mercoledì 11 maggio 2016

Si pensi (e spenda) di più al sociale


Le recenti notizie riguardanti gli sfratti alle “case parcheggio” hanno permesso a molti di accorgersi che a Pietrasanta, così come in tanti altri Comuni d’Italia, la crisi non è passata, anzi.

Nonostante la gestione della patata bollente sia stata a nostro avviso errata sia prima (non far pagare niente e non proporre un lavoro socialmente utile in cambio del servizio) che dopo (progetto che stanzia 500€ sulla carta alle famiglie in difficoltà, che diventano 200 perché 300 sono automaticamente detratte per coprire il buco precedentemente creato) il problema dell’emergenza abitativa sta nei numeri e non nei proclami.
Mentre quasi 150 famiglie sono in attesa di un tetto ed i progetti dell’amministrazione al momento aiutano in parte le famiglie ed in parte a ripianare la sopra citata mancanza, la nostra mozione sul baratto amministrativo approvata in consiglio comunale rimane dimenticata in qualche cassetto.
Risulta ormai chiaro che gli investimenti sul sociale non sono sufficienti e bisogna pensare ad un piano serio per l’emergenza abitativa, quella reale, iniziando da strumenti di prevenzione dello sfratto, valutazione di situazioni di presenza o rischio di insorgenza di stati patologici che possano esporre i soggetti a problemi psicologici più seri (depressione o dipendenze) e percorsi di recupero dell’autonomia patrimoniale.
Identificare e ridefinire spazi di proprietà del comune per il social housing, per una edilizia popolare che limiti le nuove costruzioni dove possibile e la valorizzazione del cohousing, ovvero insediamenti abitativi privati corredati da ampi spazi comuni destinati all’uso condiviso sono possibilità da studiare ed auspicabilmente realizzare. Queste idee, con forte trazione ecosostenibile e sociale, aiuterebbero molto a risolvere le emergenze e definire spazi di integrazione e socializzazione limitando gli effetti di un fenomeno, la crisi, che non pare destinato a finire nel breve periodo ed i cui costi sociali e sanitari stanno sempre più pesando sulle spalle dei cittadini che perdono il lavoro o sono costretti ad accettare lavori sottopagati ed usuranti per riuscire a mantenere la famiglia.
Ovviamente se queste iniziative non fossero sufficienti a soddisfare le esigenze dei più bisognosi il Comune dovrebbe progettare la costruzione di case popolari ecosostenibili, sfruttando tutte le opportunità che la bio-ediliza ci offre oggi, al fine di assicurare un tetto a chi ne ha reale necessità con una visione a basso impatto ambientale per una comunità che deve riscoprirsi tale.
Considerato che fino a poco tempo fa sembrava che le casse comunali fossero vuote, ma oggi si vedono molti interventi che mirano a “ritinteggiare la facciata”, chiediamo che si investa il più possibile per aiutare tutti quei soggetti che per anni hanno fatto le formiche operaie di una collettività ricca ed oggi si trovano ai limiti della società perché non hanno la stessa disponibilità economica di prima.


