Indignati è dire poco.
Un altro lembo di spiaggia che un tempo era pubblica, perché antistante una piazza a mare, oggi viene interdetto a tutti, non solo ai cittadini di Pietrasanta.
La cosa viene mascherata come un’operazione di “decoro urbano” questa triste espressione che ormai serve a motivare le più infelici azioni di polizia amministrativa.
In Ungheria si stendono centinaia di chilometri di filo spinato e certo le amministrazioni versiliesi non potevano restare indietro.
L’ectoplasma politico PD (vedi Buratti a FdM) - FI - FDI - LN (e chi più ne ha più ne metta) ha sfoderato una nuova arma contro ciò che infastidisce i villeggianti, ciò che non è carino e ben tenuto, in poche parole contro il povero, il miserabile.
Una lotta di classe all'incontrario, quella che ci offre anche l’amministrazione della piccola Atene, dove chi non è all'altezza della situazione deve essere nascosto o, meglio, allontanato. Ma non dimentichiamoci chi aveva acquistato, a suo tempo, quella rete.
Una squallida espressione del pensiero bipartisan porta a questi eccessi. Invece di restituire alla collettività le spiagge libere che Le sono da sempre appartenute (quelle antistanti le piazze a mare di Tonfano e di Fiumetto), l’amministrazione Mallegni si preoccupa di consolidarne lo sfruttamento commerciale, dopo che le precedenti amministrazioni hanno abdicato alle proprie responsabilità di pulizia e sorveglianza della balneazione impedendo l’uso pubblico di un bene che appartiene ai Pietrasantesi.
Se il problema è rappresentato dalle deiezioni umane non si potevano prevedere, come in tutto il resto del mondo civilizzato, dei servizi igienici pubblici per i tanti turisti di passaggio e per chi cerca di guadagnare quel poco da vivere a migliaia di km da casa?
Questa non è l”'offerta turistica” che vogliamo per la Versilia perché il nostro territorio per storia e tradizione si merita molto meglio e ci batteremo anche in Regione per cambiare.
Solo un mese fa la regione Lazio ha approvato una nuova legge sul demanio marittimo in cui prevede minimo il 50% di spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata in ogni comune, fine del rinnovo automatico delle concessioni e obbligo di trasparenza sulle licenze e sui costi, infine aggiungiamo noi , in Toscana chiederemo lo stop al subaffitto della concessione e l'incentivazione della gestione diretta delle concessioni da parte dei Comuni.
martedì 18 agosto 2015
giovedì 6 agosto 2015
Sabato 8/08 Conferenza Stampa del M5S
Il Movimento 5 Stelle è entrato nel Comune di Pietrasanta più di un mese fa ed ha già evidenziato criticità e presentato proposte.
Invitiamo stampa, cittadinanza e comitati del tallio alla conferenza stampa che si terrà in Sala Consiliare del Comune di Pietrasanta questo sabato, 8 agosto, dalle ore 10:30 per presentare a tutti le nostre denunce e le nostre mozioni.
Sarà data una spiegazione della vicenda TARI, che già ha occupato le prime pagine dei giornali, ma ha costretto la Giunta a tornare per la terza volta nell'anno 2015 a deliberare in merito ed ha deciso di introdurre il punto con urgenza nel prossimo Consiglio Comunale.
Particolare attenzione verrà data alla presentazione della denuncia/esposto che il Movimento 5 Stelle depositerà in giornata e che ripercorre le mancanze di diversi enti sulla vicenda.
Invitiamo caldamente alla partecipazione i Comitati del tallio di Valdicastello e Pietrasanta e tutti i cittadini che sono interessati a fare chiarezza in merito ed ottenere giustizia e risposte alle tante domande che le amministrazioni locali e regionali, così come gli enti preposti, non hanno ancora fornito.
L'onestà tornerà di moda.
A riveder le stelle.
Movimento 5 Stelle Pietrasanta
mercoledì 5 agosto 2015
Aggiornamento del lavoro del gruppo consiliare
Il Movimento 5 Stelle è un'idea "nuova", un'idea diversa della politica. A Pietrasanta siamo opposizione, di minoranza, con un solo consigliere, ma anche da opposizione si possono e si devono presentare proposte per il bene comune. I giorni scorsi sono emerse le irregolarità della tariffazione TARI che abbiamo scoperto per quanto riguarda il piano finanziario 2013, 2014 e 2015 (approvato ad oggi, anche nell'ultima versione uscita dalla giunta) (potete leggere il post qui). Sì perché si dovrà tornare in giunta per la TERZA volta e riapprovare una nuova tariffazione perché la categoria dei balneari ha evidentemente bisogno di attenzioni.
Questa è la fase di controllo, quella dello studio delle proposte e l'informazione al cittadino su quello che avviene lì dentro, perché per noi tutto quello che accade all'interno dell'immobile comunale dovrebbe essere trasparente e comprensibile per il cittadino. In questo caso "li abbiamo pizzicati", ma oltre a questo deve esserci altro, deve esserci la proposta. Per questo il gruppo sta lavorando a diverse proposte, alcune delle quali sono già state presentate e le potete trovare in questa pagina.
