossi proprietario di una casa da rivendere e la volessi vendere prima di metterla sul mercato gli darei una bella sistemata”. La bella sistemata, purtroppo, la stiamo dando noi cittadini, pagando un 5%, minimo, l’anno, di aumento della tariffa idrica e pagando le assurde partite pregresse, per cosa poi? Per vedere GAIA essere messa, dopo la bella sistemata, sul mercato e comprata da un soggetto privato?! 
La cosa più urgente che Lattanzi dovrebbe fare è un tavolo di confronto, un panel di controllo dei cittadini, che abbia pieno e libero accesso alle informazioni relative alla gestione aziendale; lo faccia mettendo in atto il suo auspicio di rivedere “i rapporti tra Assemblea e Consiglio di GAIA” e forse diventerà un po’ più credibile. 

Ora basta, RESET.

MOVIMENTO 5 STELLE – Tavolo H2Oro

lunedì 3 novembre 2014

Assemblea pubblica del Meetup Versilia Storica

Ciao a tutti,
giovedì 6 novembre prossimo è prevista l'assemblea pubblica settimanale del Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica che si terrà al ristorante pizzeria "I 4 mori" di Ripa alle ore 21.

ODG:
- Presentazione Nuovi 
- Scelta data e luogo prossima riunione
- Comunicazioni
- Caso Ghiselli
- Pietrasantesi
- Varie ed eventuali.

Integriamo qui una mappa per raggiungere il luogo dell'assemblea

mercoledì 5 marzo 2014

L'intransigenza....

Negli ultimi giorni mi trovo spesso a dover spiegare a conoscenti e sconosciuti il perché delle azioni del movimento. Mi trovo a dover chiarire notizie false e prese di posizione decise e ferme. Mi trovo a dover motivare l'intransigenza oppure la mancanza di apertura verso le altre forze politiche. A tutti quei soggetti dico che non hanno capito. Mi dispiace innanzitutto dire a qualcuno che non ha capito, perché crea una frattura importante nella conversazione ed uno shock sicuramente forte nell'interlocutore, ma è la pura e semplice verità. Chi si fa certe domande e le pone a noi attivisti non ha capito l'aspetto più importante di questo movimento, la sua forza ed al contempo il suo grande limite: chi vuole il cambiamento del paese deve cambiare lui/lei stesso/a perché il paese è l'insieme di tutti i cittadini e non un'entità aliena che si trova sopra le nostre teste.
Il movimento non è comprensibile a tutti ed in particolare non è adatto a coloro che non comprendono che è il momento di cambiare, di mettere da parte l'italianità. Mi riferisco a quegli aspetti della nostra società che ci fanno cercare un lavoro con la raccomandazione di un amico potente, di tentativi di evadere il fisco per sentirci furbi, di cercare il modo più semplice per “fregare” il nostro vicino, il bisogno di sentirci più scaltri degli altri cog..ni che si comportano civilmente mentre guidano oppure mentre accompagnano un'anziana da un lato all'altro della strada. Dobbiamo evolverci personalmente, rimanendo coerenti con la richiesta di cambiamento che molti di noi auspicano per il nostro paese, cambiando noi stessi nella nostra quotidianità.
Il movimento ha fatto, sta facendo e farà errori, non possiamo e non vogliamo negarlo. Un aspetto però non è considerato errore da chi ha compreso la sua essenza:l'intransigenza! Ogni volta che apriamo una porta verso chi ci vuole più comprensivi verso i corrotti, i raccomandati o semplicemente verso uno di noi che non vuole cedere al personalismo e vede il movimento come un trampolino di lancio, perdiamo. Perdiamo perché ci stiamo trasformando, stiamo mutando in quello che vogliamo cambiare, in quello che ha reso questo magnifico paese un cumulo di macerie. Non possiamo e non vogliamo cambiare noi, ma vogliamo cambiare il paese. Non vogliamo cedere all'italianità, perché è la porta di servizio che porta alla corruzione, al clientelarismo, al personalismo, alla mancanza di senso civico, alla mancanza di competenza.
Io ringrazio i miei compagni di viaggio intransigenti che mi “controllano”, perché non voglio cedere alla mia parte di
italianitàperché quegli aspetti del nostro paese sono quelli che ci fanno dire “solo in italia si vedono cose così”, “all'estero questa cosa non sarebbe mai successa”, ed altro...
Io non voglio più dire, ma neanche pensare,
in senso negativo “solo in italia si vedono cose così”. Voglio che quella frase si riferisca in senso positivoalla nostra arte, alla nostra terra, alla nostra industria, al nostro forte senso civico, ...
Per fare questo dobbiamo essere intransigenti, anche con amici e familiari (per quanto sia difficile è così), questa è una vera e propria rivoluzione culturale ed invito tutti a partecipare per capirla.

Agli attivisti che lottano ogni giorno nei meetup, nelle piazze e nelle amministrazioni dico invece “NON MOLLATE”.

Michele Lari

N.B. Questo post è da intendersi come osservazione personale di un attivista e non come comunicato ufficiale del movimento!