Movimento 5 Stelle Pietrasanta

venerdì 6 maggio 2016

Cava e trasparenza

Apprendiamo da fonti di stampa che in data 15 maggio prossimo ci sarà una giornata di apertura della Cava Fornace/Cava Viti per permettere a tutti i cittadini di visitare il sito. Questa iniziativa è stata presentata dalla nostra amministrazione come un dovuto atto di trasparenza nei confronti dei cittadini residenti in zone limitrofe che si sono lamentati per i cattivi odori ed altri disagi.
Viene da chiedersi però se l'amministrazione ha intenzione di informare i cittadini del fatto che, nell'ambito dell'ultima ispezione AIA 2015 Arpat ha concordato di verificare la presenza di amianto aerodisperso all'interno del sito, trovando una concentrazione (seppur bassa) di amianto in aria sul piazzale di scarico"indice di rilascio di fibre, che potrebbe essere attribuibile alla movimentazione dei big-bags e dei bancali" e vicino agli uffici "presumibilmente da ricondurre ad una sospensione delle fibre per mezzo dell'acqua di lavaggio delle ruote dei camion".
Otre a questo però vogliamo sottolineare che il percorso di trasparenza per la discarica non si deve fermare ad un sopralluogo, visto che le domande ancora senza risposta sono diverse:
- Con delibera n° 194 del 2010 la Giunta comunale indicava "Rilevata la fragilità del sito di discarica dovuta alla natura carsica delle rocce del fondo ed alla prossimità con un’area naturale protetta classificata come SIR e ZPS" si inviavano alla provincia atti di indirizzo in merito ai materiali da inviare in discarica, con particolare riferimento a "a. al fine di mantenere la vocazione storica dell’impianto a discarica per marmettola sia garantita una netta prevalenza dei conferimenti degli scarti di lavorazione del lapideo rispetto alle altre tipologie di materiali, cioè che almeno il 70% in peso dei rifiuti conferiti riguardi la marmettola o materiali inerti" e per altri materiali si rimandava a successivi incontri tra gli enti. 
La vocazione storica della discarica, ovvero lo stoccaggio dei materiali della lavorazione del lapideo, è rispettata? E la percentuale di conferimento del 70%?
- Secondo un articolo del Tirreno, data 8 agosto 2013, è stato aggiornato l'accordo per le royalties che la discarica deve versare ai comuni "Da oggi, dunque, le royalties saranno proporzionate e quantificate in base ai reali conferimenti, ma c'è di più: nella nuova convenzione si legge anche che il corrispettivo delle royalties sarà suddiviso tra i comuni di Montignoso e Pietrasanta non più in base alla provenienza dei rifiuti, ma a seconda della dislocazione territoriale della discarica, dunque il 70% sempre e comunque a Montignoso e il 30% a Pietrasanta." 
Considerato che al momento lo stoccaggio delle materie avviene "lato Pietrasanta", corrisponde al vero che il vice-sindaco Mazzoni all'incontro alla pruniccia abbia dichiarato che Pietrasanta non percepisce tale indennizzo? Se sì, come mai?
- Ricordiamo che risulta ancora vigente, dopo la sentenza del TAR Toscana del dicembre scorso, l'interdittiva antimafia rilasciata dalla prefettura di Massa Carrara nei confronti di Programma ambiente (società che gestisce la discarica di ex cava Fornace a Montignoso) rappresenta un segnale di pericolo che è stato ignorato da molti amministratori locali. Il Movimento ha chiesto più volte la sua chiusura, anche per altre criticità emerse in fase di Inchiesta Pubblica ed operatività della discarica.
Cosa intende fare la nostra amministrazione in merito a queste criticità? Considerando che la competenza è ora passata alla Regione, sindaco e vice-sindaco si attiveranno per difendere nei luoghi adatti la sicurezza del nostro territorio e dei nostri cittadini? Oppure basta un open-day senza avvisare i cittadini che se la situazione non è cambiata è meglio entrare con la mascherina?

Movimento 5 Stelle Pietrasanta

lunedì 18 aprile 2016

Pietrasanta, lavori in corso e priorità

Facendo un giro per il nostro comune si ha l'impressione che tutto sia in divenire. Lavori in corso e cantieri aperti in diversi punti della città e cambiamenti in atto. E' una città viva, alcuni direbbero rinata, ma forse solo coloro che sono meno attenti ai particolari o che non sono informati (loro malgrado). L'amministrazione investe oggi decine di migliaia di euro per cambiare la pavimentazione di una rotonda (si farà poi? mah) o centinaia di euro per uno sgambatoio per cani, illumina di vari colori l'edificio comunale, porta le Ferrari in piazza Duomo, riapre anteprime con "ospiti d'eccezione" e le tende Vip al bagno comunale. Tutte queste possono essere ritenute interessanti, ma sono un di più, sono "apparire". Capisco che molte persone le considerino iniziative di buona amministrazione, ma invito tutti a chiedersi <<e la sostanza c'è?>>.
La sostanza è per esempio vivere in un luogo salubre, con un ambiente sano ed un territorio in cui coltivare il proprio orto non sia un rischio, ma un piacere.
Se vi dovessero chiedere, i tanti turisti accorsi per l'ultimo appuntamento vip, <<come sta il vostro ambiente? Com'è l'acqua del mare? E' buona l'acqua che bevete?>>, voi cosa rispondereste?
La sostanza è per esempio un evento culturale in cui gli ospiti non si chiamino Santanché e Calà oppure un bagno comunale che dovrebbe guardare più ai soggetti economicamente svantaggiati che ai vip che hanno molta scelta di rinomati stabilimenti balneari sul nostro litorale.
Tutto questo ci pare molto chiaramente un taglio orizzontale, una linea di divisione tra chi ha e chi non ha, tra chi si vuole un di più e chi ha bisogno dell'essenziale. Una linea di divisione tra le persone di ceto economico e sociale differente con un occhio di riguardo più rivolto a chi di bisogni non ne ha che a chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese. 
I lavori alla rotonda sono l'esempio di un modo diverso di intendere le cose, forse sbagliamo noi, forse è più importante il di più dell'essenziale, forse la cultura è diventata quella "spicciola", forse non vale la pena investire sul senso civico e sulla consapevolezza delle persone, forse è più populista fare semplicemente le cose che conviene fare per dare l'illusione ai cittadini che tutto vada bene. 
Forse hanno ragione loro, ma continueremo a combattere per una Pietrasanta diversa, più a misura di persona normale che di VIP perché i VIP hanno un atteggiamento consumistico nei confronti del nostro territorio, che è di chi lo vive, lavora per renderlo migliore e ha reso Pietrasanta quella che è. 
Evviva la cultura, quella vera! Evviva i lavori pubblici, quelli in cui si spende il giusto prezzo per il giusto lavoro! Evviva la promozione di un turismo in cui si offre un luogo bello e salubre in cui passare le vacanze! 