Oggi sono state presentate altre 3 mozioni, che hanno un particolare significato politico, ma soprattutto di coerenza ed equità sociale:
- MOZIONE MODIFICA STATUTO COMUNALE PER L'ACQUABENE COMUNE: l'intento di questa mozione è quello di inserire, all'interno dello statuto comunale, il principio fondamentale del diritto umano all'acqua e riconoscere il servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in rispetto del referendum del 2011 sull'acqua pubblica (in poche parole sull'acqua NON SI SPECULA);
- MOZIONE CONTRO I DISTACCHI: In un momento di profonda crisi economica molte famiglie hanno difficoltà a pagare le bollette. Il contratto integrato Gaia prevede il distacco in caso di morosità prolungata, ma questo va contro il diritto umano, stabilito dall'ONU, di accesso all'acqua ed anche dalla Carta Europea dell'Acqua. Chiediamo quindi di verificare se ci siano stati distacchi per le utenze del nostro territorio e che sia rimossa dal contratto Gaia la predisposizione alla "disattivazione" del servizio. Se il problema è <<chi paga?>>, invitiamo il Comune ad approvare la nostra mozione sul Baratto Amministrativo che prevede di convertire la morosità o la insolvenza delle tasse locali in "lavori socialmente utili".
- MOZIONE PER L'ISCRIZIONE DELLE SCUOLE PARITARIE DEL COMUNE AL PAGAMENTO DELLA TASSA ICI-IMU: In osservanza con quanto stabilito dalla recente "sentenza Livorno", si richiede di effettuare una immediata ricognizione delle scuole paritarie sul suolo comunale e stabilire se sono assoggettabili all'imposta ICI-IMU, così come verificatosi per le scuole di Livorno, in rispetto dell'articolo 33 della Costituzione italiana secondo cui "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".
L'onestà tornerà di moda.
A riveder le stelle.
Questa è la fase di controllo, quella dello studio delle proposte e l'informazione al cittadino su quello che avviene lì dentro, perché per noi tutto quello che accade all'interno dell'immobile comunale dovrebbe essere trasparente e comprensibile per il cittadino. In questo caso "li abbiamo pizzicati", ma oltre a questo deve esserci altro, deve esserci la proposta. Per questo il gruppo sta lavorando a diverse proposte, alcune delle quali sono già state presentate e le potete trovare in questa pagina.
Oggi sono state presentate altre 3 mozioni, che hanno un particolare significato politico, ma soprattutto di coerenza ed equità sociale:
- MOZIONE MODIFICA STATUTO COMUNALE PER L'ACQUABENE COMUNE: l'intento di questa mozione è quello di inserire, all'interno dello statuto comunale, il principio fondamentale del diritto umano all'acqua e riconoscere il servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in rispetto del referendum del 2011 sull'acqua pubblica (in poche parole sull'acqua NON SI SPECULA);
- MOZIONE CONTRO I DISTACCHI: In un momento di profonda crisi economica molte famiglie hanno difficoltà a pagare le bollette. Il contratto integrato Gaia prevede il distacco in caso di morosità prolungata, ma questo va contro il diritto umano, stabilito dall'ONU, di accesso all'acqua ed anche dalla Carta Europea dell'Acqua. Chiediamo quindi di verificare se ci siano stati distacchi per le utenze del nostro territorio e che sia rimossa dal contratto Gaia la predisposizione alla "disattivazione" del servizio. Se il problema è <<chi paga?>>, invitiamo il Comune ad approvare la nostra mozione sul Baratto Amministrativo che prevede di convertire la morosità o la insolvenza delle tasse locali in "lavori socialmente utili".
- MOZIONE PER L'ISCRIZIONE DELLE SCUOLE PARITARIE DEL COMUNE AL PAGAMENTO DELLA TASSA ICI-IMU: In osservanza con quanto stabilito dalla recente "sentenza Livorno", si richiede di effettuare una immediata ricognizione delle scuole paritarie sul suolo comunale e stabilire se sono assoggettabili all'imposta ICI-IMU, così come verificatosi per le scuole di Livorno, in rispetto dell'articolo 33 della Costituzione italiana secondo cui "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".
L'onestà tornerà di moda.
A riveder le stelle.
martedì 4 agosto 2015
Ed ora pure l'irregolarità, QUESTA STORIA è UNA VERGOGNA!
Dopo il punto segnalato nel Consiglio Comunale dello scorso 29 luglio, che potete leggere con spiegazione correlata a questo indirizzo, è emersa una polemica che riteniamo ingiustificata sulle nostre posizioni in merito.
Come già specificato in questo altro post, l'unico interesse che ci spinge è quello del ritorno all'onestà, equità e trasparenza. Secondo noi sulla vicenda TARI/TARES c'è stata pochissima informazione ed ancor meno chiarezza.
Questa mattina (alla conferenza dei capigruppo) stavamo parlando della modifica, approvata in Giunta, al regolamento TARI 2015 ed il responsabile presentava questo documento in cui si specificava l'aumento della tariffa per i balneari fino a 1,76€/mq. Tralasciando il fatto che era stato dichiarato un aumento di 8.13% mentre l'aumento riferito al valore iniziale di 1,61€/mq sarebbe di 9,31% (ma non c'erano i saldi invariati per l'aumento dell'8.13%, MAH!!!!) i dati da prendere in considerazione rimanevano i coefficienti, che non sono stati mostrati in conferenza di capigruppo.
Il punto è però cruciale, perché se ci si addentra un pochino nell'argomento si scopre che, come già segnalato, esistono dei coefficienti ministeriali indicati per ogni categoria di utenze non domestiche (TARES 2013, TARI 2014, TARI 2015*). Questi coefficienti definiscono un minimo ed un massimo all'interno del quale il Comune si può muovere in autonomia per la definizione della singola tariffa, e di conseguenza anche il rapporto tra le tariffe.
Le maglie si aprono ulteriormente per la concessione delle famose deroghe (che nel nostro paese sono la norma) che prevedono la possibilità per il Comune di scostarsi ulteriormente da questi indicatori minimi e massimi, con dei paletti però. Il primo riguarda la documentazione che deve essere redatta per motivare tale deroga e sulla quale, di fronte alla mia precisa domanda al responsabile dell'ufficio Tributi questa mattina in capigruppo mi è stato risposto che non è necessario un documento specifico per categoria, ma "generale" per il servizio TARI.
Le maglie si aprono ulteriormente per la concessione delle famose deroghe (che nel nostro paese sono la norma) che prevedono la possibilità per il Comune di scostarsi ulteriormente da questi indicatori minimi e massimi, con dei paletti però. Il primo riguarda la documentazione che deve essere redatta per motivare tale deroga e sulla quale, di fronte alla mia precisa domanda al responsabile dell'ufficio Tributi questa mattina in capigruppo mi è stato risposto che non è necessario un documento specifico per categoria, ma "generale" per il servizio TARI.
Già questo punto ci lascia abbastanza perplessi in quanto una tale interpretazione lascia la porta aperta a favoritismi di sorta per qualsiasi categoria, in quanto se quello che deve tornare è solo il conto finale, basta spalmare il mancato introito di una voce sulle altre per bilanciare l'ammanco, ma questo non rispetta il principio comunitario del "chi inquina paga"(riferimento), ma andiamo avanti...
A questo punto però si tocca il punto dolente, perché il responsabile mi ricorda che l'importante è comunque stare entro il 50% meno o più dei limiti minimi o massimi fissati, ed io faccio notare al responsabile, ed agli altri presenti alla conferenza dei capigruppo, che in realtà nella tabella allegato 4 del regolamento TARES 2013, TARI 2014 e TARI 2015* il coefficiente applicato per la tariffa è 0,20 su un minimo di 0,45, inferiore quindi al 50% del minimo (riferimento). A questo punto cala il silenzio. Io sostengo quindi che "per volontà politica di privilegiare una categoria si è andati contro una legge dello stato italiano" (DPR n. 158/99). Di fronte all'imbarazzo generale ed i silenzi assordanti ho richiesto ulteriori spiegazioni che non mi sono state fornite. Il responsabile ha dichiarato di dover verificare ulteriormente la normativa ed ha lasciato la sala. Dopo qualche minuto di imbarazzo si è ripreso l'ordine dei lavori.
Al termine della capigruppo sono tornato dal responsabile per chiedere la tabella allegata al piano finanziario per la TARI 2015, con le revisioni della giunta, ma non mi è stata fornita perché "si doveva ancora preparare". Dopo uno scambio di opinioni sull'applicazione delle riduzioni ed altri aspetti della normativa in merito volevo una risposta diretta ad una domanda che deve porsi un cittadino libero ed onesto che entra nelle istituzioni e si trova davanti ad una situazione come questa: "E' volontà politica quella di scegliere un coefficiente inferiore al minimo di legge per avvantaggiare una categoria, oltretutto senza una documentazione tecnica allegata?". La risposta non è arrivata.
Al termine della capigruppo sono tornato dal responsabile per chiedere la tabella allegata al piano finanziario per la TARI 2015, con le revisioni della giunta, ma non mi è stata fornita perché "si doveva ancora preparare". Dopo uno scambio di opinioni sull'applicazione delle riduzioni ed altri aspetti della normativa in merito volevo una risposta diretta ad una domanda che deve porsi un cittadino libero ed onesto che entra nelle istituzioni e si trova davanti ad una situazione come questa: "E' volontà politica quella di scegliere un coefficiente inferiore al minimo di legge per avvantaggiare una categoria, oltretutto senza una documentazione tecnica allegata?". La risposta non è arrivata.
Mi spingo un attimo oltre, ma solo matematicamente, perché il documento richiesto e che avrei dovuto ricevere in giornata non è arrivato. Il testo portato alla capigruppo di stamani reca la tariffa di 0,56€/mq per la parte fissa. Ad un calcolo matematico approssimativo il rapporto tra tale valore e lo 0,51€/mq dello scorso anno rappresenterebbe un aumento non sufficiente per raggiungere il 50% del minimo ministeriale di 0,225 (0,219), cioè il documento approvato in Giunta avrebbe la irregolarità dei precedenti documenti, tutto questo sarebbe semplicemente vergognoso!