Evviva il buon senso, questo sconosciuto.

martedì 12 aprile 2016

Ciao Gianroberto!!!

Tutti i gruppi della Versilia oggi piangono la morte di Gianroberto Casaleggio. Senza di lui i nostri incontri, le nostre passioni non avrebbero trovato un luogo dove sperare e lottare. Casaleggio e con lui Beppe Grillo hanno dato una speranza a tanti italiani e tante italiane stufe del marciume che la partitocrazia ci ha lasciato. La sua visione di un mondo altro ha coagulato tante idee e capacità. La sua è un'eredità che non andrà persa finché ci saranno tanti ancora in grado di sognare un mondo nuovo. Noi ci saremo e continueremo ad essere.
Grazie Gianroberto!

mercoledì 30 marzo 2016

Sul cc del 29 marzo

Ieri si è svolto il consiglio comunale, o meglio, una nuova brutta pagina della politica locale.

Nella prima parte si dovevano discutere due interrogazioni del nostro gruppo, una sui lavori al bagno Pietrasanta della Pietrasanta Sviluppo S.p.a. ed una sull'utilizzo della pagina facebook del Comune.

Sulla prima la risposta dell'assessore è stata esauriente, con la limitazione che dovremo ritornare sul punto a lavori svolti per verificare se i soldi, 110mila euro, sono stati spesi bene.

Sulla seconda la risposta del Sindaco è stata tanto semplice "ho già risposto l'altra volta ad una interrogazione simile della consigliera Ferrieri" (il senso) prima di alzarsi ed andarsene dall'aula. Peccato che la nostra interrogazione fosse molto precisa, tecnicamente puntuale e dettagliata nelle richieste di chi amministra, pubblica ed edita i contenuti della pagina, oltre che le modalità in cui vengono filtrati i contenuti ed il perché non sia data risposta ad una nostra richiesta di cancellare un post in cui si contestava aspramente una testata giornalistica locale. Non si preoccupi il Sindaco, riproporremo le medesime domande e verificheremo se il comportamento tenuto in consiglio è lecito ad una amministrazione trasparente.

Il successivo punto all'ordine del giorno riguardava la nostra mozione sulla fitobonifica, già in aria di bocciatura a causa della minaccia del capogruppo Giovannetti di essere "troppo tecnica". Ovviamente di dettagliatamente tecnico aveva ben poco se non una richiesta a giunta e sindaco di dare mandato agli uffici di verificare se la tecnica della fitobonifica può essere utilizzata per il caso del tallio del Torrente Baccatoio e, nel caso affermativo, la partecipazione a bandi europei indicati nel testo o il reperimento di altri fondi a livello regionale e nazionale. Vi pare una mozione di buon senso? Particolarmente tecnica? Di interesse ampio e generalizzato?

Tutte considerazioni che abbiamo provato ad esternare in consiglio comunale prima di ascoltare una serie di supercazzole in pieno stile Tognazzi per dire tutto ed il contrario di tutto. Sono però emersi tre elementi importanti al fine di farsi un'idea chiara dei perché: la nostra mozione era ferma dal 7 agosto 2015 (quasi 9 mesi fa), assessore e consiglieri di maggioranza hanno ammesso di aver preso in considerazione questa possibilità negli ultimi tempi, la preferenza o obbligatorietà del passaggio in commissione richiesto con forza dal capogruppo giovannetti non ha nessun riscontro in alcun regolamento.

Stona poi molto che il consigliere Ronchi esca sul giornale dicendo che non ho partecipato ad una commissione fissata 8 mesi dopo la presentazione della mia mozione in cui si sarebbe discusso del tema. In primo luogo perché le commissioni sono fissate in orari quasi impossibili per chi lavora (sarà un caso?!) ed in secondo luogo perché il viaggio nel tempo ancora non esiste e quindi è inutile appellarsi a queste sciocchezze. La nostra mozione è stata ferma per mesi e se assessori e consiglieri avessero voluto condividere con noi qualche osservazione avrebbero potuto semplicemente chiedercelo oppure meglio, visto l'impegno ed il tempo profuso sul tema, coinvolgerci nella fase di valutazione delle possibili strade da seguire. Ci teniamo a sottolineare che questo non è stato fatto, ma ci è stato richiesto di ritirare la nostra mozione che tratta di un tema che anche loro hanno preso in considerazione. Dove stia il buon senso in questa vicenda sinceramente non lo comprendiamo, ma temiamo che sia un vezzo orribile della vecchia politica di fare le cose per vantarsi di averle fatte e prendendosi i meriti delle buone idee, anche se sono di altri, bocciando le proposte sensate solo perché sono di altri. E dove sta il vero cambiamento tanto sbandierato? E' questa la buona politica?

In considerazione di questo episodio e della bocciatura, che ancora brucia a noi ed a tutti i cittadini che credono nel referendum del 2011, della nostra mozione sull'acqua pubblica abbiamo deciso di protestare pacificamente non partecipando attivamente ai successivi punti all'ordine del giorno e di votare senza esprimere ulteriori dichiarazioni.

Una nota a margine per chi ci dice che non è obbligatorio fare il consigliere: per un unico consigliere del gruppo movimento 5 stelle, che ha presentato 8 mozione propositive, diverse interrogazioni ed interpellanze, lavorato ad esposti e tanto altro, rifiutando il gettone di presenza ce ne sono tanti altri della maggioranza che non hanno presentato neanche un documento. Non è obbligatorio fare il consigliere signori, come non è obbligatorio prendere il gettone se non ve lo meritate, quindi #MollateIlMalloppo (Taccola escluso).

lunedì 28 marzo 2016

Nomina scrutatori: i perché del nostro no!

Venerdì mattina è stata convocata la commissione elettorale con l'obiettivo di identificare gli scrutatori per il referendum del 17 aprile prossimo. 
Cominciamo con il dire che l'idea di dare priorità nella scelta degli scrutatori a quei soggetti, sempre facenti parte dell'albo degli scrutatori, ma che al momento sono disoccupati o studenti è da noi condivisa ed apprezzata. Il problema probabilmente è stata la tempistica, visto che sono pervenute solo 24 domande di cui solo 21 con i corretti requisiti. Considerando sono presenti 731 persone sull'albo degli scrutatori del nostro Comune crediamo che la comunicazione di questa opportunità sia stata frettolosa e non abbia raggiunto la maggior parte dei soggetti facenti parte dell'albo.
Si è presentata quindi la necessità di definire una modalità per selezionare gli altri 63 (sulla somma totale di 84 scrutatori) soggetti necessari a coprire tutti i seggi elettorali. La nostra proposta, anche in prospettiva futura, è stata molto semplice: prima i disoccupati, poi gli studenti, poi le persone con reddito ISEE inferiore ai 7500/10mila € e poi, solo se non si recuperano tutte le persone, estrazione a sorte. I motivi di questa proposta sono tanto chiari quanto significativi nel messaggio che danno ai nostri cittadini in difficoltà.
Peccato che per questo referendum questa metodologia sia stata esclusa a causa della ristretta tempistica ed abbiamo quindi richiesto di estrarre a sorte i 63 scrutatori necessari a coprire tutti i seggi. Nonostante una iniziale discussione con i consiglieri di maggioranza presenti in commissione il Sindaco ha segnalato 55 nomi, a suo dire soggetti che hanno segnalato una situazione economico/patrimoniale di difficoltà all'amministrazione o persone comunque conosciute ed è stato chiesto a noi di fare altrettanto. Domani mattina, alle 8:30, ci dovremmo trovare per definire completamente la lista. 
Dopo un confronto interno abbiamo deciso di non partecipare alla nomina e chiederemo nuovamente di estrarre a sorte gli scrutatori mancanti. Nutriamo dubbi sul criterio di valutazione dei nomi proposti e non conoscendo tutti i rimanenti 710 potenziali scrutatori non vogliamo fare disparità basate sulla conoscenza personale, o peggio, favoritismi. Visto il tempo risicato che ci resta per questa volta saremo costretti a proporre l'estrazione a sorte, ma ci auspichiamo che d'ora in avanti si possano aiutare quelle persone a cui 100€ o poco più possono aiutare a pagare le bollette e non a pagare qualche sfizio in più.