Il Movimento 5 Stelle Pietrasanta agirà, in ogni modo, per ripristinare uno stato di eguaglianza fiscale e sociale della nostra collettività, chiedendo spiegazioni a chi di dovere per queste scelte irragionevoli che dovrebbero essere spiegate ai cittadini che devono fare sacrifici per pagare gli aumenti tariffari.
L'onestà tornerà di moda!!!
*Quello approvato nel Consiglio Comunale dello scorso 29 luglio, ma che è tornato in giunta e dovrà tornare al prossimo Consiglio Comunale, o forse chissà di nuovo in Giunta!!
***Aggiornamento Post Consiglio Comunale del 10 agosto. Così come da noi premesso e previsto, l'amministrazione è stata costretta a tornare per la terza volta in giunta per rivalutare la tariffa per la voce degli stabilimenti balneari, essendo la componente parte fissa Kc inferiore al minimo di legge consentito.
La motivazione, messa nero su bianco è stata "errore di arrotondamento ovvero di digitazione", dopo il precedente errore, sempre nero su bianco "di arrotondamento ovvero di digitazione", come si può vedere dal documento votato che potete trovare qui. ***
***Aggiornamento Post Consiglio Comunale del 10 agosto. Così come da noi premesso e previsto, l'amministrazione è stata costretta a tornare per la terza volta in giunta per rivalutare la tariffa per la voce degli stabilimenti balneari, essendo la componente parte fissa Kc inferiore al minimo di legge consentito.
La motivazione, messa nero su bianco è stata "errore di arrotondamento ovvero di digitazione", dopo il precedente errore, sempre nero su bianco "di arrotondamento ovvero di digitazione", come si può vedere dal documento votato che potete trovare qui. ***
sabato 1 agosto 2015
A seguito delle polemiche, diciamo quello che va detto....
A seguito delle polemiche nate dalle nostre osservazioni in
Consiglio Comunale in merito al Piano Finanziario TARI 2015, si
devono fare alcune doverose precisazioni:
- Il Piano approvato in CC prevede, per la riga Stabilimenti Balneari, la tariffa di 1,61 €/mq, identica a quella del Piano approvato nel 2014. A seguito della nostra osservazione, e solo dopo aver appreso da fonti di stampa che c’era stato un errore tecnico di trascrizione della voce degli Stabilimenti Balneari, ci si è accorti di questa anomalia che ha costretto la giunta a deliberare una modifica al piano che dovrà ripassare dal CC. Particolare il fatto che l’unica voce che pare essere stata mal trascritta sia quella dei balneari, ma visto che i saldi sembrano invariati sarà stato sicuramente un lapsus;
- La nuova tariffa, che prevede un aumento che risulta (sempre da fonti di stampa) di 8,13% rappresenterebbe l’aumento maggiore ad una categoria che ha goduto, e gode tutt’ora, di agevolazioni diversificate rispetto alle altre attività stagionali. La dimostrazione di questo sta nel fatto che all’art. 21, comma 1, lettera b, la riduzione del 30% per attività svolta durante l’anno per meno di 183 giorni è applicata ai soli stabilimenti balneari, e non alle altre categorie;
- Se si osserva l’allegato con le tabelle dei coefficienti ministeriali, tra le 31 voci l’UNICA categoria con un valore scelto inferiore al minimo sia per la parte fissa, sia per la parte variabile, che definisce di fatto (nonostante l’aumento) è proprio quella dei balneari. Questa affermazione è valida per il 2013, 2014 e 2015.
Il combinato disposto di questi numeri, presenti e deliberati in documenti ufficiali del Comune di Pietrasanta, e delle vantaggiose tariffe per le concessioni balneari che gli stabilimenti pagano ogni anno evidenziano che sono la, o senza dubbio tra le, categorie più agevolate del nostro territorio.
Se nessuno prima di noi lo aveva messo nero su bianco ci dispiace, ma questo è il segreto di pulcinella che tutti conoscono, ma che pochi sottolineano per motivi principalmente elettorali.
Sostenere poi che si meritano uno sconto per l’operazione defibrillatori e la pulizia del lavarone (su cui esprimiamo da sempre tutti i nostri dubbi) è abbastanza irragionevole visto che nel primo caso è un principio di precauzione ed una giusta ricompensa ad una collettività che “concede” un bene comune come la spiaggia, che è di tutti, ad una categoria che offre un servizio a pagamento (non certamente economico) alla collettività stessa e nel secondo caso una naturale conseguenza del fatto che se su quel bene si vantano diritti poi si deve anche pulire (perché se ad un cittadino viene garantita una concessione su una proprietà verde pubblica poi non è che le spese di pulizia le deve sostenere il comune).
Allo stato dei fatti possiamo dunque concludere che "va tutto bene ciò che finisce bene" in quanto questa piccola "svista" avrebbe comportato un mancato incasso a danno del bilancio comunale pari all'8,13% del mancato aumento della tariffa sul totale degli incassi TARI provenienti dagli stabilimenti balneari. Preme comunque sottolineare che, malgrado il "ritocchino", a Pietrasanta una biblioteca sconta una tariffa più elevata rispetto ad uno stabilimento balneare cosa che non succede, ad esempio, nel comune di Camaiore dove la tariffa per una biblioteca è pari ad €1,9876 mentre quella applicata agli stabilimenti balneari è pari ad €2,2008.
Nel merito della proposta sulla raccolta differenziata puntuale pesata i balneari sfondano una porta aperta e troveranno, in noi, un alleato. In consiglio abbiamo già evidenziato la necessità di passare a tale metodologia per stabilire le tariffe ed applicare il principio del 'chi inquina paga' della normativa comunitaria, il cui fine è quello di assicurare la copertura globale dei costi di gestione e smaltimento dei rifiuti, obiettivo questo esplicitato dal DPR n. 158/1999 da cui sono estratti i valori delle tariffe ministeriali di cui sopra.
Ci fa specie che l'associazione balneari minimizzi e riduca il tutto ad un nostro eventuale "dissidio con qualche bagnino" come riportato dal presidente Verona, categoria che invece abbiamo sempre difeso come veri operai del turismo balneare e non certamente come alcuni , non pochi, soggetti che si ritengono proprietari della concessione, praticano prezzi esosi, subaffittano la concessione e recintano lo stabilimento con cancelli ed inferriate dando un immagine negativa dell'ospitalità versiliese.
Il movimento combatte per ristabilire equità sociale e fiscale su tutto il territorio ed è da sempre contro i privilegi, di qualsiasi tipo e per qualsiasi soggetto. L’analisi di cui sopra non è derivante da opinioni, ma da documenti ufficiali, con buona pace di chi usa la polemica per deviare l’attenzione dai punti accertati.
A riveder le stelle!
- Il Piano approvato in CC prevede, per la riga Stabilimenti Balneari, la tariffa di 1,61 €/mq, identica a quella del Piano approvato nel 2014. A seguito della nostra osservazione, e solo dopo aver appreso da fonti di stampa che c’era stato un errore tecnico di trascrizione della voce degli Stabilimenti Balneari, ci si è accorti di questa anomalia che ha costretto la giunta a deliberare una modifica al piano che dovrà ripassare dal CC. Particolare il fatto che l’unica voce che pare essere stata mal trascritta sia quella dei balneari, ma visto che i saldi sembrano invariati sarà stato sicuramente un lapsus;
- La nuova tariffa, che prevede un aumento che risulta (sempre da fonti di stampa) di 8,13% rappresenterebbe l’aumento maggiore ad una categoria che ha goduto, e gode tutt’ora, di agevolazioni diversificate rispetto alle altre attività stagionali. La dimostrazione di questo sta nel fatto che all’art. 21, comma 1, lettera b, la riduzione del 30% per attività svolta durante l’anno per meno di 183 giorni è applicata ai soli stabilimenti balneari, e non alle altre categorie;
- Se si osserva l’allegato con le tabelle dei coefficienti ministeriali, tra le 31 voci l’UNICA categoria con un valore scelto inferiore al minimo sia per la parte fissa, sia per la parte variabile, che definisce di fatto (nonostante l’aumento) è proprio quella dei balneari. Questa affermazione è valida per il 2013, 2014 e 2015.
Il combinato disposto di questi numeri, presenti e deliberati in documenti ufficiali del Comune di Pietrasanta, e delle vantaggiose tariffe per le concessioni balneari che gli stabilimenti pagano ogni anno evidenziano che sono la, o senza dubbio tra le, categorie più agevolate del nostro territorio.
Se nessuno prima di noi lo aveva messo nero su bianco ci dispiace, ma questo è il segreto di pulcinella che tutti conoscono, ma che pochi sottolineano per motivi principalmente elettorali.
Sostenere poi che si meritano uno sconto per l’operazione defibrillatori e la pulizia del lavarone (su cui esprimiamo da sempre tutti i nostri dubbi) è abbastanza irragionevole visto che nel primo caso è un principio di precauzione ed una giusta ricompensa ad una collettività che “concede” un bene comune come la spiaggia, che è di tutti, ad una categoria che offre un servizio a pagamento (non certamente economico) alla collettività stessa e nel secondo caso una naturale conseguenza del fatto che se su quel bene si vantano diritti poi si deve anche pulire (perché se ad un cittadino viene garantita una concessione su una proprietà verde pubblica poi non è che le spese di pulizia le deve sostenere il comune).
Allo stato dei fatti possiamo dunque concludere che "va tutto bene ciò che finisce bene" in quanto questa piccola "svista" avrebbe comportato un mancato incasso a danno del bilancio comunale pari all'8,13% del mancato aumento della tariffa sul totale degli incassi TARI provenienti dagli stabilimenti balneari. Preme comunque sottolineare che, malgrado il "ritocchino", a Pietrasanta una biblioteca sconta una tariffa più elevata rispetto ad uno stabilimento balneare cosa che non succede, ad esempio, nel comune di Camaiore dove la tariffa per una biblioteca è pari ad €1,9876 mentre quella applicata agli stabilimenti balneari è pari ad €2,2008.
Nel merito della proposta sulla raccolta differenziata puntuale pesata i balneari sfondano una porta aperta e troveranno, in noi, un alleato. In consiglio abbiamo già evidenziato la necessità di passare a tale metodologia per stabilire le tariffe ed applicare il principio del 'chi inquina paga' della normativa comunitaria, il cui fine è quello di assicurare la copertura globale dei costi di gestione e smaltimento dei rifiuti, obiettivo questo esplicitato dal DPR n. 158/1999 da cui sono estratti i valori delle tariffe ministeriali di cui sopra.