sabato 12 marzo 2016

Relazione consiglio comunale 11 marzo 2016

Come sempre siamo qui a relazionare sullo svolgimento del consiglio comunale svoltosi ieri, ma questa volta l'amaro in bocca si è trasformato in rabbia, che cercheremo di spiegare in questo testo.

I punti all'ordine del giorno di ieri erano i seguenti:
- Interrogazioni;
- Mozione sull'acqua pubblica (presentata da noi);
- Mozione fitobonifica (presentata da noi);
- Mozione adesione convenzione di Faro (presentata dalla maggioranza);
- Ordine del giorno per la donazione di organi (presentata dal PD);

Già ascoltando le risposte degli assessori competenti alle interrogazioni presentate dalle opposizioni (calendarizzate nel consiglio comunale poiché non era pervenuta risposta scritta entro i termini previsti dal regolamento) si è assistito ad una serie di non risposte e frasi discutibili che è difficile considerare risposte. Basti pensare che alla nostra interrogazione sul Bando della Pietrasanta Sviluppo, che potete trovare qui, l'assessore Crivelli ha risposto che la società è partecipata, ma ha svolto in autonomia la stesura e la selezione del personale che la giunta aveva autorizzato con delibera precedente. PECCATO che l'amministratore delegato Viviani avesse già risposto per iscritto alla nostra interrogazione indicando l'assessore Crivelli come soggetto a cui presentare le domande relative al bando e a cui la società riferisce puntualmente. Non so voi, ma riteniamo inaccettabile un simile rimpallo di responsabilità tra controllore e controllato, senza che arrivino risposte esaustive alle domande poste su un bando che non rispetta lo statuto della società stessa.

Passando al secondo punto, ancora prima dell'inizio della discussione, il Presidente del Consiglio ha dato parola al capogruppo Giovannetti che ci ha richiesto di ritirare la mozione e quella successiva, in quanto il regolamento richiede il passaggio in commissione della modifica dello statuto e la mozione successiva era troppo tecnica per essere discussa in un Consiglio Comunale. Le motivazioni ovviamente non reggono, la prima perché il regolamento non impone, in nessuno dei suoi articoli (che ho richiesto di citare al capogruppo Giovannetti per motivare la sua richiesta, ovviamente senza ricevere risposta) l'iter PROPOSTO dalla maggioranza come obbligatorio ed ho chiamato in causa per la prima volta il segretario generale al fine di ricevere una sua valutazione sulla correttezza dell'iter. Il segretario ha confermato che non esistono, a norma di regolamento, limitazioni che impediscano di presentare una mozione in cui si richiede di modificare lo statuto. Cascano quindi le tesi della maggioranza, che si mostra ancora ostica nel successivo intervento in cui consiglia di nuovo di passare dalla commissione per avere una maggiore condivisione dei punti da aggiungere allo statuto. Notare che nella nostra mozione, che potete leggere qui, altro non si faceva che aggiungere il principio di acqua pubblica come bene su cui non si specula in completo rispetto del referendum del 2011 in cui il 94% dei votanti si è espresso contro la speculazione sull'acqua ed anche citando la risoluzione dell'ONU all'Assemblea Generale del 28 luglio 2010, GA/10967. Ho richiesto più volte di entrare a parlare del tema e capire quali fossero le differenti visioni politiche della maggioranza, visto che il capogruppo Giovannetti citava un percorso condiviso (cosa ci fosse da non condividere nella decisione presa dai cittadini italiani nel 2011 non lo comprendiamo ancora). Non siamo mai andati a discutere il testo. Ha preso poi la parola il sindaco che ha sollevato la possibile non approvazione di una mozione che andava a modificare lo statuto, chiamando in causa il segretario generale per una seconda volta. Il segretario generale ha nuovamente confermato la possibilità di approvare il testo così come presentato. A seguito del suo intervento ho riletto il testo della mozione nella sua parte finale che richiedeva a giunta, presidente e sindaco di modificare lo statuto inserendo i principi di acqua pubblica attualmente non presenti. 
Siamo passati alla votazione, con l'aggiunta di due emendamenti che non alteravano il contenuto ed i principi affermati, ma cambiavano due forme sintattiche in rispetto di una sentenza della corte che indicava il servizio idrico come di rilevanza economica, ma senza scopo di lucro. Durante la dichiarazione di voto ho espresso tutta la mia rabbia nei confronti di chi ha utilizzato futili e smentite motivazioni per votare contro alla mozione.
Abbiamo votato prima gli emendamenti, bocciati, poi la mozione bocciata. Nessuna motivazione è stata data sul tema, ma è stato ripetuto ancora una mancata condivisione del tema (i cittadini si sono già espressi) e che l'iter previsto dal regolamento per la modifica dello statuto era quello del passaggio in commissione (smentito due volte dal segretario generale). 
Vergogna, la maggioranza ha votato contro il principio espresso dai cittadini nel referendum del 2011 e contro la risoluzione dell'ONU.