Ci fa specie che l'associazione balneari minimizzi e riduca il tutto ad un nostro eventuale "dissidio con qualche bagnino" come riportato dal presidente Verona, categoria che invece abbiamo sempre difeso come veri operai del turismo balneare e non certamente come alcuni , non pochi, soggetti che si ritengono proprietari della concessione, praticano prezzi esosi, subaffittano la concessione e recintano lo stabilimento con cancelli ed inferriate dando un immagine negativa dell'ospitalità versiliese.
Il movimento combatte per ristabilire equità sociale e fiscale su tutto il territorio ed è da sempre contro i privilegi, di qualsiasi tipo e per qualsiasi soggetto. L’analisi di cui sopra non è derivante da opinioni, ma da documenti ufficiali, con buona pace di chi usa la polemica per deviare l’attenzione dai punti accertati.
A riveder le stelle!
giovedì 30 luglio 2015
Sul CC del 29 luglio e considerazioni
Questa
mattina si è svolto il secondo consiglio comunale della terza
amministrazione Mallegni.
Vogliamo,
in maniera più che mai trasparente, informare i cittadini sui nostri
voti in Consiglio Comunale e le motivazioni che ci hanno spinto a
prendere queste decisioni (ricordiamo che la registrazione audio
integrale del CC è disponibile sul sito ufficiale del comune).
Potete
prendere visione dell'ODG cliccando
qui
-
Comunicazioni
del Presidente
Sono
state principalmente usate dal Sindaco Mallegni per spiegare come le
scelte imposte da alcuni dei documenti all'ODG siano frutto di scelte
della precedente amministrazione e non della sua. Verranno quindi
approvati e poi si inizierà il lavoro di modifica con le
impostazioni politiche della nuova amministrazione.
-
Piano
per le alienazioni e valorizzazione del patrimonio comunale
Il
Movimento è, in linea di principio, contro l'alienazione di beni
comuni per ripianare un debito fatto per mala-amministrazione e
gestione del patrimonio pubblico. Nel caso specifico degli elementi
al vaglio del presente CC, dal valore complessivo di 2 milioni, il
Movimento fa presente che la maggior parte di questi lotti o
appartamenti sono già stati oggetto di precedente tentativo di
vendita, ma nessuno li ha acquistati. Iscrivere quindi a bilancio
somme, che per l'intero bilancio di previsione arrivano a 7 milioni
di euro, rappresenta "una scommessa" su somme fittizie che
difficilmente (anche alla luce del delicato momento economico) il
comune avrà veramente a disposizione.
Il
Movimento vota quindi Contro.
-
Regolamento
per l'applicazione della tariffa sui rifiuti (TARI)
Il
Movimento vota contro, utilizzando la dichiarazione di voto del
successivo punto per dare una motivazione "aggregata".
-
Piano
Finanziario e determinazione delle tariffe della tariffa della tassa
sui rifiuti (TARI)
Il
Movimento, dopo aver studiato attentamente i documenti, ha notato che
all'articolo 21, comma 1, nota b si definisce una riduzione di
tariffa per "stabilimenti balneari in cui l'attività è svolta
per un periodo non superiore a sei mesi continuativi nel corso dello
stesso anno solare, riduzione del 30%".
Nonostante
la riduzione sia lecita, anche in considerazione delle sentenze in
merito, riteniamo che stabilire una riduzione per una sola categoria
che svolge attività annuale inferiore ai 183 giorni nell'anno solare
definisca un profilo di iniquità fiscale nei confronti di tutte le
altre categorie, appartenenti a questo insieme, che sono presenti sul
nostro territorio. Questa riduzione ci risulta presente dal 2013, in
ambito TARES.
Oltre
a questo bisogna considerare che, nel relativo piano finanziario per
la determinazione delle tariffe si stabilisce un aumento medio (così
definito sia in conferenza capigruppo che in CC, ma vedere il confronto tariffe sotto per maggiori delucidazioni) di circa 8% spalmato
sui 31 codici ministeriali delle utenze non domestiche, più le
utenze domestiche.
In
realtà, confrontando le tariffe totali (cioè quota fissa +
quota variabile) delle suddette 31 voci emerge che i balneari,
categoria evidentemente privilegiata, non hanno subito alcun aumento
di tariffa TARI tra il 2014 ed il 2015 (1,61 con QF 0,51 e QV 1,10
nel 2014 ed 1,61 con QF 0,50 e QV 1,11 nel 2015).
Come
è possibile vedere dalle tabelle delle tariffe dal 2013 al 2014 c'è
stata una sensibile diminuzione di alcune tariffe, che poi sono
ri-aumentate nel 2015 per tutte le voci (comprese le utenze
domestiche), ma non per i balneari.
Considerando
inoltre le tabelle ministeriali che indicano un minimale ed un
massimale di applicazione per il calcolo delle tariffe per le 31 voci
delle utenze non domestiche emerge che i balneari sono l'unica
categoria a cui è applicato un valore inferiore al minimo (0,20
scelto su min 0,45 e max 0,57 per parte fissa e 2,75 su min 4,11 e
max 6,18 per parte variabile), uguali a quelli del 2014, definendo di
fatto la tariffa totale di 1,61 per entrambi gli anni.
Facendo
un rapido conto sui confronti tariffe sono emersi i dati disponibili
in questo documento
Per
una abitazione di 50mq, con 2 persone, si spenderà circa 7,89% in
più, una di 150mq con 4 persone il 6,72% in più, un bagno di 2mila
mq attivo meno di 6 mesi l'anno lo 0% in più.
Durante
la dichiarazione di voto si è fatto presente questa vergognosa ed
ingiustificata agevolazione di una categoria rispetto alle altre. La
prima risposta è stata che anche i balneari hanno subito gli aumenti
della tariffa, ma dai documenti si evince il contrario. Attendendo di
essere smentiti con documenti e dati, non con frasi a difesa di una
categoria che evidentemente ha qualche santo in paradiso abbiamo
votato contro e richiesto che sia modificato al più presto il
regolamento ed il piano ampliando la riduzione tariffaria a tutte le
attività che dichiarano una operatività annua inferiore ai 183
giorni e l'adeguamento delle tariffe per eliminare le iniquità
fiscali evidenziate sopra.
-
Rinvio
al 2016 dell'adozione dei principi applicati della contabilità
economico - patrimoniale e del bilancio consolidato.
Per
quanto riguarda questo punto, ed il punto 8, per problematiche
tecniche non abbiamo ricevuto la documentazione e quindi non abbiamo
potuto studiare la questione a fondo. Il nostro voto è stato
contrario in quanto, conoscendo la materia a grandi linee, crediamo
ci possano essere linee guida migliori per la gestione del patrimonio
e delle finanze dell'amministrazione.
Per
chi fosse interessato è possibile prendere visione di una
spiegazione tecnica qui.
-
Bilancio
previsione 2015 - relazione previsionale programmatica - bilancio
pluriennale 2015-2017 - allegati - esame - approvazione.
Per
quanto riguarda questo punto, come già emerso durante la discussione
giornaliera, abbiamo deciso di votare contro per 3 punti importanti,
che sono anche presenti sul documento della corte dei conti e dei
revisori, riguardanti proprio il bilancio preventivo 2015. Si fa
riferimento al valore dei beni che il comune vuole alienare, credendo
irrealistiche le previsioni di vendita di 7milioni di beni, così
come l'iscrizione a bilancio di una somma, per oneri di
urbanizzazione, di circa 3 milioni di euro quando nel 2014, a fronte
di una previsione di 2,4 milioni, sono stati incassati 689mila euro.
La somma prevista per gli oneri di urbanizzazione aumentano nel 2016
a 3,175milioni di euro. La considerazione politica è ovviamente che,
a meno che si voglia cementificare anche la Versiliana e che la crisi
del mercato immobiliare non scompaia domani mattina, queste voci
rappresentano una cattiva interpretazione del momento storico che
vive il nostro paese e ritenute "pericolose" dalla stessa
corte. Dal medesimo documento si legge della preoccupazione si
apprende di un "abuso dell'anticipazione di cassa" che come
si può vedere dai dati SIOPE al
30/06 (se aggiornati e consistenti) si aggira intorno ai 63 milioni a
fronte di una restituzione di 49 milioni. Questo denota una
difficoltà nella gestione di cassa e si sottolinea la perplessità
di questo operato per i riflessi negativi sul bilancio per i costi
connessi ad esposizione bancaria. Esiste inoltre una delibera, n° 88
del 2015, che ha determinato l'importo massimo limite di
anticipazione di cassa in 16 milioni, inferiore alla differenza di 24
milioni dei dati SIOPE sopra citati.
In
considerazione di queste osservazioni, il Movimento vota contro.
-
Nomina
rappresentanti del consiglio comunale dell'Unione dei Comuni della
Versilia.
Era
prevista la nomina di due consiglieri di opposizione e due di
maggioranza, oltre ovviamente alla presenza del sindaco.
L'opposizione ha nominato Forassiepi e Lazzerini.
-
Conferma
convenzione tra il Comune di Pietrasanta ed il Comune di Seravezza
per la gestione del nido per l'infanzia di Strettoia.
Come
sopra spiegato non abbiamo avuto la possibilità di prendere visione
del testo e quindi si è preferito astenersi.
mercoledì 29 luglio 2015
Sul rimborso delle bollette proposto da Gaia
Apprendiamo da fonti di stampa che Gaia Spa si rende disponibile a rimborsare le bollette agli utenti di Valdicastello dalla data della prima certificazione della presenza di tallio nelle acque potabili.
Questa, che viene considerata da alcuni come una vittoria, non rappresenta che un tassello del cammino per la risoluzione completa del problema tallio e la verifica delle conseguenze sullo stato di salute dei cittadini esposti a tale intossicante.