VI INVITO AD ASCOLTARE L'AUDIO DEL CONSIGLIO COMUNALE PER CAPIRE L'ARROGANZA E LA TOTALE MANCANZA DI DISCUSSIONE SUL TEMA, DELL'ACQUA NON SI è PARLATO, NON SI è PARLATO DEL REFERENDUM, NON SI è PARLATO DI STATUTO...

Sono uscito dall'aula perché avevo bisogno di sbollentare un pochino, la rabbia era tanta.

E' stato richiesto in questa fase di cambiare l'ordine dei punti, mettendo prima la votazione della delibera sulla liquidazione delle fatture relative agli interventi successivi al 5 marzo scorso.
Le opposizioni sono uscite, non entreremo nel merito delle motivazioni che hanno spinto le altre forze ad uscire, per noi l'uscita era un segno di protesta nei confronti di chi ha calpestato il diritto di una minoranza di portare in discussione del consiglio comunale due mozioni su cui non era possibile sollevare, anche a conferma del segretario che per due volte ha smentito la maggioranza, impossibilità di votare o approvare. Vogliamo sottolineare inoltre la minaccia di votare contro anche alla mozione successiva, senza neanche averla discussa. Democrazia sospesa a Pietrasanta? E i cittadini di Pietrasanta o di Valdicastello, che avrebbero potuto vedere realizzati degli studi per la bonifica del torrente baccatoio e dei terreni limitrofi cosa devono pensare? Che da agosto scorso si è dovuto aspettare di arrivare in un consiglio comunale 7 mesi dopo, per poi ritornare in commissione perché la maggioranza decide così ed impone ai consiglieri di minoranza di fare come dicono loro? In barba al regolamento ed alla democrazia?

VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!!!

Ora diranno che non è stata approvata la liquidazione delle ditte per colpa delle minoranze. Ricordiamo a chi può cascare in questa bufala che la maggioranza da sola deve garantire il numero legale e che il numero legale, anche senza tutte le opposizioni, era rispettato, ma il consigliere Marcucci non poteva votare in consiglio in quanto in conflitto di interessi con la delibera stessa. 
La "vendetta" della maggioranza è stata quella di far mancare il numero legale alla nostra successiva mozione, che quindi non è stata neanche discussa. Ai successivi appelli solo le opposizioni ed il presidente del consiglio erano presenti, ma la colpa sarà data a noi e saranno preparati i patiboli per il giudizio sommario di chi non era in aula per la votazioni, ma quello che è successo è facilmente comprensibile dalla registrazione. Democrazia sospesa a Pietrasanta, molta arroganza e consiglio comunale abbandonato per ripicca di chi si è accorto solo durante le votazioni che uno dei propri consiglieri era in conflitto di interessi. Conflitto d'interessi, concetto interessante, che forse è più ampio di quanto si voglia far sembrare, ma tutto questo non conta, è più facile dare la colpa di tutto agli altri, appellarsi a punti del regolamento inesistenti e bocciare le mozioni dell'opposizione senza una discussione politica sul tema.

Un'altra occasione persa per la nostra collettività, ma noi continueremo con il nostro lavoro, portavoce dei cittadini e dei loro interessi.