Bisogna anche chiarire di cosa stiamo parlando, anche in considerazione della voce che Gaia dichiara come rimborsabile, ovvero la tariffa di acquedotto (che in realtà incide solo in parte alla definizione della somma che trovate in bolletta). Rimarranno quindi probabilmente delusi coloro che si attendono “cifre da capogiro” per poi vedersi rimborsare l'equivalente di qualche mensilità di spesa ordinaria. Esprimiamo inoltre dubbi su come Gaia Spa riuscirà a reperire tali risorse economiche, oltre alle altre spese che sono state sostenute negli ultimi mesi, magari aumentando le bollette per le utenze collegate al gestore? E allora chi paga effettivamente i rimborsi, Gaia o i cittadini Massesi, Viareggini e tutti gli altri, magari anche noi non appena si calmeranno gli animi?
Queste sono domande che il cittadino si dovrebbe porre quando legge titoli e frasi slogan, perché la realtà è spesso molto meno chiara e semplice di quanto si voglia far credere.
L'unica vittoria possibile per la cittadinanza è quella di poter tornare a bere l'acqua dell'acquedotto, sicura che non contiene e non conterrà, sostanze pericolose per la salute, così come coltivare un orticello senza temere che l'acqua utilizzata per irrigare sia piena di arsenico, cadmio, mercurio.
Un altro punto essenziale è quello che riguarda la comprensione dello stato di salute di tutte le persone esposte. I primi dati emersi dalle indagini di ASL e CNR non mettono al riparo dal dubbio che, nel lungo periodo, alcune delle persone esposte possano presentare conseguenze sulla propria salute. E' dunque fondamentale che sia definita una tabella di marcia per la verifica, nel lungo periodo, delle condizioni di salute degli abitanti di Pietrasanta che negli anni hanno già subito le conseguenze di scelte scellerate come la costruzione di due inceneritori che si sono dimostrati, negli anni, un pericolo per l'ambiente e la salute pubblica.
Chiediamo ai cittadini di non accontentarsi, di non smettere di lottare per i propri diritti. La strada per il raggiungimento dei punti che noi consideriamo come “minimi accettabili” è ancora lunga, ma crediamo che la volontà della maggioranza degli interessati da questa vicenda non siano soddisfatti di vedersi semplicemente recapitare un contentino economico, ma vogliano andare a fondo sulla comprensione dei punti opachi che ancora avvolgono la vicenda.
Il Movimento 5 Stelle sta agendo ad ogni livello istituzionale per ottenere alcune di queste risposte e si muoverà in ogni sede per ottenere giustizia e la sicurezza che ogni cittadino deve poter percepire all'interno della propria abitazione.
A riveder le stelle!
Questa, che viene considerata da alcuni come una vittoria, non rappresenta che un tassello del cammino per la risoluzione completa del problema tallio e la verifica delle conseguenze sullo stato di salute dei cittadini esposti a tale intossicante.
Bisogna anche chiarire di cosa stiamo parlando, anche in considerazione della voce che Gaia dichiara come rimborsabile, ovvero la tariffa di acquedotto (che in realtà incide solo in parte alla definizione della somma che trovate in bolletta). Rimarranno quindi probabilmente delusi coloro che si attendono “cifre da capogiro” per poi vedersi rimborsare l'equivalente di qualche mensilità di spesa ordinaria. Esprimiamo inoltre dubbi su come Gaia Spa riuscirà a reperire tali risorse economiche, oltre alle altre spese che sono state sostenute negli ultimi mesi, magari aumentando le bollette per le utenze collegate al gestore? E allora chi paga effettivamente i rimborsi, Gaia o i cittadini Massesi, Viareggini e tutti gli altri, magari anche noi non appena si calmeranno gli animi?
Queste sono domande che il cittadino si dovrebbe porre quando legge titoli e frasi slogan, perché la realtà è spesso molto meno chiara e semplice di quanto si voglia far credere.
L'unica vittoria possibile per la cittadinanza è quella di poter tornare a bere l'acqua dell'acquedotto, sicura che non contiene e non conterrà, sostanze pericolose per la salute, così come coltivare un orticello senza temere che l'acqua utilizzata per irrigare sia piena di arsenico, cadmio, mercurio.
Un altro punto essenziale è quello che riguarda la comprensione dello stato di salute di tutte le persone esposte. I primi dati emersi dalle indagini di ASL e CNR non mettono al riparo dal dubbio che, nel lungo periodo, alcune delle persone esposte possano presentare conseguenze sulla propria salute. E' dunque fondamentale che sia definita una tabella di marcia per la verifica, nel lungo periodo, delle condizioni di salute degli abitanti di Pietrasanta che negli anni hanno già subito le conseguenze di scelte scellerate come la costruzione di due inceneritori che si sono dimostrati, negli anni, un pericolo per l'ambiente e la salute pubblica.
Chiediamo ai cittadini di non accontentarsi, di non smettere di lottare per i propri diritti. La strada per il raggiungimento dei punti che noi consideriamo come “minimi accettabili” è ancora lunga, ma crediamo che la volontà della maggioranza degli interessati da questa vicenda non siano soddisfatti di vedersi semplicemente recapitare un contentino economico, ma vogliano andare a fondo sulla comprensione dei punti opachi che ancora avvolgono la vicenda.
Il Movimento 5 Stelle sta agendo ad ogni livello istituzionale per ottenere alcune di queste risposte e si muoverà in ogni sede per ottenere giustizia e la sicurezza che ogni cittadino deve poter percepire all'interno della propria abitazione.
A riveder le stelle!
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